Gli scavi di Ercolano sono stati chiusi per mancanza di personale.
È questa la motivazione data dalla Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia. Alla tredici di ieri 6 luglio 2015, infatti, gli scavi di Ercolano hanno chiuso i battenti.
In una nota la Soprintendenza si è detta amareggiata “per i disagi causati ai visitatori” e “sottolinea la criticità della situazione che da tempo grava sui siti archeologici vesuviani”. Gli scavi di Ercolano, quindi chiudono per “carenza del personale di vigilanza”.
Una situazione molto critica quella degli scavi di Ercolano. Ci sono, infatti, 36 addetti distribuiti su 5 turni e purtroppo bastano per “garantire la tutela del monumento, ma non l’ottima fruizione pubblica, obbligandoci nel migliore dei casi a un’apertura a rotazione di alcune delle più significative domus del sito” si legge sempre nella note della Soprintendenza.
Gli scavi di Ercolano, infatti, necessitano di parecchi custodi per poter garantire la sicurezza ed il giusto controllo di un luogo tanto importante. A rendere chiara l’impossibilità di gestione degli scavi di Ercolano con così poco personale uno degli addetti che si è assentato improvvisamente per malattia. A quel punto l’apertura del sito è stata impossibile.
“La situazione è già all’attenzione del Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo e con il Ministro Franceschini si sta provvedendo a mettere a punto una convenzione Ales ad hoc per Ercolano, al fine di garantire una soluzione definitiva e assicurare oltre alla tutela anche la massima offerta di visita dell’area archeologica” ha dichiarato il Soprintendente Massimo Osanna.
Gli scavi di Ercolano, intanto, restano chiusi mentre le autorità competenti cercano una soluzione che possa favorire l’apertura di un sito tanto importante ma garantendo allo stesso tempo anche la sua sicurezza e quella degli stessi visitatori che ogni anno vi si recano per ammirare le sue meraviglie.