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Nel 2100 il Pil dell’Italia sarà inferiore a quello di Iraq, Pakistan e Uganda

Uno studio dell’Università di Denver, ha provato a prospettare quelle che saranno le potenze economiche mondiali del 2100 classificate in ordine di PIL. A svettare su tutti sarà la Cina, mentre l’Italia occuperà la 23esima posizione dietro a Iraq e Uganda.

Economia e Finanza
Pubblicato il 3 gennaio 2020, alle ore 20:20

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Nel 2100 il Pil dell’Italia sarà inferiore a quello di Iraq, Pakistan e Uganda

Gli esiti dello studio realizzato dal Pardee Center dell’Università di Denver non potranno che confermare i sospetti di chi considera l’Italia un Paese in declino: stando infatti a quanto stimato dai ricercatori americani che hanno preso parte a quest’analisi predittiva, nel 2100 il Bel Paese non sarà più la potenza economica che tutti noi conosciamo. 

In altre parole, oltre a non potersi più sedere al tavolo dei G8, la nostra Penisola scivolerà indietro arrivando a occupare il 23esimo posto in classifica per quanto riguarda il Pil espresso in valore assoluto. Secondo queste stime, tra 80 anni il Pil tricolore varrà solo lo 0,82% dell’intera ricchezza prodotta a livello mondiale, contro il ben più sostanzioso 2,55% di oggi. 

Gli italiani del 2100 si troveranno quindi a vivere in un Paese che, oltre ad essere scavalcato dai colossi emergenti rappresentati da Nigeria e Indonesia, sarà anche attardato rispetto ad altre realtà come Iraq, Pakistan, Uganda, Tanzania ed Etiopia.

Ma, tra tutti i 186 paesi presi in analisi, nel Vecchio Continente a non passarsela bene saranno un po’ tutti i paesi dell’Unione Europea. Se nel 1960 la potenza economica di tutte le nazioni che compongono l’UE a 28 Stati era pari al 53,8% di quanto prodotto a livello planetario, oggi il valore è sceso al 43,7%, mentre tra otto decenni sarà pari solo al 20,6%. 

In controtendenza con quanto ci si possa aspettare, quest’analisi arriva a concludere che l’unico paese europeo a migliorare la sua posizione sarà il Regno Unito, che nel giro di 80 anni grazie alla Brexit passerebbe dal settimo al sesto posto in graduatoria, ma a patto che nei prossimi decenni non si dissolverà a seguito della richiesta di autonomia da parte della Scozia o dell’Irlanda del Nord.

La regina assoluta del 2100 sarà però l’India, che nella seconda metà di questo secolo scalzerà la Cina, la prossima candidata a superare l’attuale prima potenza economica mondiale rappresentata dagli Stati Uniti. E dopo India, Cina e Stati Uniti, a dominare la scena saranno le realtà asiatiche ma soprattutto quelle africane; Ruanda, Uganda e Niger saranno i Paesi più in grado di scalare in alto la classifica.  

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Lo studio è senza dubbio interessante, ma stimare quali equilibri economici potremo trovare tra 80 anni è fin troppo azzardato. Le variabili da prendere in considerazione sono decisamente troppe. Penso a tal fine che nessuno nel 1920 sarebbe stato in grado di dire esattamente come sarebbe stato il mondo nel 2000, ma la ricerca può però diventare interessante non tanto per capire le posizioni, ma più che altro le tendenze.

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