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George Michael: usciti i risultati dell’autopsia

A due mesi dalla morte del famosissimo artista, l'autopsia svela che a causarne la morte è stata una malformazione cardiaca, e non un mix di alcool e droga, come si era presupposto subito dopo la sua morte.

Musica
Pubblicato il 9 marzo 2017, alle ore 12:02

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George Michael: usciti i risultati dell’autopsia
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George Michael morto per cause naturali, vittima di un problema cardiaco e non di overdose. Lo ha rivelato l’autopsia.

George Michael, una delle popstar più popolari del mondo, di straordinario successo, era morto a 53 anni, in Inghilterra, il giorno di Natale: giorno preceduto ormai da trent’anni dal suono di una sua canzone in mezzo mondo, “Last Christmas”.

Michael – che si chiamava Georgios Kyriacos Panayiotou, suo padre era greco – aveva iniziato la sua carriera negli anni Ottanta con il duo dei Wham!, assieme al suo compagno di scuola Andrew Ridgeley. Il loro grandissimo successo immediato fu dovuto a una grande qualità di canzonette leggere e allegre, adeguate alla vivacità degli anni Ottanta e al rinnovato successo del pop britannico a quel tempo.

Dopo tre dischi, gli Wham! si sciolsero e George Michael iniziò a pubblicare dischi da solo.

Niente droga o alcol, alla origini della morte di George Michael c’è una malattia cardiaca. A mettere la parola fine sulle speculazioni successive alla morte del cantante inglese è stata l’autopsia, che ha ufficialmente stabilito come mai l’autore di Last Christmas se n’è andato prematuramente all’età di 53 anni: a stroncarlo è stata una cardiomiopatia dilatativa con miocardite e steatosi epatica.L’annuncio è del medico legale Darren Salter, che ha effettuato l’autopsia sulla salma.

I risultati dell’autopsia mettono fine anche alle indagini sulla morte di George Michael, che dal 25 dicembre scorso tentavano di fare chiarezza all’interno di una vicenda complicata.Infatti, più voci vicine al cantante davano per certa un’overdose. L’amico di famiglia e collaboratore Andros Georgiou, ad esempio, aveva rivelato alla BBC che il cantante britannico aveva iniziato ad assumere “droghe pesanti” negli ultimi anni. “Credo che George abbia preso una grande quantità di sostanze” aveva affermato Andros, “mescolate poi con anti-depressivi e altri farmaci con cui si curava e con alcool. Il suo cuore, semplicemente, ha smesso di battere”.

Ma un vero e proprio mistero si era verificato quando su Twitter sono apparsi diversi cinguettii a nome di Fadi Fawaz (compagno dell’interprete di Faith): “Ero in una relazione con George Michael fino a quando l’ho trovato morto a letto. L’unica cosa che voleva era morire. Ha tentato diverse volte di uccidersi e finalmente ci è riuscito”. Tuttavia, si trattava di un account falso. Ora, comunque, ogni ombra sulla morte del britannico si è dissipata grazie all’autopsia.

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Cosa ne pensa l’autore

Antonella Casto - Una volta tanto il talento paga, ma le spietate regole del successo musicale sono sempre pronte a divorare chi non è supportato da un forte carattere. Si potrebbe riassumere così la lunga parabola di una delle più grandi popstar degli anni '80 e '90, George Michael. E' uno studente diligente che non desta particolari problemi ai genitori, ha le idee un po' confuse sulla sua sessualità ma chiarissime per quanto riguarda il suo futuro. E' dotato di una potentissima voce. L'occasione di sfondare arriva subito, dopo un breve periodo da dj, quando con l'amico Andrew Ridgeley decide di formare un duo che gli permetta di dar sfoggio alle sue doti di autore e produttore di musica pop, gli Wham! Come tanti altri grandi artisti vive una vita di eccessi e si spegne troppo presto, ma noi sicuramente continueremo ad ascoltare i suoi successi.

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