Apple accelera sul 2026: iPhone 17e, nuovi Mac e iOS sempre più intelligenti, secondo Mark Gurman

Secondo Mark Gurman, Apple si prepara a un 2026 densissimo di novità, con iPhone 17e, nuovi iPad e Mac, un forte focus sull’intelligenza artificiale e una strategia sempre più orientata ai mercati emergenti.

Apple accelera sul 2026: iPhone 17e, nuovi Mac e iOS sempre più intelligenti, secondo Mark Gurman

Il 2026 di Apple si apre con un’accelerazione che promette di lasciare il segno. A delineare il quadro è Mark Gurman, nella newsletter “Power On” di Bloomberg, che parla di un avvio d’anno particolarmente intenso, con una raffica di lanci hardware e software pensati per rafforzare la presenza dell’azienda sia nei mercati maturi sia, soprattutto, in quelli emergenti. Il messaggio è chiaro: più prodotti, più integrazione e un’attenzione crescente all’intelligenza artificiale come leva strategica.

Il primo tassello è l’iPhone 17e, destinato a raccogliere l’eredità del 16e e a diventare il punto d’ingresso più accessibile all’ecosistema Apple di nuova generazione. Le novità non sono marginali: chip A19, ricarica MagSafe e il passaggio ai più recenti chip cellulari e wireless progettati internamente. Secondo Gurman, Apple avrebbe deciso di mantenere invariato il prezzo a 599 dollari, puntando su una comunicazione molto diretta: più funzionalità allo stesso costo. Una scelta che rafforza il posizionamento del dispositivo nei contesti aziendali e nelle economie in crescita, dove Apple intende spingere con decisione nel corso dell’anno, anche approfittando di una concorrenza meno aggressiva nella fascia medio-bassa.

Accanto all’iPhone, sono in arrivo nuovi iPad. Il modello base riceverà il chip A18, un aggiornamento cruciale perché porterà per la prima volta il supporto ad Apple Intelligence anche sull’iPad entry-level. L’iPad Air, invece, farà un salto ancora più deciso passando al chip M4. Sul fronte del design non sono attese rivoluzioni, fatta eccezione per l’iPad mini che dovrebbe adottare un pannello OLED, ma Apple sembra convinta che le prestazioni e le funzionalità software siano oggi il vero motore delle vendite. Non a caso, dopo risultati altalenanti, la linea iPad ha chiuso le ultime festività con una crescita dei ricavi superiore alle attese, trainata proprio dal modello base.

Il capitolo Mac è altrettanto ricco. A breve sono previsti nuovi MacBook Pro da 14 e 16 pollici, insieme a un MacBook Air con processore M5. Non mancheranno aggiornamenti per Mac Studio, Mac mini e per lo Studio Display, che però dovrebbe restare molto simile all’attuale. La vera sorpresa, però, è rappresentata da un MacBook a basso costo, con schermo inferiore ai 13 pollici e chip di classe iPhone. Un prodotto pensato per competere direttamente con laptop Windows e Chromebook più economici, e per attirare nuovi utenti verso il mondo Mac, soprattutto nei mercati emergenti e in ambito business.

Sul versante software, Apple si prepara a rilasciare iOS 26.3, che dovrebbe includere alcuni degli elementi più attesi legati al rinnovamento di Siri. La prima beta per sviluppatori è attesa nella settimana del 23 febbraio, mentre i nuovi MacBook Pro dovrebbero arrivare a inizio marzo, in concomitanza con il ciclo di macOS 26.3. Proprio iOS 26.3, secondo Gurman, sarà un aggiornamento piuttosto contenuto, con interventi legati soprattutto alle richieste delle autorità europee e al supporto dei nuovi dispositivi in arrivo.

Le novità più sostanziose sono rimandate alla versione successiva. A rafforzare questa strategia arriva anche il discorso di Tim Cook durante una recente riunione globale. Il CEO ha ribadito come l’intelligenza artificiale rappresenti una delle più grandi opportunità del nostro tempo e ha sottolineato il vantaggio competitivo di Apple, grazie all’integrazione tra silicio, software e una base installata di oltre 2,5 miliardi di dispositivi. In questo contesto si inserisce l’acquisizione di Q.ai, startup israeliana specializzata nell’interpretazione dei movimenti facciali, e l’attenzione crescente verso mercati come l’India, ormai diventata una componente rilevante dei ricavi e della produzione. Guardando più avanti, la seconda metà dell’anno potrebbe segnare svolte ancora più ambiziose, tra il primo iPhone pieghevole e un MacBook Pro con schermo OLED e supporto touch, una scelta che rappresenterebbe un cambio di rotta storico per Apple.

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