Negli ultimi mesi l’intelligenza artificiale è diventata una presenza sempre più pervasiva nel mondo digitale, integrandosi in smartphone, applicazioni, sistemi operativi e, soprattutto, nei motori di ricerca. Riepiloghi automatici, risposte generate e immagini create artificialmente stanno cambiando il modo in cui accediamo alle informazioni, spesso senza che l’utente abbia la possibilità di scegliere davvero. Proprio da questa riflessione nasce l’iniziativa di DuckDuckGo, che ha deciso di mettere la questione al centro di un dibattito pubblico chiedendo direttamente agli utenti se l’IA debba essere una funzione opzionale oppure una componente predefinita della ricerca online.
A partire dal 19 gennaio 2026, il motore di ricerca noto per l’attenzione alla privacy ha lanciato un sondaggio aperto a tutti, basato su un messaggio tanto semplice quanto diretto: “L’intelligenza artificiale dovrebbe essere una scelta”. L’obiettivo dichiarato è comprendere la percezione reale degli utenti, chiamati a esprimersi tra chi preferisce risultati tradizionali basati esclusivamente su siti web e chi invece apprezza l’integrazione di risposte elaborate da modelli linguistici. In poche ore, l’iniziativa ha raccolto numeri significativi, con oltre 168.000 partecipanti e una percentuale che, al momento, vede circa il 90% dei votanti favorevole a un’esperienza di ricerca priva di intelligenza artificiale integrata.
Il messaggio diffuso da DuckDuckGo sui social chiarisce bene la filosofia dietro questa scelta. L’azienda sottolinea come l’IA sia ormai ovunque, spesso introdotta senza che qualcuno chieda davvero il consenso agli utenti. Alcune persone la vogliono, altre no, molte sono ancora indecise, ed è proprio questa pluralità di posizioni che, secondo DuckDuckGo, dovrebbe tradursi in opzioni concrete e non in imposizioni. In quest’ottica, la votazione non è solo un’operazione di comunicazione, ma un modo per ribadire un principio che da sempre caratterizza il servizio: mettere l’utente al centro. Accanto al sondaggio, arriva anche una novità pratica che rende l’iniziativa ancora più interessante. A differenza di quanto accade con Google o Bing, DuckDuckGo consente ora di scegliere esplicitamente tra una versione del motore di ricerca con intelligenza artificiale integrata e una completamente priva di elementi generativi.
Nella modalità senza IA, l’interfaccia torna essenziale, con una semplice barra di ricerca e risultati classici, senza chatbot, riepiloghi automatici o immagini generate artificialmente. Una promessa ambiziosa, soprattutto se si considera quanto i contenuti sintetici stiano invadendo il web. La versione con IA, invece, mantiene le funzionalità avanzate, inclusa la chat integrata, lasciando all’utente la libertà di decidere quale esperienza preferire. È un approccio che, di fatto, rompe con la tendenza attuale del settore, dove le funzioni basate su intelligenza artificiale vengono spesso attivate di default e rese difficili da disattivare. DuckDuckGo non ha ancora comunicato fino a quando resterà aperta la votazione, ma il segnale lanciato è chiaro. Esiste una parte consistente di utenti che percepisce l’integrazione forzata dell’IA come non necessaria, se non addirittura fastidiosa. In un momento storico in cui la tecnologia corre velocissima, la scelta di fermarsi ad ascoltare e offrire alternative potrebbe rappresentare un precedente importante. La domanda resta aperta: l’intelligenza artificiale deve guidare l’esperienza di tutti o diventare uno strumento da attivare solo quando serve davvero? Ora, almeno su DuckDuckGo, la risposta è nelle mani degli utenti.