Google, Apple e Samsung: le ultime novità tra AI, hardware e gaming mobile

Google potenzia le proprie app con intelligenza artificiale, Apple rinnova MacBook e prepara i nuovi iPhone, mentre Samsung punta su One UI 8.5 e Galaxy S26 con display avanzati e strumenti da gaming.

Google, Apple e Samsung: le ultime novità tra AI, hardware e gaming mobile

Negli ultimi giorni, Google, Apple e Samsung hanno introdotto novità significative che spaziano dall’intelligenza artificiale al design hardware. Google continua a rafforzare le proprie app con strumenti AI avanzati: da Google Foto, che ora trasforma le immagini in meme con “Me Meme” e estende la funzione “Ricordi” ai video, fino a Gemini, pronto a generare musica, e Google Discover, che rielabora automaticamente i titoli degli articoli. Aggiornamenti mirati migliorano anche la vita quotidiana, come in Google Orologio e Home, con gesture più intuitive e configurazioni semplificate. Apple si concentra sul rinnovamento dei MacBook 2026 con schermi OLED, Apple Pencil e modem 5G integrati, mentre potenzia Creator Studio e prepara il debutto di iPhone 17e e iPhone 18 Pro con display più puliti e hardware aggiornato. Samsung punta sul gaming mobile con One UI 8.5 e Game Booster+, mentre i Galaxy S26 si preparano a un lancio a febbraio con innovazioni nei display e Gorilla Glass ultra resistente, promettendo maggiore durabilità e privacy. Questi aggiornamenti riflettono la tendenza dei tre colossi a combinare innovazioni hardware e software per rendere l’esperienza utente più ricca, sicura e personalizzata.

Mondo Google

Android, come funziona il nuovo malware AI che clicca sulle pubblicità

Una nuova minaccia per Android sfrutta l’intelligenza artificiale per eseguire automaticamente clic sugli annunci pubblicitari, senza che l’utente se ne accorga. Il trojanware individuato dai ricercatori di Dr. Web utilizza la libreria open source TensorFlow.js per applicare modelli di apprendimento automatico, identificando gli annunci nelle app o nei giochi e interagendo con essi in modo autonomo. Alcuni di questi titoli, come Theft Auto Mafia o Amazing Unicorn Party, sono distribuiti tramite store alternativi, APK non ufficiali o canali Telegram, tutti collegati allo stesso sviluppatore. Il malware può persino aprire finestre di browser nascoste, aumentando i clic e, di conseguenza, i ricavi pubblicitari, mettendo a rischio sia le finanze delle piattaforme che la sicurezza degli utenti, in particolare dei più giovani.

Google Discover punta sui titoli generati dall’AI

Google Discover rende stabile la funzione che riscrive i titoli degli articoli tramite intelligenza artificiale, con l’obiettivo di migliorare la soddisfazione degli utenti e offrire una panoramica sintetica di più fonti. L’AI rielabora i titoli e fornisce link correlati e immagini in evidenza, ma spesso senza distinguere chiaramente tra testo originale e generato, rendendo i risultati talvolta imprecisi o fuorvianti. L’avviso sulla generazione automatica è nascosto dietro “Vedi altro”, mentre non tutti i contenuti sfruttano l’AI, creando un mix di titoli originali e riscritti. Google continua a ottimizzare l’algoritmo e l’interfaccia per bilanciare innovazione tecnologica e fruizione affidabile delle notizie.

Google Foto ti trasforma in un meme con la nuova funzione Me Meme

Google Foto amplia le sue capacità creative con Me Meme, una nuova funzione basata sull’intelligenza artificiale che consente di trasformare le immagini personali in veri e propri meme in pochi passaggi. La novità, attualmente in distribuzione negli Stati Uniti, sfrutta template predefiniti generati dall’AI e permette di attingere direttamente alla propria libreria fotografica per creare contenuti divertenti e personalizzati, pronti per la condivisione. Il processo è semplice e immediato: si sceglie un modello, si seleziona una foto e l’app si occupa automaticamente della composizione finale, lasciando all’utente la possibilità di rigenerare il risultato o salvarlo nella galleria. Me Meme si inserisce nella strategia di Google di rendere sempre più centrali gli strumenti di creazione assistita all’interno delle sue app, avvicinando anche il pubblico meno esperto a forme di espressione tipiche dei social e aprendo la strada a nuovi contenuti virali nati direttamente da Google Foto.

Google Orologio si aggiorna: arriva lo scorrimento per ignorare la sveglia

Con l’aggiornamento alla versione 8.5, Google Orologio introduce una piccola ma significativa novità che punta a migliorare l’esperienza quotidiana degli utenti Android, soprattutto nei momenti meno lucidi della giornata. L’app consente ora di ignorare o posticipare la sveglia tramite un gesto di scorrimento, abbandonando i classici pulsanti da toccare e adottando un’interazione simile a quella già vista nell’app Telefono per le chiamate in arrivo. La funzione è opzionale e può essere attivata dalle impostazioni dell’app, dove l’utente può scegliere se mantenere il metodo tradizionale o passare al nuovo sistema basato sullo swipe. Google ha accompagnato la scelta con anteprime chiare dell’interfaccia, permettendo di capire subito quale modalità risulti più comoda. Un intervento minimale, ma in pieno stile Google, che dimostra attenzione ai dettagli e alla cosiddetta “quality of life”, rendendo l’app Orologio più moderna e coerente con le altre esperienze dell’ecosistema Android.

Google Home semplifica l’aggiunta dei dispositivi: nuova procedura più rapida e intuitiva

Con l’aggiornamento alla versione 4.6.55.1, Google Home compie un passo concreto verso una configurazione dei dispositivi smart più accessibile e meno macchinosa, mantenendo una promessa fatta già lo scorso ottobre. La novità principale riguarda la fase di aggiunta dei nuovi prodotti: oltre alla classica scansione del QR code e al rilevamento automatico, ora è possibile cercare manualmente il dispositivo direttamente dalla barra di ricerca dell’app, digitando marca o modello. In questo modo diventa più semplice collegare anche device meno diffusi o appena arrivati sul mercato. Il processo parte sempre dal pulsante “+” in alto, ma se il QR code non è disponibile compare l’opzione “Aggiungi in altro modo”, che guida l’utente in una schermata più chiara, con suggerimenti, immagini e dettagli utili per evitare errori. Una volta selezionato il dispositivo corretto, si può procedere inserendo manualmente il codice di pairing presente sul prodotto o sulla confezione. Il risultato è un flusso più lineare e comprensibile, pensato anche per chi si avvicina per la prima volta alla domotica. L’aggiornamento porta con sé anche un potenziamento delle automazioni, con nuovi trigger legati a riproduzione multimediale, volume e luminosità, rendendo Google Home non solo più semplice da configurare, ma anche più flessibile nell’uso quotidiano.

Gemini si apre alla musica: Google prepara la generazione di brani direttamente con l’AI

Dopo il successo ottenuto nella creazione di immagini, Gemini sembra pronto a fare un nuovo salto in avanti puntando sulla musica generata dall’intelligenza artificiale. Non c’è ancora un annuncio ufficiale, ma gli indizi emersi dal codice dell’app Google per Android raccontano chiaramente le intenzioni di Mountain View. All’interno di Gemini starebbe per comparire una nuova sezione dedicata alla musica, affiancando testi, immagini e video già generati dall’AI. L’obiettivo sarebbe quello di consentire agli utenti di creare brani musicali in modo semplice e immediato, direttamente dall’interfaccia dell’assistente, andando a competere con servizi specializzati come Suno. Restano da chiarire le modalità di accesso e le eventuali limitazioni legate al tipo di account, ma il contesto è coerente con l’evoluzione recente di Gemini, che già integra modelli avanzati come Lyria, finora poco accessibili al grande pubblico. Se confermata, l’integrazione della generazione musicale potrebbe trasformare Gemini in uno strumento creativo ancora più completo, capace di avvicinare la composizione musicale a un pubblico vastissimo, senza barriere tecniche e con un approccio fortemente orientato alla semplicità.

Google Meet: Ask Gemini arriva su smartphone e in italiano

Google estende Ask Gemini in Meet, portando l’assistente AI su dispositivi mobili e introducendo il supporto per nuove lingue, incluso l’italiano. La funzione, prima limitata ai clienti Workspace Business Plus ed Enterprise, consente di riassumere conversazioni, evidenziare punti chiave e monitorare azioni da intraprendere, aiutando anche chi entra in ritardo a recuperare quanto perso. Dal 26 gennaio sarà disponibile per i clienti Workspace Business Standard con un rollout graduale fino a 15 giorni.Oltre all’inglese, Ask Gemini supporterà francese, tedesco, giapponese, coreano, portoghese, spagnolo e italiano, sebbene funzioni solo per la lingua selezionata in riunione. Dal 9 febbraio sarà accessibile anche sull’app mobile, replicando le funzionalità già presenti su desktop. L’espansione mira a rendere le riunioni più produttive e accessibili, integrando l’AI nel flusso di lavoro e migliorando l’esperienza degli utenti in contesti ibridi.

Google porta la Personal Intelligence anche in AI Mode nella Ricerca

Google estende la Personal Intelligence alla modalità AI della Ricerca, permettendo agli utenti di collegare opzionalmente Gmail e Google Foto per ottenere risposte e suggerimenti sempre più personalizzati. L’obiettivo è trasformare Search in uno strumento capace di comprendere il contesto personale, incrociando dati come email, immagini e preferenze per offrire raccomandazioni più pertinenti, dallo shopping alla pianificazione dei viaggi, fino a richieste creative. L’azienda ribadisce che la funzione è completamente facoltativa, disattivabile in qualsiasi momento e progettata con attenzione alla privacy, senza utilizzo indiscriminato dei contenuti personali per l’addestramento dell’AI. La novità è in rollout come esperimento su Google Labs per gli abbonati AI Pro e Ultra negli Stati Uniti, segnando un passo deciso verso una Ricerca sempre più proattiva e su misura.

Google Foto espande “Ricordi” anche ai video: montaggi intelligenti per rivivere i momenti speciali

Google Foto sta evolvendo la funzioneRicordi” includendo ora anche i video, consentendo agli utenti di rivedere clip correlate tra loro grazie all’intelligenza artificiale. La novità, individuata nel teardown della versione 7.60 dell’app Android, permette di selezionare un video e accedere a una pagina “Explore” dove vengono proposti montaggi tematici basati su elementi comuni tra le clip. Gli utenti possono scorrere il feed verticale, salvare i video preferiti, condividerli o consultarne i dettagli, mentre la funzione “View day” mostra tutte le foto e i video registrati nello stesso giorno. Questa estensione del concetto di “ricordo intelligente” trasforma Google Foto da semplice archivio multimediale a strumento attivo per rivivere e rielaborare i momenti più importanti, puntando anche alla personalizzazione dei contenuti.

Waze si aggiorna e diventa più attento alla strada: arrivano nuovi avvisi per una guida più consapevole

Waze ha avviato il rilascio progressivo di nuove segnalazioni pensate per migliorare l’esperienza di navigazione e aumentare la consapevolezza di chi è al volante. L’app sta introducendo avvisi dedicati a dossi rallentatori, cambiamenti improvvisi dei limiti di velocità, curve particolarmente strette e presenza di mezzi di emergenza lungo il percorso, con un debutto iniziale negli Stati Uniti e una disponibilità estesa anche a Canada, Messico e Francia. Le novità puntano a ridurre distrazioni e sorprese durante la guida, affiancandosi a indicazioni più chiare nelle rotatorie e a un sistema di suggerimento dei percorsi sempre più personalizzato, capace di riconoscere le abitudini dell’utente senza rinunciare ad alternative più rapide in caso di traffico. Più che un vero esordio, si tratta della distribuzione su larga scala di funzioni già annunciate in passato e viste solo da una parte degli utenti, che ora sembrano finalmente pronte a diventare uno standard per tutti.

Mondo Apple

MacBook 2026: OLED, eSIM e Apple Pencil per i nuovi modelli

La linea MacBook del 2026 si prepara a un rinnovamento importante, con almeno quattro nuovi modelli previsti. I MacBook Pro adotteranno schermi OLED, garantendo immagini più nitide e consumi ridotti, e il design Touch offrirà uno schermo sensibile al tocco compatibile con Apple Pencil, pensato per i creatori di contenuti. La transizione dal mini-LED all’OLED consentirà inoltre di eliminare il classico “notch”, sostituito da un foro per la fotocamera integrato con Dynamic Island per elementi interattivi. Sul fronte dei chip, arriveranno M5 Pro e M5 Max, con performance elevate, mentre i modelli successivi M6 Pro e M6 Max sfrutteranno la litografia a 2nm della TSMC per maggiore efficienza energetica. Novità anche per la connettività: i nuovi MacBook Pro integreranno modem 5G C1X o C2, riducendo la dipendenza dall’iPhone per l’accesso alla rete mobile.

Apple Experience, un evento di tre giorni a Los Angeles per il debutto di Creator Studio

Apple è pronta a rafforzare il legame con il mondo dei creator attraverso un evento dedicato in programma a Los Angeles dal 27 al 29 gennaio, battezzato Apple Experience e riservato a una platea selezionata di professionisti della creatività. Più che una presentazione tradizionale, l’iniziativa si configura come un’esperienza pratica pensata per accompagnare il lancio di Apple Creator Studio, il nuovo servizio in abbonamento che riunisce in un’unica soluzione l’intera suite di applicazioni creative di Cupertino. Durante i tre giorni, i partecipanti dovrebbero poter provare direttamente gli strumenti, prendere parte a sessioni dimostrative approfondite e confrontarsi con i product manager sui flussi di lavoro reali, in un contesto operativo che punta a valorizzare l’ecosistema Apple. L’evento, il cui invito è emerso tramite il creator Petr Mára, anticipa il debutto ufficiale di Creator Studio atteso per il 28 gennaio e potrebbe anche fare da cornice a novità hardware, con particolare attenzione ai MacBook Pro di nuova generazione con chip M5 Pro e M5 Max, ipotesi alimentata da alcuni indizi nella catena di distribuzione. Un appuntamento che conferma la strategia di Apple di coinvolgere direttamente le comunità creative nei momenti chiave della propria evoluzione.

Apple espande gli annunci su iPhone e iPad nella App Store

Dal 3 marzo la Apple introdurrà più risultati sponsorizzati nelle ricerche della App Store, sostituendo il modello a singolo annuncio. La novità, prima attiva in Regno Unito e Giappone, sarà estesa a tutti i mercati Apple Ads entro fine mese e riguarda i dispositivi con iOS 16.2, iPadOS 16.2 o successivi. Gli annunci saranno integrati nel flusso dei risultati, aumentando la visibilità e i clic, mentre l’algoritmo di Apple deciderà ordine e rilevanza. La mossa riflette l’importanza crescente della pubblicità nell’ecosistema Apple e il ruolo sempre più redditizio della divisione servizi.

Craig Federighi prende in mano l’AI di Apple: la nuova Siri nasce da una strategia prudente ma decisiva

Craig Federighi è il volto chiave della svolta che Apple sta preparando sul fronte dell’intelligenza artificiale e, in particolare, dell’evoluzione di Siri. Il senior vice president dell’ingegneria del software ha assunto un ruolo centrale nel coordinare lo sviluppo delle funzioni Apple Intelligence, con l’obiettivo di recuperare terreno dopo anni di ritardi senza però inseguire approcci aggressivi o investimenti fuori scala. Secondo quanto emerso, Federighi sta imprimendo una linea molto chiara: avanzare sull’AI sì, ma mantenendo controllo su costi, affidabilità e prevedibilità del software, elementi da sempre centrali nella filosofia Apple. Il cambio di assetto interno, con la riorganizzazione del team Siri e l’apertura all’integrazione di modelli di terze parti, ha già portato maggiore chiarezza e una prima accelerazione. Allo stesso tempo Cupertino continua a lavorare su soluzioni proprietarie, valutando acquisizioni mirate per rendere i modelli più efficienti. La nuova Siri, quindi, non sarà frutto di una corsa sfrenata, ma di una visione più cauta e strutturata, che potrebbe rivelarsi decisiva nel medio periodo.

iPhone Air con SIM fisico fai-da-te: la soluzione cinese che sacrifica il feedback tattile

In Cina, alcuni appassionati di tecnologia hanno adattato l’iPhone Air per ospitare un vero slot per SIM fisica accanto alla porta USB-C, aggirando la scelta di Apple di affidarsi esclusivamente all’eSIM. La modifica consente al dispositivo di connettersi alle reti mobili e effettuare chiamate come un telefono tradizionale, ma ha un prezzo: per fare spazio al nuovo vano, il motore di vibrazione originale è stato sostituito con uno più piccolo, riducendo sensibilmente il feedback tattile. Questo intervento mette in luce la creatività della comunità DIY cinese e solleva domande su quanto gli utenti siano disposti a sacrificare funzioni integrate pur di avere maggiore libertà di personalizzazione.

iPhone 17e in arrivo a febbraio: prezzo competitivo e hardware aggiornato, ma schermo ancora a 60 Hz

Secondo le ultime indiscrezioni, iPhone 17e potrebbe essere lanciato già a febbraio, posizionandosi come il modello più accessibile della prossima generazione Apple con un prezzo di partenza stimato in 4.499 yuan, cifra che lo renderebbe l’iPhone più economico in gamma. La configurazione tecnica ricalcherebbe quanto emerso dalle immagini trapelate, con l’adozione del nuovo chip A19 aggiornato e del chip baseband 5G proprietario C1X, segnando un ulteriore passo avanti nella strategia di integrazione verticale di Apple anche sul fronte della connettività. Presente anche il supporto alla ricarica magnetica MagSafe, ormai elemento chiave dell’ecosistema di accessori dell’azienda. Il compromesso principale resterebbe però il display, che continuerebbe a fermarsi a una frequenza di aggiornamento di 60 Hz, una scelta che potrebbe far storcere il naso a chi si aspettava almeno un primo salto verso i 90 Hz su un modello di nuova generazione. 

iPhone 18 Pro: la Dynamic Island si restringe, e ora sappiamo di quanto

Le nuove indiscrezioni sugli iPhone 18 Pro e Pro Max chiariscono finalmente come cambierà il frontale dei prossimi top di gamma Apple, con una Dynamic Island destinata a ridurre sensibilmente le sue dimensioni. Secondo i mockup diffusi dal leaker Ice Universe, il foro dovrebbe scendere a una larghezza di circa 13,5 mm, con una riduzione di circa il 35% rispetto agli attuali 20,7 mm. Il merito sarebbe dell’integrazione sotto al display di parte dei componenti del Face ID, in particolare del flood illuminator, mentre non si parla ancora di un passaggio completo a una soluzione “tutto sotto schermo”. Viene quindi esclusa sia l’ipotesi di un semplice foro sia quella di uno spostamento laterale della fotocamera frontale. Stando alle analisi di Ross Young, questo design dovrebbe accompagnare i modelli Pro almeno fino al 2027, rendendo l’iPhone 18 Pro il primo passo concreto verso un frontale sempre più pulito, ma senza stravolgimenti immediati.

Mondo Samsung

One UI 8.5 alza il livello del gaming mobile: Game Booster+ porta controlli avanzati e prestazioni su misura

Con One UI 8.5 Samsung rafforza in modo deciso la propria strategia sul gaming mobile, introducendo novità concrete che ruotano attorno a Game Booster+, il nuovo modulo integrato in Good Lock pensato per chi gioca con smartphone e tablet Galaxy. La funzione più interessante è il Touch Mapping, che permette di associare i tasti di un controller fisico ai comandi touch a schermo, rendendo finalmente utilizzabili joypad Xbox e PlayStation anche con titoli nati esclusivamente per il touchscreen, senza passare da soluzioni esterne. Non meno rilevante è la nuova gestione delle prestazioni, che supera i vecchi preset GPU e consente una regolazione più fine di CPU e GPU in base al singolo gioco, così da scegliere se privilegiare fluidità o autonomia. A completare il quadro c’è anche una funzione orientata alla praticità quotidiana, ovvero la possibilità di velocizzare i filmati introduttivi, riducendo i tempi morti prima di entrare in partita. Game Booster+ è al momento disponibile nella beta di One UI 8.5, mentre il rilascio stabile è atteso in concomitanza con il debutto dei Galaxy S26, segnando un ulteriore passo avanti di Samsung verso un’esperienza di gioco sempre più completa e personalizzabile.

Galaxy S26, Samsung suggerisce quando saranno presentati

I segnali ormai convergono tutti nella stessa direzione e, per la prima volta, arrivano anche da fonti interne all’azienda. Samsung sembra pronta a rompere definitivamente con la tradizione che voleva i nuovi Galaxy S presentati a fine gennaio, spostando l’evento Unpacked dedicato alla serie Galaxy S26 più avanti nel calendario. Sul forum ufficiale coreano del colosso sudcoreano, infatti, un moderatore ha lasciato intendere che la presentazione avverrà nel mese di febbraio, confermando di fatto le indiscrezioni che circolano da settimane. Non viene indicata una data precisa, ma il riferimento temporale rafforza l’ipotesi di un evento fissato intorno al 25 febbraio, giorno che da tempo viene indicato come il più probabile per il debutto dei nuovi flagship. Una scelta che segnerebbe una chiara discontinuità rispetto alle ultime generazioni e che potrebbe essere legata a strategie produttive e commerciali riviste, oltre che alla volontà di distanziare maggiormente il lancio dai competitor. Secondo quanto trapela, l’evento dovrebbe svolgersi a San Francisco, una location già familiare per Samsung quando si tratta di annunci di peso, e da lì partirebbe una tabella di marcia piuttosto rapida verso l’arrivo nei negozi. Nel frattempo continuano a emergere rumor sui singoli modelli, con il Galaxy S26 Ultra al centro dell’attenzione: proprio in questi giorni sarebbe trapelata la conferma di una delle novità più rilevanti del prossimo top di gamma, segno che la macchina comunicativa è ormai in movimento e che l’attesa sta entrando nella fase più calda.

Galaxy S26 Ultra, addio pellicola proteggi schermo grazie al nuovo Gorilla Glass?

Con Galaxy S26 Ultra Samsung potrebbe compiere un ulteriore salto in avanti sul fronte dei display, puntando su una nuova generazione di Gorilla Glass ancora più resistente e con riflessi ulteriormente ridotti. Secondo le indiscrezioni, il vetro garantirebbe una robustezza così elevata da rendere superfluo l’uso di pellicole o protezioni aggiuntive, affrontando direttamente uno dei timori più comuni degli utenti. A questo si aggiungerebbero un trattamento antiriflesso evoluto e l’inedita funzione Privacy Display, che limita la visibilità dello schermo alle sole angolazioni frontali. Se queste caratteristiche venissero confermate, il Galaxy S26 Ultra potrebbe vantare uno dei pannelli più avanzati mai visti su uno smartphone, pensato per unire durabilità, leggibilità e privacy senza compromessi.

 

 

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