Il fenomeno degli smartphone “cloni” continua a diffondersi nel mercato globale, con dispositivi quasi identici che vengono lanciati in Paesi diversi cambiando solo nome e piccoli dettagli tecnici. È il caso di modelli come Vivo X300 FE, General Mobile GM Fenix II Pro 5G e General Mobile GM 26 Pro 5G, che condividono gran parte dell’hardware con altri telefoni già presenti sul mercato. Una strategia sempre più comune che consente ai produttori di ridurre i costi di sviluppo e accelerare i lanci internazionali, ma che rende anche più difficile per gli utenti orientarsi tra modelli apparentemente nuovi e dispositivi che, in realtà, sono semplici varianti di prodotti già esistenti.
Il primo protagonista è il Vivo X300 FE, apparso in anticipo online attraverso una scheda tecnica pubblicata da un rivenditore. Secondo le informazioni trapelate, il dispositivo sarebbe sostanzialmente identico al Vivo S50 Pro Mini, modello già disponibile in Cina. Le differenze sembrano minime e potrebbero limitarsi al supporto di alcune bande di rete aggiuntive per i mercati internazionali. Dal punto di vista hardware il nuovo modello segnerebbe comunque un passo avanti rispetto al precedente X200 FE, soprattutto per quanto riguarda il processore. Al posto del MediaTek della generazione precedente arriverebbe infatti uno Snapdragon 8 Gen 5, soluzione di fascia alta pensata per garantire prestazioni elevate anche nelle attività più impegnative.
Il display resterebbe invece invariato: un pannello LTPO AMOLED da 6,31 pollici con risoluzione elevata e refresh rate fino a 120 Hz. Interessante la batteria, che con i suoi 6.500 mAh promette un’autonomia molto elevata considerando le dimensioni compatte del dispositivo. Alla ricarica rapida da 90 W si aggiungerebbe anche la ricarica wireless da 40 W, una novità rispetto al modello precedente. Il comparto fotografico includerebbe una fotocamera frontale da 50 megapixel e tre sensori posteriori, con una principale stabilizzata e un teleobiettivo periscopico con zoom ottico 3x. Non manca la certificazione IP69 contro acqua e polvere, oltre a NFC e sensore di impronte integrato nel display.
Diverso ma ugualmente curioso è il caso del General Mobile GM Fenix II Pro 5G, uno smartphone destinato al mercato turco che sembra riprendere quasi completamente le caratteristiche del Lava Agni 4 venduto in India. Anche qui le differenze sono minime, mentre il prezzo cambia in modo significativo. Il modello turco monta un chipset MediaTek Dimensity 8350, affiancato da 12 GB di RAM e 512 GB di memoria interna. Il display AMOLED da 6,67 pollici offre una risoluzione elevata e una frequenza di aggiornamento a 120 Hz, caratteristiche ormai comuni nella fascia medio-alta. La batteria da 5.000 mAh supporta la ricarica rapida a 66 W, mentre il comparto fotografico prevede una fotocamera principale da 50 megapixel con stabilizzazione ottica e un sensore grandangolare da 8 megapixel. Tra gli elementi distintivi figurano la presenza del modulo NFC, il sensore di impronte sotto lo schermo e persino il trasmettitore a infrarossi, utile per controllare dispositivi domestici. La certificazione IP64 offre una protezione di base contro polvere e schizzi, ma non raggiunge i livelli dei modelli più resistenti.
Questi due smartphone rappresentano esempi chiari di una strategia sempre più diffusa: riutilizzare progetti già esistenti adattandoli a mercati differenti. In alcuni casi ciò permette di ridurre i costi di sviluppo, ma può portare a differenze di prezzo difficili da giustificare, soprattutto quando l’hardware rimane sostanzialmente identico. In un mercato sempre più competitivo, operazioni di questo tipo mostrano come i produttori cerchino di massimizzare la diffusione dei propri dispositivi, anche attraverso versioni quasi identiche tra loro. Per gli utenti più attenti, però, il confronto tra modelli gemelli può rivelarsi fondamentale per capire quale sia davvero l’offerta più conveniente.
Andando oltre, il mercato degli smartphone di fascia media si arricchisce di due modelli quasi gemelli, il General Mobile GM 26 Pro 5G e il Lava Blaze Duo 3, dispositivi che puntano a distinguersi grazie a una soluzione piuttosto rara nella loro categoria: la presenza di un secondo display AMOLED sul retro.

I due modelli, presentati rispettivamente in Turchia e in India, condividono gran parte della scheda tecnica e si caratterizzano per un pannello principale AMOLED da 6,67 pollici con risoluzione Full HD+ e refresh rate fino a 120 Hz, mentre sul retro trova posto uno schermo secondario da 1,6 pollici integrato nell’isola fotografica, utile per notifiche, controlli rapidi e autoscatto con la fotocamera principale.
Sotto la scocca entrambi montano il chipset MediaTek Dimensity 7060, una soluzione di fascia media capace di offrire prestazioni adeguate all’uso quotidiano e alla maggior parte delle applicazioni, pur senza ambizioni da top di gamma. Le configurazioni di memoria differiscono però tra i due mercati: il modello indiano viene proposto con 6 GB di RAM e 128 GB di archiviazione, mentre la variante turca offre tagli più generosi che arrivano fino a 12 GB di RAM e 512 GB di spazio interno, con supporto alle schede microSD.
La batteria da 5.000 mAh con ricarica rapida da 33 W rappresenta uno standard ormai consolidato in questa fascia di prezzo, mentre il comparto fotografico si affida a un sensore principale da 50 megapixel affiancato da un modulo secondario dedicato alle macro. Non manca il lettore di impronte integrato nel display e, a seconda del mercato, cambia anche la dotazione: la versione turca include il chip NFC, assente invece nel modello destinato all’India. Anche la protezione da polvere e acqua varia leggermente, con certificazioni IP54 e IP64 a seconda del dispositivo.
Il vero elemento distintivo resta comunque il display posteriore AMOLED, una caratteristica ancora poco diffusa tra gli smartphone di fascia media che permette a questi modelli di ritagliarsi uno spazio originale in un segmento sempre più affollato. Nonostante l’hardware piuttosto tradizionale, la presenza del doppio schermo rappresenta infatti un valore aggiunto che potrebbe attirare chi cerca qualcosa di diverso senza spendere cifre da top di gamma.