L’architettura perde uno dei suoi massimi esponenti: Zaha Haddid

Zaha haddid è deceduta il 31 marzo in un ospedale di Miami per un infarto dopo che era stata ricoverata per una bronchite: aveva 65 anni. Troppo giovane per essere un Architetto secondo il critico Philip Kennicott

L’architettura perde uno dei suoi massimi esponenti: Zaha Haddid

Il mondo piange la morte di Zaha Haddid architetto di fama mondiale. Ricoverata in un ospedale di Miami per una bronchite e poi deceduta per un infarto aveva 65 anni, ma ha lasciato un bagaglio culturale non indifferente; ha realizzato opere in tutto il mondo, tra cui anche in Italia e inoltre c’è da dire che è stata la prima donna a vincere il premio Pritzker nel 2004 e successivamente due premi Stirling.

Dobbiamo fare un tuffo nel passato per sapere di più di questa Archistar. Di origine irachena aprì il suo studio a Londra nel 1980. Lo Zaha haddid architects ,faceva parte del movimento Decostruttivismo, un umovimento nato nel 1988 in una mostra a New york da Philip Johnson dove si parlava di una “non architettura” che si avvolgeva su se stessa con l’evidenza e la plasticità dei suoi volumi.

Tra le sue opere di maggior successo va ricordato: il museo nazionale delle arti del xxi sec di Roma e l’heydar aliyev center, ma lascia anche molti progetti ancora in via di realizzazione come: lo stadio del Quatar dove si giocheranno i mondiali nel 2022 ,il chennai office building, the opus tower dubai e tanti altri.

Nelle sue architetture amava testare sempre nuovi concetti spaziali, amplificando il tessuto urbano esistente alla ricerca di un estetica di tipo visonario. I progetti dei suoi edifici sfruttano molteplici prospettive e coinvolgono l’osservatore in una visione unitaria e modernista. Nei suoi primi lavori Zaha utilizzava angoli d’ombra, assimetrici e forme in apparenza ermetiche; gli ultimi invece si rifanno a forme più organiche e meno geometriche, dimostrando che l’architettura moderna può sviluppare anche cose apparentemente imposssibili.

Zaha è stata molo attiva anche nel campo dell’interior design e della moda, oltre al fatto che ha anche insegnato in prestigiose università del mondo tra cui la: Hardvard Graduate school of design .

I progetti d’arredo costituiscono un altro aspetto della dimensione artistica di Haddid, modellando interi complessi con la fluiditità delle sue forme. Ha progettato il divano: moon system nel 2007 per BeB Italia il principale produttore di mobili in Italia e nel 2010 il mobile Art Pavilion per Chanel.

Nel campo della moda ha disegnato nel 2008 una collezione di scarpe per Lacoste.

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