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Da dove partono le innovazioni di Huawei? Dalla Sardegna

Il centro innovazione di Huawei ubicato in Sardegna, a Pula, sta sperimentando molti campi in cui il contenuto tecnologico dei prodotti serve per gestire la sicurezza.

Hi-Tech
Pubblicato il 11 luglio 2017, alle ore 23:57

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Da dove partono le innovazioni di Huawei? Dalla Sardegna
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La sperimentazione dei prodotti che serviranno alla gestione della sicurezza ed alla creazione di smart cities, città intelligenti, nelle quali la tecnologia aiuterà l’uomo a vivere meglio. La Huawei, azienda leader nel campo delle telecomunicazioni, sta – in prima persona – sperimentando delle soluzioni molto avanzate in tal senso.

Ciò che può stupire in tutto questo è che queste tecnologie all’avanguardia non provengono da un laboratorio americano, e non vengono testate in un centro di studi dell’azienda in Cina. Anzi, questo Joint Innovation Center Huawei si trova su un’isola magica, la Sardegna e, in particolare a Pula, a trenta chilometri di distanza da Cagliari. Il centro sardo Huawei è leader indiscusso in molti ambiti di innovazione, specialmente per tutto quanto riguarda la sperimentazione della gestione tecnologica della sicurezza.

I fatti di Torino relativi al fuggi fuggi generale in occasione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid sono stati il campanello d’allarme scattato su quanto, nell’ambito della sicurezza dei cittadini, sia importante (se non fondamentale) disporre di tecnologie capaci di aiutare le forze dell’ordine e gli organizzatori di grandi eventi, e utili a combattere il terrorismo internazionale che lavora, come accade oggi, in ambiti molto frammentati.

La missione di questo laboratorio di innovazione ha già trovato molti sbocchi di utilizzo, partendo dall’accordo che il laboratorio di ricerca di Pula ha stabilito con la Polizia di Stato ed il suo comandante, Franco Gabrielli. Queste autorità, e gli organizzatori di grandi manifestazioni, specificano che oggi non si possono realizzare eventi di grande richiamo senza che ci siano le opportune garanzie relative al mantenimento di standard di sicurezza elevati.

La tecnologia di alto livello e la rete LTE che Huawei utilizzerà con i suoi prodotti serviranno a riconoscere i potenziali soggetti pericolosi grazie all’utilizzo di software di riconoscimento facciale: oltre a ciò, l’utilizzo di questi strumenti prevede anche il conteggio dei singoli soggetti presenti in un luogo di grande affollamento, e la possibilità di riconoscere quando i flussi in un luogo siano anomali e pericolosi per il vivere civile.

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Cosa ne pensa l’autore

Claudio Bosisio - Del laboratorio di innovazione tecnologica di Huawei a Pula, in Sardegna, devo essere onesto, non sapevo l'esistenza. Però, sono felicemente sorpreso di sapere che una grande azienda internazionale fissi le proprie radici in Italia ed in Sardegna, facendo in modo che in questo territorio si sperimenti l'utilizzo di tecnologie avanzatissime per la gestione della sicurezza ed il controllo del territorio. Questo, a mio giudizio, fa riflettere sul fatto che bisognerebbe mettere a disposizione molte risorse per incentivare la creazione di altri punti di ricerca e sviluppo, perché l'Italia ha grandi menti e potenziale che sta solo attendendo di trovare espresse le proprie capacità.

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