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Prandelli e Abete si dimettono dopo l’eliminazione dell’Italia

Chiusa bruscamente l'esperienza di Prandelli alla guida della Nazionale, l'11 agosto Abete convocherà il consiglio federale che ratificherà l'addio suo e dell'attuale tecnico, poi ci sarà da eleggere un nuovo presidente e da trovare un nuovo allenatore

Calcio
Pubblicato il 25 giugno 2014, alle ore 13:20

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Prandelli e Abete si dimettono dopo l’eliminazione dell’Italia

Addio Italia. Addio Prandelli. Addio Abete. La Nazionale è fuori dal Mondiale e il ct si dimette, insieme al Presidente della Federcalcio.

Chiusa bruscamente l’esperienza di Cesare Prandelli alla guida della Nazionale, nella conferenza stampa post-partita, Prandelli ha dichiarato: “Troppi attacchi verbali. Mai rubato soldi. Se ho sbagliato l’ho fatto tecnicamente ma non rubo i soldi ai contribuenti. Lascio la carica perché il mio progetto tecnico è fallito. E le mie sono dimissioni irrevocabili. Mi assumo tutte le responsabilità. Non abbiamo avuto occasioni da gol perché abbiamo limiti tecnici, strutturali, e di qualità. Si poteva fare qualcosa di diverso? Si potevano fare altri cambi? Inutile dirlo adesso. Io ho scelto Balotelli, io ho messo su questa squadra, io ho realizzato il progetto tecnico. E me ne prendo le responsabilità. Significa che a certi livelli non è importante solo la tecnica ma anche la fisicità. Il Mondiale l’abbiamo perso contro la Costa Rica”.

Prandelli sorride nervosamente e inizia a parlare del match: “L’Uruguay non ha mai tirato in porta, dispiace uscire così. Nel calcio devi saper accettare le sconfitte, ma se ti fanno giocare sempre in certe condizioni è dura. Siamo stati l’unica squadra a giocare a Manaus e due volte all’una. Ma non è il caso di aggrapparci a queste cose. Balotelli? Non sai mai quando è nervoso e quando è calmo. L’ho sostituito perché era stato ammonito e avevo paura di restare in dieci“.

Tocca poi anche ad Abete che ha dichiarato: “Ho servito la Federazione per molti anni, è una decisione che avevo già preso, a prescindere dal risultato. Rimarrò alla UEFA e al CONI. Il nuovo presidente federale avrà il mio incondizionato appoggio. Sono amareggiato come tifoso, ma abbiamo fatto il massimo”.

L’11 agosto Abete convocherà il consiglio federale che ratificherà l’addio suo e dell’attuale tecnico, poi ci sarà da eleggere un nuovo presidente e da trovare un nuovo allenatore. I nomi che circolano in queste ore sono tanti: da Massimiliano Allegri esonerato dal Milan a metà stagione, a Roberto Mancini, senza una panchina dopo l’addio al Galatasaray, a Luciano Spalletti, pronto a rientrare in Italia dopo gli anni allo Zenit.

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