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EICMA 2018: Ural Motorcycles anticipa il primo sidecar elettrico a trazione integrale

Nel corso dell'ultima grande kermesse delle due ruote, svoltasi a Milano, l'elettrificazione ha coinvolto anche il settore, di nicchia, dei sidecar, qui presenti grazie alla proposta, ancora sperimentale, della russa Ural Motorcycles, col loro primo e-sidecar.

Moto
Pubblicato il 24 novembre 2018, alle ore 13:08

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EICMA 2018: Ural Motorcycles anticipa il primo sidecar elettrico a trazione integrale

Da quanto si è appurato tra i magnifici stand dell’EICMA 2018, tenutosi a Milano tra il 6 e l’11 Novembre scorsi, il trend del settore motociclistico è decisamente (al pari di quanto visto per le auto) quello dell’elettrificazione, in nome di una mobilità ecologica che, riducendo le emissioni inquinanti, rispetti maggiormente l’ambiente. Tra le tante moto e scooter a propulsione elettrica presentati, non è mancata anche una categoria alquanto di nicchia, costituita dai sidecar, sebbene limitati all’esemplare della russa Ural Motorcycles.

L’azienda in questione, nota in patria per le sue motociclette, si diletta spesso anche in veicoli a più ruote, come i sidecar appunto e, mirando ad entrare nel mercato dell’elettrico, ha deciso di farlo con uno dei suoi pezzi forti più caratteristici in tal senso: ne è nato un veicolo, ancora in versione di prototipo (sebbene già funzionante), che – rispetto alle moto a due ruote – è più stabile e sicuro (quasi al pari di un’auto), certamente più comodo per il passeggero, alloggiato in una comoda “culla” laterale, e con un maggiore spazio a disposizione delle batterie, con conseguente – positiva – ricaduta sull’autonomia.

Il tutto è stato ottenuto con un lavoro congiunto condotto assieme ai californiani di Zero Motorcycles (fondata dal geniale Neal Saiki) specializzati in moto a zero emissioni che, nello specifico, hanno fornito l’impianto elettrico, il controller, le batterie (due, con una ZF13.0 e una ZF6.5 che, insieme, allestiscono la capienza energetica degna d’una Smart elettrica, pari a 19.5 kWh, sufficienti a garantire fino a 165 km di autonomia, viaggiando alla velocità di crociera di 105 km/h), ed il motore (uno Zero Z-Force capace di mettere su strada un potenza di 45 kW tradotta in 110 Newton metri di coppia motrice, con una velocità massima di 140 km/h), adattandoli alla piattaforma messa disposizione dai russi.

In questo caso, si tratta di quella del sidecar serie CT a propulsione tradizionale, capace di portare in dote diversi pregi, tra cui un peso ben distribuito, un baricentro basso, la trazione integrale, garantita dall’estensione della trazione dallo pneumatico posteriore a quello a lato del passeggero, ed una notevole semplicità di guida, dacché – per scalare le marce – non occorrono né frizione né cambio, essendo sufficiente ruotare la manopola dell’assai responsivo acceleratore.

Al momento, il progetto del sidecar elettrico della Ural Motorcycles è ancora in via di definizione ma, una volta ultimato, si stima che il veicolo verrà prodotto in serie nel giro di due anni, debitamente aggiornato con quelle che, allora, saranno le ultime tecnologie in fatto di batterie e ricarica

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Il sidecar è un genere di veicolo molto suggestivo: tranne che a qualche fiera motociclistica, non ne ho visti molti circolare, forse anche perché - ormai - è diventato un veicolo per appassionati, destinato ad essere sfoggiato prevalentemente durante la bella stagione. Quello della Ural Motorcycles fa parte di un progetto, prototipale, molto bello perché coniuga il fascino del vintage, calcato anche dalla ceca Čezeta, a quello del futuro, unendo classe, nostalgia, e innovazione.

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