Brave Ark debutta in India: il tablet “super-indie” con display a 144 Hz e batteria gigantesca

Brave Ark si presenta come un tablet Android sorprendentemente ambizioso, capace di unire display a 144 Hz, prestazioni di fascia alta e una batteria enorme, il tutto a un prezzo aggressivo che lo rende molto interessante nel panorama attuale.

Brave Ark debutta in India: il tablet “super-indie” con display a 144 Hz e batteria gigantesca

Nel mercato dei tablet Android, spesso dominato da pochi nomi noti, ogni tanto spunta qualche progetto che prova a sparigliare le carte. È il caso di Brave Ark, nuovo tablet lanciato in India da un brand esordiente che si presenta con un’immagine già sorprendentemente curata. Sito ufficiale, logo riconoscibile, materiali promozionali e una comunicazione ben strutturata raccontano l’ambizione di un team giovane che vuole farsi notare fin dal primo prodotto. Al di là dell’aspetto “indie”, però, Brave Ark colpisce soprattutto per la scheda tecnica.

Il cuore del dispositivo è il Qualcomm Snapdragon 8s Gen 3, un chipset introdotto all’inizio del 2024 che, pur non essendo tra i più diffusi, garantisce ancora oggi prestazioni di alto livello. Nei benchmark supera tranquillamente il milione e mezzo di punti su AnTuTu, collocandosi in una fascia che consente di affrontare senza problemi multitasking spinto, produttività avanzata e anche sessioni di gaming impegnative. A supporto troviamo 12 GB di RAM e 256 GB di memoria interna, con possibilità di espansione tramite microSD, una scelta sempre più rara ma ancora molto apprezzata.

Uno dei punti di forza più evidenti è lo schermo. Brave Ark monta un pannello IPS da 12,95 pollici, con risoluzione 2880 x 1840 pixel e una densità di 264 ppi. Le dimensioni lo avvicinano a quelle di un piccolo notebook, rendendolo adatto anche a un uso lavorativo. La vera chicca è però la frequenza di aggiornamento a 144 Hz, valore ancora poco comune nel mondo dei tablet e capace di offrire una fluidità eccellente sia nella navigazione dell’interfaccia sia nelle applicazioni compatibili.

Altro elemento che salta subito all’occhio è la batteria. Con una capacità di circa 14.500 mAh, Brave Ark si colloca tra i tablet Android con l’autonomia più promettente sul mercato. La ricarica a 33 W non è tra le più rapide in assoluto, ma appare un compromesso accettabile considerando la dimensione dell’accumulatore. L’obiettivo sembra chiaro: privilegiare l’autonomia e l’uso prolungato, piuttosto che la ricarica ultra-veloce.

Come spesso accade su questa categoria di dispositivi, il comparto fotografico passa in secondo piano. La fotocamera frontale è da 5 megapixel, quella posteriore da 13 megapixel, più che sufficienti per videochiamate, scansioni di documenti e utilizzi occasionali. Non manca invece una dotazione audio interessante, con ben otto altoparlanti pensati per la fruizione multimediale, affiancati da una porta USB Type-C 3.1 e da un connettore Pogo per accessori.

Brave Ark rinuncia alla connettività mobile e al GPS, puntando tutto su Wi-Fi 6 e su un’esperienza prevalentemente domestica o da ufficio. In compenso, nella confezione sono inclusi uno stilo e una cover, mentre tastiera e caricatore vanno acquistati separatamente. Il prezzo di lancio in India è fissato a 34.999 rupie, pari a circa 387 dollari, posizionandolo in una fascia molto interessante rispetto all’hardware proposto. Curiosamente, Brave Ark non è un caso isolato. Le sue caratteristiche richiamano da vicino quelle dell’Alldocube Ultra Pad, tablet presentato pochi mesi fa con un’impostazione quasi sovrapponibile. Cambia il chipset, che in quel caso è uno Snapdragon 7+ Gen 3, ma le prestazioni reali risultano molto simili. Questo “gioco di specchi” rende Brave Ark un esempio perfetto di come il mercato stia vivendo una fase di cloni tecnici ben costruiti, capaci di offrire tanto a prezzi aggressivi. Resta da capire se il tablet arriverà anche fuori dall’India e come verrà accolto sul mercato globale. Di certo, Brave Ark dimostra che anche un brand sconosciuto può farsi notare, se abbina una scheda tecnica solida a una proposta chiara e senza troppi compromessi. In un settore spesso prevedibile, è già un ottimo punto di partenza.

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