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Alain Prost sulla sua storica rivalità con Ayrton Senna: “Alla fine eravamo diventati amici”

Alain Prost è tornato a parlare della sua storica rivalità con Ayrton Senna rivelando che, alla fine del 1993, quando si ritirò definitivamente dalle corse, la loro divenne una inaspettata quanto sorprendente amicizia.

Formula 1
Pubblicato il 11 febbraio 2020, alle ore 17:55

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Alain Prost sulla sua storica rivalità con Ayrton Senna: “Alla fine eravamo diventati amici”

Ospite principale di una conferenza che si è tenuta lo scorso 6 febbraio al teatro Olympia di Parigi, Alain Prost ha avuto modo di ripercorrere le tappe della sua storica rivalità con Ayrton Senna. Entrambi top driver, la storia ci ricorda che diedero vita ad una difficile convivenza in cui non si risparmiarono colpi bassi, accuse e polemiche di vario genere.

L’inimicizia nacque nel 1988, quando i due si trovarono a condividere il box della McLaren, l’auto più competitiva dell’epoca. Per due stagioni si sfidarono all’ultimo sangue, poi Prost decise di passare in Ferrari, ma la musica non cambiò: anche il campionato 1990 divenne una faccenda privata tra i due, così come nel 1993, quando il francese si ritrovò a guidare la Williams, l’auto imbattibile del momento.

Fino a quel momento, i rapporti tra Prost e Senna erano stati sempre molto tesi. Poi, come da lui ricordato qualche giorno fa a Parigi, l’annuncio del ritiro alla fine della stagione 1993 fece cambiare l’atteggiamento di Senna nei suoi confronti. Nell’ultima gara del campionato, Senna da vincitore abbracciò il francese invitandolo a salire sul gradino più alto del podio, dove alzò il braccio del suo storico rivale in segno di rispetto.

Per Alain Prost, quel momento coincise con la fine di un lungo ed aspro confronto. Senza il suo rivale numero uno, Senna sembrava aver perso la determinazione e la voglia di lottare in pista: la fine delle ostilità diede a Prost la possibilità di scoprire un nuovo Ayrton. “Dalla fine del 1993 Ayrton ha iniziato a dialogare con me. Mi chiamava una o due volte a settimana, a volte senza un motivo particolare, a volte anche per dei consigli. E’ successo per mesi, fino alla tragedia di Imola. Si era creato un rapporto che mai avrei pensato potesse instaurarsi, siamo diventati amici”.

Ayrton vedeva in lui un punto di riferimento, un amico con cui confrontarsi e confidarsi, al quale chiedere consigli sulla Williams, l’auto che avrebbe guidato nel 1994 e che aveva appena vinto il titolo mondiale con Prost e Hill. Anche a Imola si erano sentiti e si erano messi d’accordo che avrebbero approfondito la questione sicurezza dopo la gara. Quell’incontro non ebbe però modo di concretizzarsi: Ayrton Senna morì dopo aver violentemente sbattuto alla curva del Tamburello. Per il mondo della Formula 1 e per Alain Prost che lo aveva sfidato per anni sulle piste di tutto il mondo, fu uno shock difficile da metabolizzare. “Ho di lui un ricordo incredibile” ha quindi concluso il quattro volte campione del mondo francese.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Ayrton Senna dopo il ritiro di Alain Prost si è letteralmente trasformato. Senza il francese si è sentito smarrito come un pesce fuor d’acqua, timoroso verso un mondo che faceva sempre più fatica a riconoscere. La questione della sicurezza lo stava preoccupando e le stesse immagini prima della partenza, lasciano intendere che facesse fatica a nascondere un malessere che si stava trasformando nella consapevolezza di un triste presagio.

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