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Lutto nel mondo della Formula 1: addio a Mario Poltronieri

All’età di 87 anni è scomparso Mario Poltronieri, storico commentatore delle gare di Formula 1. Nella sua carriera, prima di dedicarsi per quasi 25 anni alle telecronache di Formula 1 sulla Rai, ha corso anche come pilota.

Formula 1
Pubblicato il 20 gennaio 2017, alle ore 15:23

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Lutto nel mondo della Formula 1: addio a Mario Poltronieri
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Il mondo del giornalismo dà l’addio a Mario Poltronieri, storica voce, per quasi 25 anni, delle telecronache Rai di Formula 1. Il giornalista si è spento all’età di 87 anni nel letto della sua casa di Milano. Un’uscita di scena che ricalca quella del suo eroe, quell’indimenticato Tazio Nuovolari, anch’egli deceduto nel suo letto nel lontano 1953.

La sua voce ha accompagnato le grandi battaglie di una Formula 1 costellata da piloti che hanno scritto intere pagine di storia. Con il suo timbro brillante e la sagace parlantina, ha raccontato le gesta di leggende come Niki Lauda, Mario Andretti, Gilles Villeneuve, Renè Arnoux, Nelson Piquet, Nigel Mansell, Michele Alboreto, Alain Prost e Ayrton Senna.

Proprio di quest’ultimo si trovò a commentarne la morte, avvenuta nel più tragico weekend della storia della Formula 1. Era il 1994 quando a Imola moriva il tre volte campione del mondo brasiliano. In quello stesso anno Mario Poltronieri commentò la sua ultima stagione di quella che è considerata la massima serie dell’automobilismo mondiale.

Oltre ad essere un grande giornalista, era anche un competente tecnico dell’automobile. Da giovane aveva inizialmente debuttato come pilota, specializzandosi nei record di velocità. Con le vetture da record dell’Abarth, negli anni ’50 riuscì a stabilire oltre cento record mondiali. Abbandonò il volante nel 1961. Divenne quindi un competente giornalista della Rai nell’epoca in cui la Tv di stato gestiva le trasmissioni in regime di monopolio. Erano anche gli anni in cui gli italiani iniziavano ad interessarsi alla Formula 1 .

Ma, solo una decina di anni dopo, divenne uno degli inviati più celebri della Formula 1. La sua voce sostituì quella di Piero Casucci dando tutt’altro sprint alle telecronache. A breve la Formula 1 ininziò a trasformarsi: effetto suolo, motori turbo, minigonne e flap aerodinamici incominiciarono ad essere termini sempre più diffusi nel lessico italiano.

Grazie anche alla competenza di Poltronieri, il pubblico si appassionò ad un mondo dove i gran premi incominciarono ad essere trasmessi a colori. Affiancato da un’altra voce storica come quella di Gianfranco Palazzoli, e con il supporto di Ezio Zermiani, celebre inviato dai box, la Formula 1 attraversò con entusiasmo gli anni ’80.

La sua voce rimarrà per sempre legata alla battaglia di Digione del 1979 che vide la sfida, ruota contro ruota, tra Villeneuve e Arnoux. Quando nel 1994 lasciò la cabina a Gianfranco Mazzoni continuò comunque ad apparire nelle Tv private come opinionista e ospite in studio. Con lui scompare un pezzo di quell’automobilismo duro e crudo, quando la Formula 1 significava tanti pericoli, e le morti non risparmiavano quei piloti che per il pubblico erano veri e propri eroi.          

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Con Mario Poltronieri scompare un pezzo di una Formula 1 che non c’è più. In molti hanno nostalgia di quegli anni dove la massima espressione dell’automobilismo era qualcosa di più che semplici gare tra piloti spigolosi e coriacei. La sua carriera come telecronista dei gran premi si chiude nello stesso anno in cui volge la parabola dei grandi piloti degli anni ’80 come Senna, Prost, Mansell e Piquet. Con il 1994 inizia una nuova era della Formula 1, quella del dominio pressoché incontrastato del kaiser Schumacher. Poltronieri mancherà a tutti, ma soprattutto a coloro che ancora oggi rimpiangono quegli anni dove la Formula 1 era fatta di schiettezza e veri sorpassi in pista.

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