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Milano , mostra Kandinskij 2017 al Mudec

Dal 15 marzo al 9 luglio 2017, il Mudec rende omaggio a Vasilj Kandinskij, fondatore dell’astrattismo, con la mostra "Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione".

Arte
Pubblicato il 15 febbraio 2017, alle ore 22:09

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Milano , mostra Kandinskij 2017 al Mudec
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Il MUDEC celebra Vasilj Kandinskij con un’inedita mostra “site-specific” “Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione”incentrata sulle fonti visive ispiratrici dell’immaginario dell’artista e sull’illustrazione del codice simbolico.

Il percorso dell’esposizione è scandito dal tema del viaggio che permea l’esperienza esistenziale di Kandinskij rappresentando il suo metodo di conoscenza, particolarmente rivolto alle tradizioni popolari del proprio paese, e dei luoghi che ha visitato. Il percorso espositivo, a cura di Silvia Burini e Ada Masoero, accosta le opere di Kandinskij, provenienti dai più importanti musei russi, alcune inedite in Italia, a esempi della cultura popolare russa e tedesca.

La mostra illustra ampiamente il periodo della formazione fino al 1921, le origini profonde, culturali e affettive, del suo linguaggio, quando si trasferì in Germania non tornando mai più in Russia. Con l’ausilio di strumenti multimediali, lo spettatore può comprendere l’origine e lo sviluppo del codice simbolico immergendosi nei suoi dipinti astratti, per poterli “vivere”. Il sogno di Vasilj Kandinskij trova attuazione “per anni ho cercato di ottenere che gli spettatori passeggiassero nei miei quadri: volevo costringerli a dimenticarsi, a sparire addirittura lì dentro“.

Vasilij Vasil’evič Kandinskij, pittore teorico dell’arte russa, è riconosciuto universalmente come capostipite dell’arte astratta. Nasce il 4 dicembre 1866 a Mosca, i genitori appartenenti alla borghesia moscovita, decidono di trasferissi nel 1870 a Monaco. Nel suo sangue si fondono, con quello russo, il sangue tedesco di una nonna materna e quello orientale di una bisnonna paterna, principessa cinese. Da bambino riceve da zia Elizabeth Ticheeva le prime nozioni di disegno e prende lezioni di pianoforte e violoncello. Nel 1886 torna a Mosca per gli studi, laureandosi nel 1892 in Giurisprudenza, sposandosi nel medesimo anno con la cugina Anja Čimiakin. Gli viene offerta una cattedra all’Università di Dorpat in Estonia, che rifiuta per intraprendere studi artistici presso l’Akademie der Bildenden Künste di Monaco di Baviera.

Nel 1892 a Monaco si avvicina all’ambiente artistico che ha prodotto la “Secessione di Monaco”. Sono i primi fermenti di una rivoluzione artistica che creerà l’espressionismo. Kandinskij partecipa attivamente a questo clima avanguardistico fondando nel 1901 la prima associazione di artisti monacensi, i “Phalanx”. Nel 1902 espone per la prima volta con “La Secessione di Berlino” e realizza le sue prime xilografie. Entra in contatto con gli ambienti artistici europei, organizzando mostre in Germania, ed espone a Parigi e Mosca.

Nel 1909 crea una nuova associazione di artisti: l”Associazione degli artisti di Monaco“. Il teatro è per Vasilij Kandinskij il luogo della sperimentazione ove esplicare l’arte nella sua totalità, uno spazio che consente l’animazione della pittura. Attraverso la musica riesce ad introdurre nella pittura la dimensione temporale. Se ne occupa a partire dal 1909, anno in cui la sua ricerca volta alla rappresentazione dell’invisibile, si intensifica. Impossibile scindere l’opera, pittorica o teatrale dall’essenza teorica. In questa fase la sua arte è sempre più influenzata dall’espressionismo e nel 1910 avviene la svolta verso una pittura totalmente astratta. Dopo alcuni contrasti con l’Associazione degli artisti di Monaco 1911 fonda, insieme all’amico pittore Franz Marc, “Der Blaue Raiter” (Il Cavaliere Azzurro).

Il periodo più produttivo e intenso di Kandinskij ha inizio nel 1910 quando crea il suo primo acquerello astratto. Pubblica nel 1911 “Lo spirituale nell’arte”. Nel saggio vi è la summa del pensiero kandinschiano. La parola chiave di tutta l’opera è il termine costruzione, intesa come grammatica pittorica, la base della pittura e di un linguaggio risiedono, per l’autore, nei sentimenti e nell’individualità dell’artista. Per Kandinskij la forma è un guscio vuoto se non riesce a trasmettere l’emotività interiore del pittore.

L’artista propone un paragone fra le varie arti e concentra nella musica l’ispirazione fondamentale per spingersi oltre la rappresentazione, approdando ad una dimensione più intima e disincarnata, come solo la musica può concretizzare. Kandinskij comprende che la pittura deve avvicinarsi alla musica e che i colori devono esser similari ai suoni. La pittura astratta è caratterizzata da forme scardinate dal riconoscibile, liberate dalla contestualizzazione, incarnanti la spiritualità.

Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Kandinskij rientra in Russia. Dopo la rivoluzione del 1917, ricopre rilevanti cariche pubbliche nell’ambito artistico. Crea l’Istituto per la Cultura Pittorica e fonda l’Accademia di Scienze Artistiche. Partecipa alla nascita del Suprematismo e del Costruttivismo. Nel 1921 ritorna in Germania, non farà più ritorno in Russia. Nel 1922 viene chiamato dall’architetto Walter Gropius per insegnare al Bauhaus di Weimar. Fondata nel 1919 dall’architetto tedesco la scuola di arti applicate è fondamentale nel rinnovamento artistico europeo degli anni ’20 e ’30. Kandinskij ha modo di svolgere la sua attività didattica con estrema libertà e serenità, stimolato dalla vivacità dell’ambiente. Nel 1925 dipinge “Giallo, rosso, blu”una delle sue opere più famose.

Nel 1926 scrive il saggio “Punto ,linea, superficie”. I maggiori architetti, designer ed artisti provenienti da tutta Europa lavorano alla Bauhaus e Kandinskij stringe amicizia con il pittore svizzero Paul Klee, con il pittore russo Alexej Jawlensky e il pittore e fotografo americano Lyonel Feininger: insieme fondano il gruppo “Die blaue Vier” (I quattro azzurri). Nel 1933 la Bauhaus venne chiusa dai nazisti. L’astrattismo della sua arte si radicalizza: dapprima i suoi quadri rappresentavano figure informi ammalgamate senza alcun rigore geometrico, nella fase successiva le tele assumono un ordine molto più preciso.

Nel 1937 a Monaco viene allestita la mostra sull’Arte Degenerata: vengono esposte circa 50 opere di Kandinskij, vendute a basso costo ad acquirenti stranieri. Partecipa nel 1938 alla mostra “Abstracte Kunst” ad Amsterdam, e nel 1942 dipinge la sua ultima grande tela “Tensions dèlicates”. L’anno successivo Kandinskij si trasferisce in Francia. A Parigi vive gli ultimi dieci anni della sua vita. Muore nella residenza di Neuilly-sur-Seine il 13 dicembre 1944.

La complessità dell’evoluzione di Kandinskij viene arbitrariamente suddivisa in periodizzazione: la cosiddetta epoca geniale, che corrisponde al periodo del “Blaue Reiter” a Monaco; il periodo costruttivo-geometrico, coincidente con il suo insegnamento al Bauhaus; l’ultima fase parigina, stigmatizzata in opere sorprendenti per il loro esotismo.

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - Non amo particolarmente l'arte l'astratta. Ho letto "Punto, linea, superficie" al Liceo Artistico, testo divenuto fondamentale nell'evoluzione del design. Apprezzo maggiormente la concettualità dietro alle opere, la premessa che le crea, che le tele nella loro essenza. Vorrei poter riscoprire Kandinsky e, probabilmente, apprezzarlo veramente, visitando questa mostra che riproduce fedelmente l'ideale dell'artista: passeggiare, perdersi nei colori delle sue rappresentazioni. Entrando all'interno dei suoi quadri forse è veramente possibile comprendere l'essenza dell'astrattismo, che , come nel mio caso, spesso sfugge nel caos, apparente, dei colori e delle forme senza riferimenti.

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Commenti
Elena Palatini

16 febbraio 2017 - 00:50:18

È un grande artista. Bel articolo.

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