WhatsApp inizia il 2026 con un doppio volto: da un lato migliora le chat di gruppo con strumenti più funzionali e creativi, dall’altro mette in guardia gli utenti da una nuova minaccia legata all’ingegneria sociale, chiamata GhostPairing.
Sul fronte positivo, le novità per i gruppi mirano a rendere la comunicazione più chiara e coinvolgente. La prima funzione introdotta è quella delle descrizioni membro: ora ciascun partecipante può indicare il proprio ruolo all’interno del gruppo, personalizzandolo a seconda del contesto. Questo significa poter essere “Papà di Anna” in un gruppo familiare e “Portiere” in un gruppo sportivo, permettendo a tutti i membri di capire subito chi è chi e quali responsabilità o interessi ha ciascuno. Un’altra novità utile è la possibilità di creare sticker con testo. Qualsiasi parola può essere trasformata in sticker direttamente dalla Ricerca di sticker, che può essere aggiunta ai pacchetti personali senza doverla prima inviare in chat. Questa funzione consente di rendere le conversazioni più visive e divertenti, migliorando l’espressività dei messaggi.
Infine, il sistema di promemoria degli eventi permette di programmare avvisi personalizzati per ogni partecipante, così che nessuno dimentichi una festa, una riunione online o un appuntamento importante. Queste novità si affiancano a funzionalità già consolidate come la condivisione di file fino a 2 GB, media in HD, chat vocali, videochiamate e condivisione dello schermo, rendendo WhatsApp uno strumento completo per la gestione dei gruppi in ambito familiare, scolastico o professionale.
Ma non tutte le novità di WhatsApp sono positive. I ricercatori di gendigital.com hanno infatti segnalato una nuova tecnica di truffa denominata GhostPairing, o “abbinamento invisibile”. Si tratta di una forma di ingegneria sociale in cui la vittima, inconsapevolmente, concede l’accesso al proprio account ai truffatori. Il metodo è semplice ma ingannevole: il malintenzionato invia un messaggio da un contatto già presente nella rubrica della vittima, spesso con un testo breve e curioso, come “Hey, ho trovato una tua foto!”, accompagnato da un link che conduce a pagine web contraffatte. Queste pagine simulano interfacce familiari, richiedendo di completare una fantomatica verifica dell’identità o di inserire un numero legato a WhatsApp, consegnando così le “chiavi” dell’account ai truffatori.
Per difendersi, gli esperti raccomandano di non cliccare su link sospetti, di non scansionare codici QR provenienti da fonti non verificate e di attivare la verifica in due passaggi. Inoltre, è possibile controllare i dispositivi collegati all’account tramite Impostazioni → Dispositivi collegati e rimuovere eventuali sessioni sospette.