Vivo Y31d ufficiale: autonomia record, certificazione IP69 e nuovo Snapdragon, ma lo schermo resta il grande limite

Uno smartphone di fascia media che punta su autonomia estrema e resistenza certificata IP69, offrendo una buona affidabilità quotidiana ma accettando compromessi evidenti su display e prestazioni.

Vivo Y31d ufficiale: autonomia record, certificazione IP69 e nuovo Snapdragon, ma lo schermo resta il grande limite

Il 2026 si apre con un nuovo annuncio nel segmento degli smartphone di fascia media, e arriva dal Vietnam, dove Vivo ha presentato ufficialmente il Vivo Y31d. Un dispositivo che segue una formula ormai ben riconoscibile nel mercato Android: design sobrio, grande attenzione all’autonomia e una scheda tecnica equilibrata, con qualche compromesso evidente. Il risultato è uno smartphone pensato per chi cerca soprattutto affidabilità quotidiana e resistenza, più che prestazioni di alto livello o comparti multimediali ambiziosi.

Il cuore del Vivo Y31d è il nuovo Qualcomm Snapdragon 6s 4G Gen 2, una piattaforma appena annunciata che, almeno sulla carta, non promette rivoluzioni in termini di potenza. Si tratta di un chipset orientato all’efficienza, con una configurazione basata su core Cortex-A73 e Cortex-A53 e GPU Adreno 610. Le prestazioni dovrebbero essere adeguate per l’uso quotidiano, come navigazione, social, streaming e produttività leggera, ma è chiaro che non si tratta di uno smartphone pensato per il gaming avanzato o per carichi particolarmente intensi. La dotazione di memoria prevede due configurazioni, da 6 o 8 GB di RAM con 128 GB di spazio di archiviazione interno. Una scelta sufficiente per la maggior parte degli utenti, anche se l’assenza del supporto alle schede di memoria potrebbe far storcere il naso a chi è abituato a espandere lo storage nel tempo. La memoria interna, basata su standard UFS 2.2, garantisce comunque una buona reattività del sistema.

Il display è uno dei punti più discussi del Vivo Y31d. Si tratta di un pannello IPS da 6,75 pollici con refresh rate a 120 Hz, una caratteristica apprezzabile nella fascia di prezzo a cui il dispositivo sembra rivolgersi. Tuttavia, la risoluzione HD+ limita la densità di pixel e potrebbe risultare poco convincente per chi guarda molti contenuti multimediali o è abituato a schermi più definiti. La luminosità elevata aiuta nella visibilità all’aperto, ma resta la sensazione di un pannello pensato più per contenere i costi che per stupire.

Il vero punto di forza del Vivo Y31d è senza dubbio la batteria. Con una capacità di 7.200 mAh, lo smartphone promette un’autonomia molto estesa, in grado di coprire senza difficoltà anche due giorni di utilizzo intenso. La ricarica rapida a 44 W non è tra le più veloci sul mercato, ma rappresenta un buon compromesso tra tempi di ricarica e gestione termica, soprattutto considerando l’elevata capacità dell’accumulatore.

Sul fronte fotografico, Vivo adotta un approccio essenziale. La fotocamera principale da 50 megapixel è affiancata da un sensore secondario da 2 megapixel, mentre la camera frontale si ferma a 8 megapixel. Mancano riferimenti a sensori di particolare pregio o a sistemi di stabilizzazione avanzata, segno che la fotografia non è il focus principale di questo modello. Le prestazioni dovrebbero essere adeguate in condizioni di buona luce, ma senza aspettative elevate in scenari più complessi.

Un aspetto che distingue il Vivo Y31d da molti concorrenti è la certificazione IP69, che garantisce una protezione completa contro acqua e polvere. È una caratteristica rara in questa fascia di mercato e rende il dispositivo particolarmente interessante per chi lavora all’aperto o desidera uno smartphone più resistente nella vita di tutti i giorni. A completare la dotazione ci sono NFC, sensore di impronte laterale, Android 16 con OriginOS 6 e supporto completo alle reti LTE. Il prezzo non è ancora stato comunicato, ma il Vivo Y31d si inserisce in una categoria molto affollata, dove competono modelli di OPPO e Realme con batterie simili e specifiche comparabili. La differenza, in questo caso, la fanno soprattutto l’autonomia eccezionale e la certificazione IP69, che potrebbero rappresentare un forte elemento distintivo.

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