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Il Volo: trionfale debutto al Radio City Music Hall di New York

Applausi scroscianti, ripetute standing ovation e lanci di fiori hanno scandito il concerto del trio italiano di pop-opera, Il Volo, al Radio City Music Hall di New York, prima tappa di un tour mondiale.

Musica
Pubblicato il 10 marzo 2017, alle ore 17:40

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Il Volo: trionfale debutto al Radio City Music Hall di New York
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Applausi scroscianti, standing ovation e lanci di fiori hanno scandito il concerto del trio italiano, Il Volo, al Radio City Music Hall di New York, lo scorso sabato 4 marzo, prima tappa di un tour che li porterà ad esibirsi in 15 Stati americani prima di approdare in Italia e in Europa.

Impeccabili nei loro tuxedo blu scuro “Made in Italy”, ed accompagnati per la prima volta da un’orchestra sinfonica, i tenori Piero Barone e Ignazio Boschetto ed il baritono Gianluca Ginoble hanno scaldato – con le loro possenti voci ed appassionate esecuzioni – i cuori e le anime di fan di ogni età, tra cui anche molti giovanissimi, accorsi per il debutto della loro formidabile tournée.

Il Radio City Music Hall, che gli americani definiscono “Showplace of the Nation”, non è semplicemente un teatro di New York, ma è “il teatro”, il tempio della musica e dello spettacolo per antonomasia. Fin dagli anni ’30 ha intrattenuto intere generazioni con concerti, programmi radiofonici e televisivi e spettacoli di ogni genere; sul suo palco si sono esibiti artisti del calibro di Frank Sinatra, Aretha Franklin, i Pink Floyd e Liza Minnelli.

I membri de Il Volo sono tra i più giovani artisti di tutti i tempi ad aver raggiunto un successo globale tale da potersi esibire lì per ben tre volte facendo il tutto esaurito. Il loro primo concerto si era tenuto nel 2013. I tre ragazzi non ancora ventenni, con il loro stupefacente talento vocale e interpretativo, avevano letteralmente incantato il pubblico di oltre 6000 spettatori ed entusiasmato la critica musicale, contribuendo a diffondere ulteriormente la loro fama in tutto il continente.

E la magia si è ripetuta anche questa volta: in una fredda notte newyorkese, con il loro “Tributo ai Tre Tenori”, i cui biglietti erano sold-out già da novembre, e con un sofisticato repetorio comprendente arie di lirica e brani in italiano, inglese e spagnolo, Il Volo ha infiammato la platea del RCMH che ha tributato loro entusiastiche standing ovation dopo ogni esecuzione.

Per assistere al concerto molti americani hanno affrontato estenuanti viaggi in auto da altre città e persino da uno stato all’altro. Le pagine dei gruppi social sono stati invase dalle foto dei fan che si ritrovavano nei bar e ristoranti di New York per un veloce spuntino prima dell’inizio del concerto, amicizie nate e fiorite online grazie alla comune passione per Il Volo, persone disposte a pagare 400 dollari a biglietto per immortalare un breve incontro post- concerto con i loro giovanissimi idoli.

Molti di questi, dopo essere stati a diversi concerti negli USA, a maggio si imbarcheranno addirittura su un volo transoceanico per assistere ad altri concerti in Italia e in Europa. Sul sito del Fanclub americano “Il Volo Flight Crew”si possono trovare le liste dei fan che verranno appositamente in Italia per assistere ai loro concerti a Roma, Verona e Taormina. Ma questa strabiliante dedizione e passione per Il Volo non è solo una prerogativa dei fan americani, alcuni si preparano a partire da città europee escluse dal tour e persino dal Canada e dal Giappone, come era già accaduto in occasione dei loro precedenti concerti a Taormina e Pompei, dove molti degli spettatori erano arrivati appositamente dall’estero.

Alcuni proseguiranno poi per Londra, dove – il prossimo 23 maggio – il trio si esibirà su un altro “palcoscenico per i più grandi del mondo”: il Royal Albert Hall. Dalla sua inaugurazione nel 1871, la Royal Albert Hall si è attentamente costruita una reputazione impeccabile. Qui si sono esibiti i più grandi artisti internazionali, direttori come Leonard Bernstein ed Herbert von Karajan, orchestre come la Wiener Philharmoniker, e sono state ospitate anche performance pop di gruppi quali Beatles, Rolling Stones e più recentemente Coldplay e Stereophonics. Solo 7 artisti italiani vi si sono esibiti dal 1871 ad oggi. Oltre a Ludovico Einaudi, il grande pianista e compositore, Pavarotti e Zucchero (che con sei concerti detiene il record di presenze di un cantante italiano); altri quattro grandi artisti della musica italiana vi sono esibiti, Umberto Tozzi nel 1988 (registrandovi anche un album omonimo), Claudio Baglioni nel 2010, Laura Pausini nel 2012 e Luciano Ligabue nel 2012 e nel 2013.

Il 23 maggio 2017, Il Volo diventerà non solo l’ottavo artista italiano ad avere il raro privilegio di esibirsi al Royal Albert Hall ma, con la loro età compresa tra i 22 e 23 anni, saranno anche i più giovani ad aver mai calcato quel prestigioso palco. Prima di loro solo i Beatles e Bob Dylan, che aveva 23 anni quando tenne il suo primo concerto, sono riusciti a raggiungere un successo planetario che di solito altri artisti ottengono dopo 15-20 anni di carriera. Il Volo è l’unica realtà italiana in grado di collezionare concerti sold-out in ogni parte del mondo, raggiungendo un pubblico eterogeneo la cui età spazia dai 5 agli 80 anni ed oltre. Per questo motivo rappresentano un fenomeno unico e atipico nel panorama musicale internazionale.

Il Volo conta più di 4000 fan club sparsi in diversi Paesi, dal Singapore alla Serbia, dal Brasile alla Nuova Zelanda, dall’Australia alla Norvegia; i loro CD escono simultaneamente in più di 57 Paesi e scalano subito i vertici delle classifiche dei dischi più venduti. Ambasciatori delle loro rispettive regioni nel mondo, non esportano solo la musica italiana e il “belcanto” all’estero e tra le nuove generazioni, ma incarnano la parte migliore dell’Italia, quella che riesce ad affermarsi grazie al talento, alla dedizione e all’impegno.

Rappresentano un valore aggiunto per il nostro Paese e meriterebbero l’attenzione ed il plauso non solo dei media ma, soprattutto, delle nostre istituzioni, non fosse altro che per lo straordinario ruolo che svolgono nel promuovere la lingua e la cultura italiana, non si contano i fan che dichiarano di studiare o di voler studiare l’italiano per comprendere e cantare le loro canzoni, e contribuiscono persino ad incrementare il turismo, visto il gran numero di persone che vengono nel nostro Paese solo per assistere ai loro concerti o per visitare i paesi natii dei tre giovani.

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Patrizia Ciava - La lingua, veicolata attraverso la musica, ha una capacità seduttiva senza uguali e può aiutare ad accrescere l’attrattività ed il prestigio di una nazione nel mondo. Questo, americani e inglesi lo hanno capito da tempo. E’ chiamata ”soft power” (potere soffice), cioè la capacità di attrarre, ricevere consensi, migliorare reputazione e desiderabilità senza bisogno di essere una grande potenza economica o militare.

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