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Damon Hill torna a parlare di Schumacher e del controverso finale di stagione 1994

Damon Hill torna a parlare della sua storica rivalità con Michael Schumacher ma, soprattutto, di quell’emblematica ultima gara della stagione 1994, dove un contatto molto dubbio consegnò il primo titolo mondiale al rivale della Benetton

Formula 1
Pubblicato il 15 gennaio 2019, alle ore 11:17

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Damon Hill torna a parlare di Schumacher e del controverso finale di stagione 1994

Damon Hill, campione del mondo di Formula 1 nella stagione 1996, torna a ricordare gli anni in cui al volante della Williams cercò di fronteggiare l’ascesa di Michael Schumacher, un astro destinato a diventare il pilota più titolato di questo sport.

Le sue battaglie con il Kaiser di Kerpen accesero l’interesse delle corse nel lontano 1994, subito dopo la tragica scomparsa di Ayrton Senna avvenuta ad Imola. Per Capitan Zero, così chiamato avendo corso per due stagioni con la monoposto numero zero, quella circostanza divenne l’occasione per acquisire i galloni di prima guida, necessari per sfidare il rivale tedesco della Benetton. In quella stagione rocambolesca, grazie anche ad alcune squalifiche comminate al rivale, l’inglese riuscì per il rotto della cuffia a recuperare punti su Schumacher, che a seguito della morte del brasiliano veniva dato come grande favorito per la vittoria del titolo.

Alla penultima gara disputata in Giappone, Hill riuscì a vincere su Schumacher, portandosi ad una sola lunghezza dal rivale. Ma fu proprio qui che capì il vero talento dell’asso tedesco. Per sua stessa ammissione, sotto la pioggia, “mi sono incollato a lui e ho visto una dimostrazione di guida straordinaria: lo vedevo sbandare ad ogni curva, ma teneva sempre in pista la macchina, non so come ci riuscisse”.

La resa dei conti si sarebbe disputata la settimana successiva ad Adelaide. Al 35esimo giro, mentre Schumacher ed Hill occupavano rispettivamente la prima e la seconda posizione in gara, Schumi uscì di pista danneggiando la sospensione destra. Rientrando in pista, la sua monoposto urtò quella del figlio del grande Graham che stava sopraggiungendo. Ne scaturì uno spettacolare incidente senza conseguenze per i piloti, che furono però costretti al ritiro.

Classifica alla mano, a guadagnarci dallo scontro fu proprio Schumacher che aveva un punto in più, per l’esattezza 92 a 91. “Io non mi aspettavo che Michael fosse disposto a buttarmi fuori se io fossi riuscito a superarlo. Ma mi chiedo anche: io nella sua posizione che cosa avrei fatto?”. Il sospetto che la collisione fosse stata cercata, divise il Circus e lasciò il dubbio anche lo stesso Damon, che il giorno successivo, dopo aver cercato il rivale per le congratulazioni di rito, lo trovò un po’ imbarazzato.

Se hai tutto questo talento e sei così capace, perché devi aver bisogno di un aiuto extra?” si è domandato l’ex pilota della Williams, che si spinge anche a sostenere che lo stesso Schumacher ammetterebbe oggi di aver oltrepassato il limite in più di una circostanza. Ciononostante Hill continua a riconoscere lo spessore del rivale, affermando che Schumacher fosse comunque contento del titolo che riuscì poi a vincere nel ’96. “Per lui diventare il migliore era una missione di vita e credo si possa dire che l’ha completata”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Damon Hill è stato un pilota molto veloce, etichettato da una gran parte della stampa come fragile psicologicamente. Il suo incidente con Schumacher all’ultima gara del 1994 rimarrà per sempre uno dei momenti cult di questo sport, in quanto innesca inevitabilmente una domanda: fu voluto da Schumacher, oppure fu fortuito? Per chi non ha mai perdonato a Schumacher diverse scorrettezze in stile Jerez de la Frontera 1997, la risposta non può che essere la prima opzione.

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