Telefonate dall’estero. Perché arrivano e come difendersi

L’ondata di chiamate con prefissi stranieri nasce dal successo del filtro anti-spoofing italiano, che ha costretto i call center irregolari a mostrarsi per ciò che sono, spostando però il problema all’estero.

Telefonate dall’estero. Perché arrivano e come difendersi

Negli ultimi giorni molti italiani stanno assistendo a un improvviso aumento di telefonate con prefissi stranieri come +44, +46, +40 o +34, una proliferazione che non è affatto casuale ma rappresenta una conseguenza inattesa dell’entrata in vigore del filtro anti-spoofing dell’AgCom. La misura, progettata per impedire ai call center irregolari di falsificare numeri italiani, ha ottenuto risultati immediati e di grande portata: in appena tre giorni sono state bloccate più di 8 milioni di chiamate che sfruttavano numeri mobili inesistenti o manipolati per apparire credibili.

Un successo che ha letteralmente prosciugato il flusso dei contatti finti, costringendo gli operatori illeciti a cambiare strategia. Il fenomeno, infatti, non si è esaurito: si è semplicemente trasformato. Non potendo più simulare numeri italiani, i call center irregolari stanno iniziando a chiamare mostrando direttamente il loro vero prefisso internazionale. È un passaggio prevedibile e forse inevitabile, perché il filtro anti-spoofing funziona soltanto per le chiamate che cercano di mascherarsi come italiane.

Questo significa che, finché non esisterà una protezione globale condivisa tra gli operatori di tutti i Paesi, le telefonate dall’estero continueranno a superare i controlli. I filtri attivi in Italia verificano infatti tre aspetti — la reale esistenza del numero, il suo operatore e l’eventuale roaming — ma solo nel caso in cui una chiamata proveniente dall’estero tenti di spacciarsi per locale. Le uniche eccezioni previste sono gli italiani che viaggiano fuori dal Paese.

Il problema non riguarda solo il telemarketing insistente, perché dietro molte chiamate possono nascondersi schemi ben più elaborati, finalizzati a ottenere informazioni sensibili o a indurre l’utente a costose richiamate non necessarie. Tra le pratiche più diffuse rientra il vishing, in cui chi telefona cerca di farsi rivelare credenziali o dati bancari attraverso stratagemmi sempre più sofisticati, e la truffa Wangiri, il semplice squillo che spinge l’utente a richiamare numeri sovrapprezzati. Sebbene i prefissi esteri possano rendere più evidente il potenziale rischio, il disagio provocato da questi contatti rimane invariato, soprattutto per chi ha necessità professionali che rendono difficile ignorare le chiamate in entrata.

Le contromisure disponibili non risolvono completamente il problema, ma permettono di ridurre in modo significativo l’esposizione. È possibile chiedere al proprio operatore il blocco delle chiamate internazionali quando non si hanno contatti abituali all’estero, oppure utilizzare app di identificazione dei numeri che filtrano automaticamente i contatti indesiderati, pur con la dovuta cautela legata ai permessi richiesti. Per chi preferisce soluzioni più immediate, sia Android sia iPhone consentono di bloccare singoli numeri o interi prefissi direttamente dalle impostazioni del dispositivo, limitando così la ricomparsa delle chiamate sospette. 

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