Google, Apple e Samsung continuano a spingere l’innovazione nel mondo tech, ciascuna nel proprio ambito: YouTube domina la pubblicità online con nuovi spot da 30 secondi non saltabili e Google potenzia Chrome con strumenti AI per produttività e editing; Apple prepara l’iPhone 18 Pro Max più grande e pesante di sempre, abbandona il pieghevole a conchiglia e sperimenta un’AI capace di leggere i gesti della mano dai muscoli; Samsung invece sorprende con il Galaxy S26 Ultra in grado di emulare giochi PC e console e sperimenta batterie enormi fino a 18.000 mAh, aprendo nuove prospettive per autonomia e prestazioni mobili.
Mondo Google
YouTube domina la pubblicità online e introduce spot da 30 secondi senza possibilità di salto
YouTube continua a rafforzare la propria posizione nel mercato dei contenuti video, registrando nel 2025 ricavi pubblicitari pari a circa 40 miliardi di dollari, una cifra che supera la somma ottenuta da grandi gruppi dell’intrattenimento come The Walt Disney Company, NBCUniversal, Paramount Global e Warner Bros. Discovery. Il risultato evidenzia la crescente centralità della piattaforma nel panorama mediatico globale e la forza del modello basato sulla pubblicità digitale. Parallelamente, il servizio controllato da Google ha iniziato a introdurre un nuovo formato pubblicitario destinato soprattutto alla visione su televisori: spot da 30 secondi che non possono essere saltati dagli utenti della versione gratuita. Secondo l’azienda, questo sistema sfrutta anche l’intelligenza artificiale per scegliere il momento migliore in cui mostrare le inserzioni, alternando contenuti pubblicitari di diversa durata per rendere più efficace la distribuzione delle campagne e aumentare il valore degli spazi pubblicitari.
Google amplia le funzionalità AI di Chrome per produttività, apprendimento e modifica immagini
Google ha introdotto nuove funzionalità di intelligenza artificiale in Chrome, inizialmente per gli utenti in India e ora anche in Canada e Nuova Zelanda, basate su Gemini 3.1. Questi strumenti integrati consentono di accedere a un assistente AI direttamente dal browser, permettendo sintesi di contenuti, supporto alle attività e confronto tra più schede senza abbandonare la pagina corrente. Gli utenti possono porre domande nel pannello laterale di Gemini, consolidare informazioni da diverse schede e persino modificare immagini web tramite Nano Banana 2. L’integrazione con servizi come Gmail, Google Maps, Google Calendar e YouTube migliora la produttività, mentre i sistemi di sicurezza prevengono rischi di prompt-injection. L’aggiornamento aggiunge inoltre il supporto a oltre 50 lingue, incluse diverse lingue indiane, ampliando l’accesso agli strumenti AI. Il rollout su desktop e iOS punta a rendere la navigazione più intuitiva, sicura e interattiva, posizionando Chrome come hub per apprendimento, ricerca e attività creative.
Google presenta Gemini Embedding 2: l’IA multimodale fa un passo avanti
Google ha lanciato Gemini Embedding 2, un nuovo modello basato sull’architettura Gemini progettato per applicazioni di intelligenza artificiale multimodale. Il sistema è in grado di analizzare e collegare diversi tipi di contenuti – testo, immagini, video, audio e documenti – all’interno di un unico spazio semantico, migliorando attività come ricerca semantica, analisi del sentiment, clustering dei dati e sistemi di generazione basati sul recupero delle informazioni. Il modello supporta input combinati tra media diversi e introduce la tecnologia Matryoshka Representation Learning per rendere gli embedding più scalabili ed efficienti. La novità è già disponibile in anteprima tramite l’API Gemini e la piattaforma Google Vertex AI, con integrazione nei principali strumenti utilizzati dagli sviluppatori di soluzioni IA.
Google Pixel, nell’ultimo update cambia la ricarica ma non convince tutti
Con l’ultimo Pixel Drop di marzo, Google ha introdotto diverse novità per i dispositivi dalla serie 6 fino ai più recenti Pixel 10. Tra queste, però, c’è un cambiamento che non ha convinto tutti gli utenti: la gestione della ricarica ottimizzata. In pratica, chi aveva attivato l’opzione per limitare la batteria all’80% per preservarne la salute sul lungo periodo ha notato un rallentamento molto marcato. Una volta raggiunto circa il 77%, la velocità di ricarica scende drasticamente, passando dai consueti 12-14 W a appena 1 W, rendendo necessaria circa un’ora per arrivare all’80%. Molti utenti hanno condiviso video e testimonianze, chiedendosi se si trattasse di un bug. Google ha chiarito che si tratta di una scelta voluta, pensata per aumentare ulteriormente la longevità della batteria. La funzione non modifica radicalmente l’esperienza quotidiana, ma rappresenta un compromesso tra velocità di ricarica e protezione della batteria, e al momento non sono previste modifiche future.
Mondo Apple
iPhone 18 Pro Max: Apple prepara un modello ancora più grande e pesante. Novità sui prezzi dei Pro
Cominciano a emergere le prime indiscrezioni su iPhone 18 Pro Max, il futuro top di gamma di Apple atteso per l’autunno, e i dettagli trapelati suggeriscono un dispositivo ancora più massiccio rispetto alla generazione attuale. Secondo alcune informazioni condivise dall’insider Ice Universe su Weibo, il nuovo modello potrebbe arrivare a uno spessore di circa 8,8 mm e a un peso vicino ai 240 grammi, valori leggermente superiori rispetto agli 8,75 mm e ai 231 grammi dell’attuale iPhone 17 Pro Max. Negli ultimi anni Apple ha progressivamente aumentato dimensioni e peso dei suoi modelli più avanzati, privilegiando elementi come batterie più capienti e soluzioni hardware evolute, tra cui sistemi di dissipazione più efficienti. Anche nel caso del prossimo iPhone 18 Pro Max l’aumento potrebbe essere legato proprio a una batteria più grande o a nuovi componenti interni pensati per migliorare prestazioni e autonomia. Se confermate, queste caratteristiche riporterebbero il peso dello smartphone ai livelli di alcuni modelli del passato considerati tra i più impegnativi da usare con una sola mano, riaprendo il dibattito su quanto i telefoni tradizionali possano ancora crescere in dimensioni senza compromettere la praticità quotidiana. Inoltre, Apple potrebbe confermare i prezzi di partenza di 1.099 dollari per iPhone 18 Pro e 1.199 dollari per iPhone 18 Pro Max. Secondo l’analista Ming-Chi Kuo, la società di Cupertino sarebbe disposta a sostenere internamente l’aumento dei costi legato alla nuova litografia a 2 nanometri di TSMC, oltre alle oscillazioni del mercato dei componenti più strategici, con l’obiettivo di non influire negativamente sulla domanda globale dei nuovi modelli.
Apple abbandona l’iPhone pieghevole a conchiglia e punta sul modello “Fold”
Apple avrebbe deciso di interrompere lo sviluppo di un iPhone pieghevole in stile conchiglia, simile alla linea Samsung Galaxy Z Flip, per concentrarsi invece su un dispositivo con design a libro destinato a competere con il Samsung Galaxy Z Fold. La scelta sarebbe legata ai limiti strutturali del formato compatto, che ridurrebbe lo spazio interno per batteria, fotocamere e altri componenti fondamentali. Il progetto principale punterebbe quindi su un pieghevole più grande con display interno da circa 7,8 pollici e uno schermo esterno dedicato alle operazioni rapide, con l’obiettivo di offrire un’esperienza a metà tra smartphone e tablet. L’azienda starebbe inoltre lavorando per garantire cerniere resistenti, un corpo sottile e soprattutto uno schermo flessibile senza pieghe visibili, una sfida su cui anche produttori come OPPO stanno investendo nelle nuove generazioni di dispositivi pieghevoli.
Apple sviluppa un’AI che legge i gesti della mano dai muscoli
Apple ha creato EMBridge, un’AI capace di riconoscere i movimenti della mano analizzando i segnali elettrici dei muscoli dell’avambraccio. Addestrata su grandi dataset come emg2pose e NinaPro, la tecnologia collega segnali EMG e posizioni reali della mano, permettendo di riconoscere anche gesti mai visti durante il training (“zero-shot”). Il modello distingue movimenti simili e generalizza meglio, riducendo errori, e apre scenari per dispositivi indossabili, realtà virtuale e protesi robotiche. Nonostante la raccolta dei dati resti complessa, la ricerca conferma il potenziale dei segnali muscolari per evolvere le interfacce uomo-macchina.
Mondo Samsung
Galaxy S26 Ultra sorprende: può eseguire giochi PC e console tramite emulazione
Il nuovo Samsung Galaxy S26 Ultra dimostra prestazioni sorprendenti anche nel gaming avanzato, andando oltre il semplice utilizzo con titoli Android. Alcuni test condivisi dal canale YouTube ETA Prime mostrano infatti come lo smartphone top di gamma di Samsung sia in grado di gestire giochi pensati per PC e console tramite emulazione, soprattutto quando viene utilizzato insieme alla modalità desktop DeX. Nei test con strumenti come GameHub, diversi titoli PC hanno mostrato risultati interessanti: Hollow Knight: Silksong supera i 60 fps, The Witcher 3: Wild Hunt gira oltre i 50 fps in risoluzione 720p con impostazioni medie, mentre Cyberpunk 2077 riesce a mantenersi tra 28 e 30 fps con dettagli bassi. Anche sul fronte dell’emulazione console le prestazioni sono notevoli: tramite l’emulatore Dolphin, il dispositivo esegue titoli per Nintendo GameCube e Nintendo Wii come Super Smash Bros. e Tatsunoko vs. Capcom, mentre con NetherSX2 riesce a gestire giochi PlayStation 2 come Gran Turismo 3 e Tekken 5 con fluidità vicina ai 60 fps. Gran parte del merito va al potente chip Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, affiancato da 12 o 16 GB di RAM e fino a 1 TB di memoria interna, che permette allo smartphone di avvicinarsi sempre più all’esperienza di gioco tipica dei PC portatili dedicati.
Samsung studia maxi batterie per i propri smartphone
Samsung sta testando batterie per smartphone dalle capacità impressionanti di 12.000 e 18.000 mAh, basate sulla tecnologia Si-C e destinate sia a dispositivi consumer che a terminali rugged. La batteria da 18.000 mAh è composta da tre celle sovrapposte, mentre la versione da 12.000 mAh elimina lo strato intermedio, riducendo lo spessore a circa 7,5-9,3 mm, compatibile con smartphone tradizionali. Secondo le stime interne, questi accumulatori potrebbero garantire 20-25 ore di schermo acceso e mantenere l’80% della capacità dopo 1.500 cicli, superando di gran lunga le batterie attuali e riducendo la frequenza di ricarica. I test precedenti su una batteria da 20.000 mAh avevano evidenziato problemi di gonfiamento, rendendo queste nuove soluzioni un compromesso realistico tra autonomia estrema e sicurezza. Il loro impatto potrebbe essere significativo, soprattutto per dispositivi da gaming o professionali, anche se lo spessore maggiore potrebbe limitarne l’uso su modelli sottili. Il debutto commerciale è ancora lontano, probabilmente non prima del 2029, ma questi test segnano un passo importante nella corsa all’autonomia e nell’evoluzione delle batterie per smartphone.