Di certo, non è uno di quei presidenti di cui fidarsi quando fa una dichiarazione inerente al calcio. Maurizio Zamparini, presidente del Palermo, ha annunciato per l’ennesima volta il suo ritiro dal mondo del calcio. Si tratta, in effetti, di una dichiarazione a intervalli regolari, coi motivi più svariati. In ordine di tempo: l’irriconoscenza del pubblico (2011), di un giocatore (Dybala, l’11 febbraio scorso), di una sua imminente ‘scesa in campo’ (l’11 aprile scorso), del ‘sistema’ (tantissime volte) o delle lungaggini amministrative per la costruzione dello stadio, quest’oggi.
Ecco le sue ultime dichiarazioni: “”Quella che sta per iniziare sarà l’ultima stagione alla guida della società. La mia intenzione è quella di andare via tra un anno esatto, cercando nel frattempo degli investitori, a cominciare dalla Sicilia pur guardando anche altrove. Sino all’ultimo momento proverò a fare il bene del club, proprio per questo mi auguro di affidarlo a gente responsabile. Di sicuro non lo consegnerei mai nelle mani del sindaco: le istituzioni non riescono a combinare nulla di buono, solo danni. Un’altra ipotesi sarebbe quella dell’azionariato popolare, ma qui in Italia è difficile seguire il modello utilizzato, per esempio, dal Barcellona”.
E, come detto, l’attacco alle istituzioni non è casuale, ma ha un nemico ben preciso: il Comune di Palermo, secondo Zamparini reo di star ostacolando la costruzione dello stadio del Palermo. Il presidente dei rosanero spiega la sua versione della situazione: “Da parte mia l’intenzione di procedere verso la costruzione del nuovo stadio c’è, ma è necessario che il Comune mostri buona volontà. Si stanno apportando le modifiche richieste al progetto, dopodiché bisognerà superare lo scoglio burocratico. Ma credo molto poco, se non addirittura nulla, nella possibilità di arrivare a una soluzione positiva della vicenda”. Sarà un’altra ‘sparata’ del vulcanico presidente del Palermo?