Casey Stoner: “In MotoGp mi stressavo”

Casey Stoner, ospite a Brembate di Sopra per la presentazione del nuovo casco della Nolan, spiega i motivi del suo ritiro: "Adoravo le qualifiche, ma la gara mi stressava"

Casey Stoner: “In MotoGp mi stressavo”

Prima della 8 ore di Suzuka, è intervenuto a Brembate di Sopra uno dei suoi protagonisti più attesi, per presentare il casco della Nolan che utilizzerà durante la gara. Prima del suo intervento, però, a fare da introduzione ci ha pensato Alberto Vergani, il presidente della Nolan Group, che ci tiene a sottolineare la fedeltà del pilota australiano alla sua azienda, anche quando ha ricevuto offerte migliori da altri produttori. Poi svela il perché (anche se c’era da aspettarselo) dell’interruzione del rapporto contrattuale con Jorge Lorenzo, ex grande testimonial dell’azienda bergamasca: i problemi con l’imbottitura del casco nel Gp del Qatar, che costarono la vittoria allo spagnolo.

Una volta arrivato, Casey Stoner spiega i motivi che l’hanno spinto a rimanere legato alla Nolan: “Nolan mi ha sostenuto quando ero agli esordi nel Mondiale. Siamo cresciuti insieme e restare fedele mi sembra il modo giusto per ringraziarla. A me non interessa fare soldi, punto di più sulle relazioni. Ciò non toglie che oggi non ci sia un marchio migliore di Nolan. Poi parla della scelta di affrontare l’impegnativa 8 ore di Suzuka: “Per anni Honda mi ha chiesto di fare la 8 Ore, una gara che mi è sempre piaciuta. Ma quand’ero in MotoGP, non avevo il tempo. Dopo due anni di stop sono meno stressato e sicuramente mi divertirò, ha affermato Stoner.

Un ritorno in MotoGp? Neanche per sogno: “Non nego che mi sarebbe piaciuto correre ad Austin: mi ero messo a disposizione, ma Honda ha scelto altrimenti. Escludo però di correre come wild-card e persino di tornare per un anno intero. La mia carriera nel Mondiale è già stata lunga. Del MotoGp, poi mi appassionavano solo le qualifiche, e la gara era stressante. Quando prese la decisione di lasciare? “Il lunedì dopo Le Mans 2012 scrissi una lettera a Shuhei Nakamoto, manifestandogli la mia volontà. Per correttezza finii la stagione, ma ne avevo abbastanza. Ancora credo sia stata la scelta migliore.

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