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Fonsai: 451mila euro a Ignazio La Russa allora ministro

Dall'inchiesta su Fonsai, emerge che Ignazio La Russa ricevette 451mila euro quando era ministro. La replica: “Pagamenti di vecchie fatture”

Politica
Pubblicato il 22 novembre 2013, alle ore 15:37

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Fonsai: 451mila euro a Ignazio La Russa allora ministro
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Nell’inchiesta della Procura di Milano, che vede indagati per corruzione Salvatore Ligresti e Giancarlo Giannini, spuntano consistenti pagamenti ai membri della famiglia La Russa.

E precisamente, 451mila euro versati da Fonsai a Ignazio La Russa tra il 2009 e il 2010, periodo in cui l’esponente di Fratelli d’Italia era ministro della Difesa del governo Berlusconi. L’Isvap rileva anche che nello stesso biennio Vincenzo La Russa, fratello di Ignazio e consigliere di Fonsai, percepì dall’azienda dei Ligresti circa 300mila euro a titolo di ”parcelle spese sinistri”, mentre l’allora quasi trentenne Geronimo La Russa, fatturò 211mila euro tra ”parcelle spese sinistri” e ”altre prestazioni di servizi”.

Insomma, pagamenti per quasi un milione di euro alla famiglia dell’ex ministro della Difesa e parlamentare di centrodestra.

In ogni caso, che i membri della famiglia La Russa lavorassero molto con le società dei Ligresti è emerso con chiarezza a partire dal 2011, quando la Consob ha obbligato le società quotate a un maggior livello di trasparenza sui rapporti economici con parti correlate per neutralizzare i rischi di conflitti di interesse e di indebiti benefici.

Infatti, negli esercizi 2011 e 2012 delle società dei Ligresti emerge che Vincenzo La Russa ha percepito complessivamente da Fonsai 1,094 milioni di euro (di cui 907 mila per prestazioni professionali e il resto come emolumento da consigliere), mentre Geronimo La Russa ha fatturato oltre un milione di euro per “prestazioni professionali rese dallo Studio Legale La Russa” a Fonsai e a sue controllate.

Pronta la replica dell’ex ministro: “Quando ero al governo non ho assunto alcun incarico né dalla Sai Fondiaria né da altri clienti”. Lo afferma Ignazio La Russa, precisando che, da ministro, si era autosospeso da avvocato ed eventuali parcelle “si riferiscono a pratiche acquisite e svolte negli anni precedenti”.

Per Ignazio La Russa, i compensi percepiti dal fratello e dal figlio nel 2011 sono “leciti” nonché, “di modesta entità, dedotte tasse, spese di studio e dei colleghi collaboratori”.

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