“Incompresa”, dal 5 giugno al cinema

Il film di Asia Argento racconta dell'infanzia allo sbando di una bambina che si sente incompresa dalla gente che la circonda. Presentato al 67° Festival di Cannes nella sezione un Certain Regard

“Incompresa”, dal 5 giugno al cinema

“Incompresa” è un film di Asia Argento con Giulia Salerno, Charlotte Gainsbourg, Gabriel Garko, Max GazzèGianmarco Tognazzi e Andrea Pittorino. 

1984: la piccola Aria, una bambina di nove anni, vive con i genitori e le 2 sorellastre Donatina e Lucrezia. Il padre è un celebre attore, la madre una famosa pianista ed entrambi sono sempre in continuo litigio fra loro. Aria non viene amata come vorrebbe e si sente incompresa dalla sua famiglia perché ogni sua proposta viene fraintesa e provoca conseguenze fastidiose ed inaspettate. Nel momento in cui i genitori divorziano, divide il suo tempo fra la casa materna e quella paterna, ma la sua presenza non mai è gradita e viene cacciata violentemente. Il rifiuto dei genitori non è la sola esperienza mortificante perché la bambina viene anche ignorata da un coetaneo di cui si innamora e disprezzata da un’amica di scuola. Sola e abbandonata, Aria attraversa la città con una sacca a strisce e un gatto nero, sfiorando l’abisso e la tragedia.

In questo lungometraggio, Asia Argento, che nel 1984 aveva 9 anni, rappresenta sullo schermo una situazione da lei inquadrata come autobiografica: dalle professioni artistiche dei genitori al suo disagio esistenziale, e quel senso di esclusione che appartiene a moltissimi bambini che si sentono poco amati dai genitori ed incompresi dalla gente che li circonda.

Il film, girato fra Francia e Italia e distribuito da Good Films, mantiene una dimensione ibrida, leggera nei movimenti innocenti della bambina ma dura in ciò che la circonda, con gente prepotente, in continua lite, egoista, che non sente ragioni e che vive circondata da alcool, fumo e droga. L’attenzione della pellicola è però soprattutto concentrato sulla recitazione della piccola Giulia Salerno nei panni di Aria e sull’improbabilità dei personaggi adulti. L’aspetto migliore di “Incompresa” è la voglia di trasmettere l’angoscia prepubescente, attraverso gli umori, le emozioni, i palpiti e gli imbarazzi che tutti ricordiamo in quel periodo della prima infanzia, in cui si inizia a capire cosa sia il bene e cosa sia il male e quando, per molti, si è… incompresi.

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