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Milano

Massimo Dalla Pola espone le sue close up tratte da video porno

Presso il "Circoloquadro arte contemporanea" di Milano, fino a venerdì 23 giugno 2017, l'artista Massimo Dalla Pola espone la sua ultima serie di lavori "Comment te dire adieu", immagini esplicite, pornografiche.

Arte
Pubblicato il 31 maggio 2017, alle ore 12:41

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Massimo Dalla Pola espone le sue close up tratte da video porno
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“Circoloquadro arte contemporanea”di Milano presenta nella “Dark room” l’installazione di Massimo Dalla Pola: l’artista espone la sua ultima serie di lavori “Comment te dire adieu” in un minuto spazio progettuale, semi buio. Le opere sono realizzate su fazzoletti da naso in cotone su cui l’artista riporta, con un pigmento fosforescente, alcuni close up tratti da scene di video porno.

Le immagini esplicite divengono, nella nettezza della linea, fredde, quasi avulse dalla realtà, cliniche, in una sorta di catolago della sessualità. Arte- erotismo-pornografia sono un connubio antico che, passando dalle pitture erotiche di Ercolano e Pompei, dalle stampe giapponesi, da Courbet, da Klimt, da Schiele, dai disegni di Guttuso, da Picasso, da Dalì giunge alle foto di Helmut Newton e Thomas Ruff , alle sculture di Marc Quinn e Jeff Koons.

La sezione è talmente sterminata che corrono ulteriori nomi alla memoria, sommandosi e accatastandosi, i disegni erotici di Füssli e Hayez, l’espressionismo deforme – nel richiamo a matrici popolari – di George Grosz, che ha spinto la sua arte ad una rappresentazione definita “oscena”.

Erotismo e pornografia nell’arte non possono essere scisse nettamente, interpretazione scambievole dettata dalla sensibilità e dal retaggio culturale del fruitore: Franko B e i prodromi dell’Azionismo Viennese, nelle cui performance Hermann Nitsch rappresenta i primordiali istinti umani, attraverso il sacrificio, la passione, il sangue su corpi nudi, come vogliamo incasellarli?

L’arte discerne la realtà per cui un escremento diviene secondo Piero ManzoniMerda d’artista“. Alcune rappresentazioni potrebbero essere perfettamente sovrapposte ad un fermo immagine di YouPorn ma, al contrario, dei video porno che tranquillamente circolano sui nostri Pc, una tela, un acquerello, una statua esplicitamente oscena, ancora turba gli spettatori: le opere devono quindi essere relegate in Dark Room o spazi limitati, celati, quasi a confermare l’indecenza di cui sono stati tacciati nell’alveo piccolo borghese moralista.

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - L'arte può concedersi tutto o nel nostro immaginario opere esplicite, oscene, non hanno la stessa valenza di un nudo d'ispirazione classica, ove vediamo il concesso e non l'angolo proibito della sessualità esposta? Personalmente non trovo niente di scandaloso o censurabile nell'esplicazione definita dell'atto sessuale come mezzo per illustrare un contesto storico, un sentimento, una categoria umana: la rappresentazione di un segmento della nostra vita.

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