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MIT: realizzato un tessuto sportivo traspirante grazie a cellule vive

In un laboratorio del Massachusetts Institute of Technology, lo staff del dottor Wang ha realizzato un tessuto sportivo di nuova generazione, in cui delle linguette popolate di cellule vive si aprono per lasciar traspirare le parti più accaldate del corpo.

Hi-Tech
Pubblicato il 26 maggio 2017, alle ore 13:31

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MIT: realizzato un tessuto sportivo traspirante grazie a cellule vive
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Uno dei limiti maggiori, quando si fa attività fisica, è rappresentato dal calore che sviluppa il corpo dell’atleta, o dello sportivo: un problema, questo, che – dopo un po’ – costringe a fermarsi, per rifiatare, e riportare entro gli standard ordinari il livello della temperatura corporea. Al MIT, di recente, hanno sviluppato un tessuto sportivo “vivente”, capace proprio di mantenere fresche le aree del corpo principalmente soggette alla sudorazione

L’invenzione è da attribuirsi al team di ricerca di Wen Wang che, nei laboratori del Massachusetts Institute of Technology, ha studiato il comportamento di alcuni organismi viventi, come i batteri ed i lieviti, che tendono a variare il loro volume e, persino, la loro struttura a seconda del livello di umidità percepita. A questo punto, sono state sviluppate in vitro alcune cellule di Escherichia coli che – in seguito – sono state letteralmente stampate su un foglio di lattice, poi poggiato su uno successivo ed ulteriore. 

Con questi fogli, sono state realizzate delle linguette poste sulla schiena di una nuova generazione di abiti sportivi: dai primi esperimenti compiuti, si è notato che queste “finestrelle” tendevano ad aprirsi per lasciar traspirare la pelle, in caso di percezione del calore, permettendo – in siffatto modo – di disperdere l’aumento della temperatura generato dall’incrementarsi dell’attività fisica. Di fatto, le aree più sollecitate dagli sforzi, grazie a questo tessuto traspirante, rimanevano fresche. 

Lining Yao, che ha partecipato allo studio in qualità di co-autore, ha spiegato che si è ritarato il comportamento delle cellule vive, visto che non sempre l’area che presenta vapore/sudore è anche quella più calda (basti pensare alla parte bassa della schiena): ora, le finestrelle reagiscono maggiormente alla mappa del calore corporeo.

Inoltre, secondo le parole di Wang, la tecnologia ora sviluppata, e già adottata anche per rendere traspiranti le suole delle scarpe, verrà usata anche per rendere gli atleti più visibili al buio, grazie alla naturale fluorescenza verde delle cellule dell’Escherichia coli, e – in più – si potrà “educare” il tessuto vivo affinché rilasci un profumo, o una particolare fragranza, non appena inizi a percepire – in determinate aree del corpo – un certo aumento del calore. 

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Cosa ne pensa l’autore

Fabrizio Ferrara - Onestamente, per una questione di repulsione personale, spero che utilizzino altre cellule vive, al posto di quelle dell'Escheritia coli. A parte questo, osservando il video dell'esperimento compiuto da Wang, devo dire che si rimane davvero stupidi nel vedere quelle piccole linguette/scagliette che si aprono da sole, sulla schiena degli atleti/danzatori, nel mentre questi ultimi compiono le loro serratissime evoluzioni. Il futuro della tecnologia wearable, dunque, consisterà nell'indossare vestiti "vivi"?

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