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Il neurologo svizzero spegne ogni speranza su Schumacher: “Il suo è uno stato vegetativo irreversibile”

Erich Riederer, medico svizzero specializzato in neurologia, è convinto che Michael Schumacher non abbia molte possibilità di tornare ad essere quello di un tempo. Inoltre ha lanciato una precisa accusa ai medici che lo hanno preso in cura dopo l’incidente.

Formula 1
Pubblicato il 21 settembre 2020, alle ore 10:56

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Il neurologo svizzero spegne ogni speranza su Schumacher: “Il suo è uno stato vegetativo irreversibile”

A quasi sette anni dal tragico incidente sugli sci che lo ha messo fuori gioco, delle condizioni di salute di Michael Schumacher continuiamo a sapere davvero molto poco. Il cordone di sicurezza eretto dalla famiglia per tutelare la privacy del loro congiunto, impedisce al pubblico di conoscere il suo reale quadro clinico, ma soprattutto non permette di approfondire quali siano le reali possibilità di ripresa.

A fornire un presumibile quadro della situazione, ci ha pensato Erich Riederer, neurologo svizzero che non si è detto affatto ottimista. La sua opinione riportata all’interno del documentario Michael Schumacher: Alla ricerca della verità andato in onda sulla tv francese, è una vera e propria doccia fredda che spegne ogni possibilità di poter rivedere l’uomo che tutti ricordano.

Penso che sia in uno stato vegetativo, il che significa che è sveglio ma non risponde”, ha dichiarato il dottore che pur non avendo seguito il decorso della malattia dell’asso della Formula 1, lascia intendere che sulla base di quanto trapelato, il futuro non prometta affatto bene. “Respira, il suo cuore batte, può probabilmente mettersi seduto e fare piccoli passi con un aiuto, ma non di più. Penso che questo, per lui, sia lo scenario migliore” ha aggiunto precisando quale sia il suo reale grado di autonomia.

Al di là di ogni più rosea previsione, i motivi per gioire sarebbero davvero pochi. “C’è qualche probabilità di vederlo com’era prima dell’incidente? Non credo proprio” ha sentenziato il professore, lasciando intendere che famigliari e tifosi dovrebbero mettersi il cuore in pace.

Dal suo punto di vista, il sette volte campione del mondo starebbe pagando anche gli errori dei medici, che subito dopo l’incidente non si mossero con la dovuta celerità. Probabilmente di fronte ad un paziente come Michael, ad aver la meglio fu la paura di sbagliare. Se anziché indugiare, fossero intervenuti tempestivamente, oggi la sua salute ne avrebbe notevolmente beneficiato. “Se lasci passare troppo tempo farai distruggere le sostanze cerebrali” ha concluso il professore che non crede alla possibilità che il tedesco possa ristabilirsi, tornando ad essere la persona che tutti noi abbiamo avuto modo di conoscere.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Se a quasi sette anni dall’incidente, di Michael Schumacher continuiamo a sapere davvero molto poco, a quel punto è logico ipotizzare che il quadro clinico non è granché mutato. Il suo grado di autonomia dovrà essere alquanto limitato e probabilmente sarà anche una persona completamente diversa da quella che ricordiamo. Con queste premesse, non c’è molto di positivo da aspettarsi.

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