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Le 5 cose che non sapevi sul film "Le Iene" di Tarantino

"Le iene" (Reservoir Dogs), film cult del regista Quentin Tarantino, compie 25 anni. Alla reunion del cast sono stati rivelati dei retroscena ed aneddoti esclusivi.

Cinema
Pubblicato il 3 maggio 2017, alle ore 13:08

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Le 5 cose che non sapevi sul film "Le Iene" di Tarantino
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Per festeggiare il 25° anniversario del film “Le iene” (Reservoir Dogs) al Tribeca Film Festival si è tenuta una speciale proiezione nel Beacon Theatre a New York City.

Durante questo evento, subito dopo la visione del film, il regista Quentin Tarantino ed il cast – Steve Buscemi, Michael Madsen, Harvey Keitel e Tim Roth – hanno preso il palco tenendo una conferenza e condividendo aneddoti interessanti sui retroscena di “Reservoir Dogs”.

Ecco quindi riassunti in 5 punti, ciò che ancora non sapevate de “Le Iene”.

1. La prima proiezione in assoluto fu un totale disastro

Alla sua prima proiezione al Sundance Film Festival, tutto ciò che poteva andare storto, è andato storto.

Tarantino diede il consenso alla proiezione nonostante le sale a disposizione fossero sprovviste delle lenti per la proiezione “CinemaScope”. Il regista spiegò che il film era stato girato con l’utilizzo delle “CinemaScope” e che quindi la resa sullo schermo (senza le appropriate lenti) l’ha reso come “caca” per tutto il tempo.

Ma l’incubo era solo all’inizio.

Era già tutto abbastanza disastroso, ma ecco, quando il film arriva all’ultima scena nel momento di maggior tensione, le luci della sala si accesero all’improvviso” racconta Tarantino “E qualcuno disse “Oh m***a cosa sta succedendo?” Allora spensero di nuovo le luci. In quel momento si era arrivati alla scena in cui ognuno aveva la propria pistola puntata su un altro, era al culmine della tensione quando è andata via l’elettricità. E’ stato un f*****o disastro”.

Alla fine del racconto di Quentin, Buscemi aggiunse che era alla sua prima proiezione e Tarantino quella volta gli disse che non voleva che partecipasse perchè avrebbe portato sfortuna.

2. Steve Buscemi ha rischiato di non fare l’audizione per il ruolo di Mr. Pink

“Le Iene” era un film indipendente e quindi con un budget estremamente limitato. Proprio per questo la maggior parte degli attori scelti per il cast vennero presi dalle parti di Los Angeles, città in cui venne anche girato il film.

Harvey Keitel, che interpretò il ruolo di Mr. White, come co-produttore insistette con Tarantino affinchè desse la possibilità di partecipare alle audizioni anche agli attori di New York, sua città natale. Quando il regista spiegò che non avevano un budget sufficiente per andare a New York, Keitel si offrì di pagare sia i biglietti aerei sia l’albergo.

Questo investimento personale risultò essere molto lungimirante visto che quello stesso week end trovarono il loro Mr.Pink. Keitel aggiunse alla fine di questo aneddoto “Sono felice di ricordare a Steve Buscemi che mi deve la sua carriera”.

3. Tarantino ha contato quante persone sono uscite durante la proiezione al Sundace

Prima che “Le Iene” diventasse un cult, prima che Tarantino fosse un nome conosciuto, questo film era uno tra i tanti film indipendenti presentati ad un festival.

Il pubblico che presenziava alle proiezioni poco sapeva dei contenuti della pellicola, così inevitabilmente, quando si arrivava alla scena della tortura, molti si scandalizzavano o non reggevano il livello di violenza e lasciavano la sala.

Quando Buscemi riportò a Tarantino che molti andavano dicendo che la scena di tortura aveva rovinato il film, il regista rispose “Ma di cosa vanno parlando? E’ la migliore scena di tutto il f*****o film. Hai visto quante persone sono uscite?“.
Fu così che Tarantino iniziò a contare in quanti lasciavano la sala durante la famosa tortura. Durante una proiezione disse di averne contati 33 in totale.

4. Michael Madsen, che lasciò il segno nel film come lo psicopatico Mr. Blonde, inizialmente puntava ad un ruolo diverso

Madsen disse all’assemblea che inizialmente voleva interpretare il ruolo di Mr.Pink per il numero di scene condivise con Keitel come Mr. White. Dopo aver fatto l’audizione interpretando tutte le maggiori scene, sotto l’occhio attento di Tarantino, il regista gli disse “Tu o fai Mr.Blonde o non fai il film“.

5. L’iconica scena della danza di Mr. Blonde fu un primo tentativo, rimasto l’unico

La scena della tortura è probabilmente una delle scene più famose dei film di Tarantino. Michael Madsen danza sulle note di “Stuck in the middle with you” mentre si prepara ad uccidere l’agente di polizia tenuto prigioniero.

Madsen rivelò che nel copione c’era scritto soltanto che Mr.Blond avrebbe iniziato a ballare in modo “maniacale”. Ovviamente tale generica descrizione lasciò perplesso l’attore che, quando fecero partire la musica sul set, si ritrovò ad improvvisare. “Non sapevo cosa diavolo fare. Ho sentito la musica e mi sono detto che era meglio fare qualcosa,” disse Madsen “Mi ricordo che ho pensato a Jimmy Cagney… ” Risultò essere sufficientemente soddisfacente visto che Tarantino decise di usare questa prima improvvisazione per la scena finale.

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lorenzon - Quentin Tarantino ora è uno dei registi più apprezzati dal pubblico nonostante il suo stile non sia affatto commerciale. Questi retroscena ci ricordano che per diventare grandi bisogna essere pronti ad affrontare ogni difficoltà, essere disposti ad ascoltare il proprio istinto, andare avanti nonostante tutto e, non ultimo, avere anche quel pizzico di fortuna al momento giusto.

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