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Ronaldinho nei guai: fermato in Paraguay con passaporto falso

L’ex calciatore brasiliano arrestato in Paraguay insieme al fratello Roberto De Assis per possesso di documenti falsi. Rilasciato dopo 8 ore di interrogatorio. In manette altre tre persone

Calcio
Pubblicato il 6 marzo 2020, alle ore 16:38

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Ronaldinho nei guai: fermato in Paraguay con passaporto falso

Brutta disavventura per Ronaldinho, l’ex stella del calcio brasiliano e già calciatore di Paris Saint Germain, Barcellona e Milan. Insieme al fratello Roberto De Assis è stato sottoposto a fermo dalle autorità paraguaiane per possesso di passaporti falsi.

I due si trovavano all’interno del Resort Yacht & Golf Club Paraguayo di Lambaré, città vicino Asuncion, per un evento di presentazione di un programma di assistenza sanitaria gratuita per minori, quando, nella notte tra mercoledì e giovedì, sono stati fermati dagli agenti con l’accusa di essere entrati in Paraguay con documenti falsi.

I due si sono giustificati dichiarando che i passaporti gli erano stati regalati: pensavano di aver ricevuto i documenti paraguayani gratuitamente, come segno di riconoscenza. Dopo otto ore di interrogatorio, i due sono stati rilasciati ed invitati a fornire chiarimenti in Procura. Cosa che hanno fatto giovedì mattina, consentendo alla polizia di arrestare l’uomo che gli aveva fornito i documenti falsi e le due donne, titolari dei passaporti, che avevano acconsentito alla cessione dei loro numeri di matricola per realizzare i documenti falsi.

Riconosciuta la buona fede di Ronaldinho e il fratello, che tra l’altro in base agli accordi internazionali tra Brasile e Paraguay, non necessitano di passaporto per spostarsi all’interno di questi stati, la giustizia paraguaiana ha deciso di non procedere nei loro confronti, evitando così il rischio di una pena che va da una multa fino a 5 anni di carcere. L’episodio, in ogni caso, ha evidenziato anche la negligenza degli agenti dell’aeroporto internazionale Silvio Pettirossi di Luque, con il Ministro degli Interni del Paraguay, Euclides Acevedo, che ha annunciato indagini e punizioni esemplari.

Già nel 2018 Ronaldinho aveva avuto problemi con i suoi documenti, visto che le autorità brasiliane gli avevano ritirato il passaporto e vietato i viaggi all’estero per 10 mesi, a causa di una sanzione non pagata per un reato edilizio. Il documento gli era poi stato restituito, a fronte del pagamento di una multa di un milione di euro.

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Cosa ne pensa l’autore
Costantino Ferrulli

Costantino Ferrulli - Questa storia è un po’ confusa, tanto che ho avuto anche difficoltà nella ricostruzione. I fatti accertati vedono Ronaldinho e suo fratello che vengono arrestati poiché in possesso di passaporti falsi paraguaiani e successivamente rilasciati poiché in buona fede. Ma se io sono brasiliano e uno mi regala un passaporto di un’altra nazione, qualche domanda non me la faccio?

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