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Per Juan Pablo Montoya, il divario tra Vettel e Leclerc non è mentale ma tecnico

Anche il pilota colombiano è rimasto colpito dalla crisi di risultati di Sebastian Vettel. Dal suo punto di vista più che andare in crisi per via del giovane compagno di squadra, il tedesco avrebbe difficoltà ad adattarsi alla monoposto.

Formula 1
Pubblicato il 22 settembre 2019, alle ore 11:00

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Per Juan Pablo Montoya, il divario tra Vettel e Leclerc non è mentale ma tecnico

Quello di Sebastian Vettel è un caso che sta dividendo la Formula 1. La debacle di un quattro volte campione del mondo sempre più irriconoscibile ed inguardabile, oltre a far discutere l’ambiente spinge a domandarsi quali siano le cause di un tracollo che ha davvero del clamoroso.

Una nutrita fetta di osservatori è convinta che il tedesco stia pagando dazio nei confronti della stella nascente di Leclerc. Il talento e la velocità del monegasco avrebbero gettato nello sconforto l’ex pilota della Red Bull, sempre più incapace di reggere il passo di un fenomeno destinato a scrivere pagine importanti della storia di questo sport.

A vederla in tutt’altro modo sarebbe invece Juan Pablo Montoya, uno dei piloti che nei primissimi anni 2000 cercò di mettere in crisi il dominio della Ferrari di Michael Schumacher. Intervistato da Autosport, l’ex alfiere di Williams e McLaren ha voluto volgere lo sguardo altrove. Secondo il suo punto di vista, gli errori commessi da Vettel starebbero tutti nella sua difficoltà di trovare il giusto feeling con la monoposto.

Dallo sviluppo tecnico è infatti scaturita un’auto sovrasterzante, ovvero con un avantreno stabile e un posteriore più difficile da gestire. Vettel avrebbe difficoltà a controllare un’auto poco equilibrata, mentre Leclerc (così come Schumacher), andrebbe a nozze con una vettura sempre al limite della sbandata. Giocare sul filo della derapata al posteriore lo esalterebbe, tanto da permettergli di sfruttare al massimo il potenziale della vettura.

Montoya arriva quindi ad aggiungere che sarebbe proprio lo stile di guida di Vettel a metterlo in difficoltà. L’auto e anche gli pneumatici non sarebbero confacenti al suo modo di affrontare la pista. Adattarsi diventa quindi più difficile rispetto a Leclerc, che dal canto suo sarebbe molto più avvantaggiato da un’auto più simile alla sua filosofia di guida. L’ex storico compagno di squadra di Ralf Schumacher arriva dunque a concludere che il problema di Vettel non sarebbe affatto di natura psicologica: “Quando non si ha feeling con la vettura e spingi, si verificano errori. Non credo sia una cosa mentale ma tecnica. Dovrà impegnarsi ancora di più, facendo qualcosa di diverso da quello che sta facendo ora” ha suggerito il colombiano ricordato per la sua spavalderia ed irriverenza in pista.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Montoya dall’alto della sua esperienza si sarà fatto un’opinione ben chiara di quello che sta succedendo a Vettel. Se il tedesco non ha feeling, chiaramente non riuscirà a dare il meglio di sé e sarà più incline all’errore. Dall’altra parte non bisogna dimenticare la pressione di guidare in una squadra come la Ferrari: anche questo ha un suo peso, specie se si vede il proprio compagno di squadra volare. Non da ultimo non lo aiutano le critiche di una parte della stampa e dei tifosi che lo mettono in discussione, ridimensionando i quattro titoli mondiali vinti con la Red Bull.

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