Raffaella Silvestri e “La distanza di Helsinki”

Due ragazzi, Viola e Kimi, e la loro amicizia che forse è invece amore, quello vero. E poi il loro allontanarsi, a tratti perdersi e le esperienze che li faranno crescere, matura, cambiare. Una storia toccante e a tratti drammatica

Raffaella Silvestri e “La distanza di Helsinki”

Raffaella Silvestri ha 29 anni ed ha vinto il talent show “Masterpiece”, programma che ha visto gareggiare aspiranti scrittori. Si è laureata a Cambridge ed ha lavorato nel marketing e nella comunicazione.

Il suo libro “La distanza di Helsinki”, edito da Bompiani ed uscito di recente, racconta la storia di due adolescenti: Viola, una sedicenne italiana, e Kimi, un coetaneo finlandese, i quali provengono entrambi da una famiglia benestante e sono orfani di madre. I due si conoscono durante un periodo di studio trascorso a Londra. Viola non è molto entusiasta del mese che deve trascorrere lì e frequenta i corsi con poca convinzione, senza impegnarsi troppo. Kimi è timido, riservato, parla poco, ma un giorno, chiacchierando con la ragazza, le confessa di essere affetto da un lieve autismo e da allora lei, invece di spendere il suo tempo con gli altri ragazzi della scuola più loquaci e intraprendenti, decide di dedicarsi a lui e di trascorrere insieme le loro giornate. I due diventano amici, veri amici, e forse anche qualcosa di più. La voce narrante questo non lo dice e lascia al lettore la sua conclusione. Durante l’ultimo giorno della sua permanenza a Londra però, Viola non sta con Kimi e va a festeggiare il suo compleanno con alcuni ragazzi del posto, un po’ snob e antipatici, che le fanno visitare tutti i pub più tipici. La ragazza si risveglia il mattino seguente con i postumi della sbronza. Nonostante Kimi sembri il personaggio più debole, proseguendo nella lettura ci si accorge che lui invece sa bene cosa non vuole, cosa non gli piace, mentre Viola ha le idee davvero confuse e colleziona un ragazzo dietro l’altro, senza trovare o dare amore vero, senza avere delle vere amicizie. E continua a pensare a Kimi. Viola ha un brutto rapporto con il padre, non gli parla. I due ragazzi crescono, fanno esperienze, vivono la loro vita, ognuno con le sue difficoltà, sperimentando a volte anche paura ed insuccessi. Affrontano la vita, come meglio possono, con la costante paura di non essere all’altezza e che la vita sia diversa da come se la immaginavano da ragazzini.

Il finale non lo sveliamo, altrimenti si negherebbe qualsiasi piacere a chi volesse leggere questo libro, ma possiamo dire che viene narrata la vita, senza nulla di scontato o di banale.

Raffaella Silvestri ha una scrittura accattivante anche se a tratti sembra essere un po’ fredda, distaccata. Le prime due parti del libro mantengono un ritmo abbastanza lento, ma scorrevole e piacevole, mentre nell’ultima parte c’è un’esplosione di avvenimenti, emozioni, sentimenti e, a tratti, anche di drammaticità.

 

Continua a leggere su Fidelity News