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Alex Zanardi e la sua rinascita sportiva: “La mia Olimpiade l’ho vinta nel letto d’ospedale”

Intervistato dal Corriere della Sera, l’ex pilota di Formula 1 non nasconde che l’incidente del 2001 gli ha di fatto consegnato il privilegio di iniziare una nuova vita. Inoltre ha anticipato di voler presto correre a Daytona senza protesi.

Formula 1
Pubblicato il 26 ottobre 2018, alle ore 11:46

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Alex Zanardi e la sua rinascita sportiva: “La mia Olimpiade l’ho vinta nel letto d’ospedale”

Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1, con un’intervista al Corriere della Sera ha voluto raccontare come sia cambiata la sua vita dopo l’incidente del Lausitzring. Quello schianto che nel 2001 gli costò la perdita delle gambe, anziché farlo precipitare in un vortice di smarrimento e depressione, di fatto ha rappresentato uno stimolo per rinascere sia come persona che a livello sportivo. 

Dato per spacciato, Alex Zanardi non si è mai dato per vinto, e con la forza di volontà che tanto lo contraddistingue, ha deciso di aprire un nuovo capitolo della sua vita. Chiunque altro si sarebbe inevitabilmente abbattuto, non lui che ha deciso di trasformare quello che gli era accaduto in una grande opportunità. 

La nuova sfida

La mia Olimpiade l’ho cominciato a vincerla nel letto di ospedale, quando non ho perso tempo a riflettere su: perché a me? Invece ho cominciato a pensare: con quello che mi è rimasto cosa posso fare? Mi ha aiutato il mio essere curioso”.  

Così, dopo aver stupito tutti nel 1996 con quel sorpasso a Bryan Herta alla curva del cavatappi di Laguna Seca, Alex Zanardi ha dato prova della sua immensa forza d’animo, diventando una delle più famose leggende viventi dello sport italiano. Non sorprende quindi che solo poche settimane fa abbia vinto un Ironman, quella che è considerata in assoluto la più faticosa delle prove sportive. L’atleta paralimpico, dopo 4 chilometri di nuoto si è dovuto cimentare in 180 km in bicicletta, per poi concludere con una maratona. L’ex pilota bolognese ha chiuso la prova in meno di 10 ore.

Come da lui stesso ammesso, ha più volte pensato di mollare, anche perché con le protesi lo sforzo diventa impressionante. Ma stringendo i denti è riuscito a raggiungere traguardi che per molti altri sarebbero stati inimmaginabili. Ed è per questo che ha ora deciso di lanciarsi in un’altra sfida: tornare a correre senza protesi sul mitico circuito di Daytona.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Ma chi lo ferma più Zanardi? L’ex pilota è il chiaro esempio che non è mai detta l’ultima parola, perché finché c’è vita, c’è speranza. E lui con le sue imprese è diventato un eroe che ha riportato la speranza nella vita di molti altri disabili. La sua forza di volontà è davvero encomiabile, dovrebbe diventare un fenomeno da studiare ed emulare.

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