Apple cambia rotta sull’intelligenza artificiale e prepara un 2026 ricco di novità: cosa sta succedendo davvero secondo Mark Gurman

Apple ha avviato un profondo cambio di strategia sull’intelligenza artificiale, puntando su una partnership con Google e sui modelli Gemini per rilanciare Siri e Apple Intelligence, mentre prepara un 2026 ricco di novità tra software rinnovato e una gamma Mac completamente aggiornata.

Apple cambia rotta sull’intelligenza artificiale e prepara un 2026 ricco di novità: cosa sta succedendo davvero secondo Mark Gurman

Apple si trova nel mezzo di uno dei passaggi strategici più delicati della sua storia recente. A raccontarlo è Mark Gurman nella newsletter domenicale Power On di Bloomberg, che fotografa un’azienda costretta a rimettere in discussione le proprie ambizioni sull’intelligenza artificiale dopo un avvio tutt’altro che brillante di Apple Intelligence e i ritardi accumulati dal nuovo Siri.

Un quadro che, a distanza di mesi, appare sempre più chiaro: Cupertino ha scelto di affidarsi a un partner esterno per recuperare terreno, accettando un compromesso che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato impensabile. Già nel giugno 2025, Gurman aveva parlato apertamente di un punto di svolta interno ad Apple. Le difficoltà dei modelli proprietari e l’imbarazzo per uno Siri rimasto indietro rispetto alla concorrenza avevano spinto i vertici a valutare seriamente soluzioni alternative. Una prospettiva che aveva scosso il team dei Foundation Models, impegnato nello sviluppo dell’intelligenza artificiale “di base” dell’azienda.

Nonostante le rassicurazioni arrivate in una riunione d’emergenza guidata da Mike Rockwell e John Giannandrea, il malcontento non si era placato e, nei mesi successivi, diversi talenti chiave hanno lasciato il gruppo, incluso il suo responsabile Ruoming Pang. Nel frattempo, Apple aveva avviato trattative con più interlocutori. Anthropic chiedeva cifre considerate eccessive, mentre OpenAI rappresentava un partner problematico sul piano strategico, anche per la concorrenza sul fronte hardware. A quel punto è rientrata in gioco Google. I progressi compiuti da Gemini in pochi mesi e una struttura economica più compatibile con le esigenze di Apple hanno cambiato le carte in tavola, favoriti anche dalla decisione di un giudice statunitense che ha ridotto i rischi legati all’accordo di ricerca su Safari. L’intesa tra Apple e Google si è concretizzata entro novembre. Gemini diventerà il motore del nuovo Siri e di una parte rilevante di Apple Intelligence.

In una prima fase, i modelli gireranno sui server Private Cloud Compute di Apple, mentre in futuro alcune componenti più avanzate potrebbero essere eseguite direttamente sull’infrastruttura cloud di Google. Un passaggio che segna un vero reset della strategia AI sotto la guida di Craig Federighi, ormai figura centrale nelle decisioni su questo fronte dopo il progressivo ridimensionamento del ruolo di Giannandrea. I primi risultati di questa collaborazione sono attesi a breve. Apple dovrebbe presentare il nuovo Siri nella seconda metà di febbraio, mostrando finalmente quelle funzionalità promesse alla WWDC 2024, come la capacità di comprendere il contesto personale e ciò che appare sullo schermo. Queste novità arriveranno con iOS 26.4, mentre il salto più importante è previsto per la WWDC 2026, con un Siri completamente ripensato, nome in codice Campos, progettato fin dall’inizio per l’era dei chatbot conversazionali. Sarà più naturale nel dialogo, più consapevole del contesto e, soprattutto, molto più competitivo.

Parallelamente, Apple prepara un 2026 estremamente interessante anche sul fronte hardware. Secondo Gurman, la linea Mac sarà protagonista di una raffica di aggiornamenti che includeranno nuovi MacBook Pro e Air, un MacBook a basso costo con chip di derivazione iPhone, Mac mini e Mac Studio aggiornati e persino un rinnovato Apple Studio Display. Spicca l’arrivo di un MacBook Pro con schermo OLED e supporto touch, atteso verso la fine dell’anno, mentre non è escluso che il chip M6 faccia la sua comparsa prima del previsto, seguendo una cadenza di aggiornamento sempre più ravvicinata.

Curiosità anche sul fronte software, con Apple che ha cambiato in corsa i nomi in codice dei sistemi operativi 27. iOS e iPadOS sono ora noti internamente come Rave, macOS come Fizz, mentre watchOS, tvOS e visionOS adottano nomi altrettanto inediti. Dettagli che raramente anticipano funzioni specifiche, ma che raccontano un fermento insolito nei laboratori di Cupertino. Infine, resta aperta la partita della smart home. Apple sta lavorando a più dispositivi, tra cui un hub con display e una versione più ambiziosa dotata di braccio robotico. Quest’ultima, nonostante alcune indiscrezioni, non dovrebbe arrivare prima del 2027, confermando una strategia prudente anche in questo settore.

Continua a leggere su Fidelity News