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Mondiali: gli esclusi dall’Italia da Messico ’70 a Brasile 2014

Come da tradizione, le scelte del ct per le convocazioni mondiali fanno discutere; dall'edizione messicana del 1970 all'ultima in Brasile, ecco gli esclusi dalla Nazionale

Calcio
Pubblicato il 4 giugno 2014, alle ore 11:34

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Mondiali: gli esclusi dall’Italia da Messico ’70 a Brasile 2014

Cesare Prandelli ha fatto la sua scelta: ha deciso la lista dei 23 giocatori (+1) che partiranno per i mondiali in Brasile. Andrea Ranocchia, la riserva scelta dal ct, resterà con il gruppo fino alla vigilia della prima partita, pronto a subentrare in caso di indisponibilità d qualche azzurro, come da regolamento FIFA.

Le esclusioni dalla Nazionale hanno sempre suscitato diverse polemiche, con le conseguenti critiche per il ct di turno; partiamo dagli esclusi più recenti, inseriti nella pre-lista (30 convocati), ecostretti a rinunciare al sogno mondiale. Oltre ad Antonio Mirante (portato come quarto portiere) e all’esclusione “forzata” dello sfortunato Riccardo Montolivo (frattura della tibia nel match contro l’Irlanda), fra gli esclusi sono finiti Romulo (non al massimo fisicamente, per sua stessa ammissione), Manuel Pasqual, Christian Maggio, Mattia Destro e Giuseppe Rossi.

Detto dei problemi fisici del giocatore del Verona, e tralasciando nomi come Florenzi e Giaccherini, giocatori molto duttili (fattore considerato utile e molto importante, come dichiarato dallo stesso Prandelli), non si capisce l’esclusione di Domenico Criscito, neanche nei pre-convocati; tra i 23 convocati non è presente nessun mancino!

Mentre se per Pasqual e Maggio era ipotizzabile un’esclusione (preferito il duttile Matteo Darmian), hanno sorpreso e fatto discutere le esclusioni degli attaccanti Destro e, in particolar modo, “Pepito” Rossi, al rientro da un infortunio che l’ha costretto a stare lontano dai campi per 4 mesi, ma  capace di realizzare due gol in quei pochi minuti che è stato impiegato durante le ultime apparizioni stagionali. Prodezze che non hanno convinto il ct.

tweet-giuseppe-rossi-esclusoAi microfoni di Sky Sport, Cesare Prandelli si è dichiarato meravigliato per il clamore che ha suscitato l’esclusione dell’attaccante viola: “Avevo già avvisato Giuseppe che non sarebbe rientrato nei 23” – ha aggiunto – “inizialmente ero andato a comunicargli che non lo avrei inserito nei 30 pre-convocati poi, però, ho pensato che poteva comunque essere una bella storia da raccontare, la coltivazione di un sogno dopo tanta sfortuna”.

Relativamente a Mattia Destro, invece, a Prandelli non è piaciuta la risposta dell’attaccante della Roma: “ci penserò” sarebbe stata la risposta di Destro alla decisione del ct di portarlo come riserva, ruolo attualmente ricoperto da Ranocchia.

Negli ultimi 40 anni, ecco gli esclusi della Nazionale italiana dai mondiali:

MESSICO 1970: l’escluso fu Giovanni Lodetti, centrocampista instancabile, che si trovava già con il gruppo in Messico! Per un infortunio a Pietro Anastasi, furono allertati come sostituti Roberto Boninsegna e Pierino Prati, i quali poi furono portati entrambi dal ct Valcareggi, ai danni proprio di Lodetti.

GERMANIA 1974: furono esclusi dalla lista per i mondiali Claudio Sala, centrocampista del Torino nel giro della Nazionale da anni, e Luciano Chiarugi autore di una buona stagione al Milan.

ARGENTINA 1978: in questa edizione dei mondiali furono i bomber a rimanere a casa; Giuseppe Savoldi e Roberto Pruzzo, nonostante avessero totalizzato qualcosa come 60 gol in due nel biennio antecedente al Mondiale, non partirono per l’Argentina; Paolo Pulici, invece, prese parte alla spedizione ma non fu mai impiegato. Il più deluso di tutti, però, probabilmente fu Agostino Di Bartolomei, capitano della Roma che disputò la sua migliore stagione dal punto di vista realizzativo.

SPAGNA 1982: ad essere escluso fu di nuovo Roberto Pruzzo, capocannoniere delle ultime due edizioni della Serie A, stavolta lasciato a casa da Enzo Bearzot che gli preferì Paolo Rossi. L’epilogo lo conosciamo: Rossi fu capocannoniere del Mondiale, campione del mondo e vincitore del Pallone d’Oro.

MESSICO 1986: ancora Roberto Pruzzo, ancora capocannoniere del campionato nella stagione pre-mondiale! Questa fu la sua risposta alla terza esclusione consecutiva: “Ho vinto quattro volte la classifica marcatori, tre in A e una in B, ho vinto uno scudetto, ho giocato una finale di Coppa Campioni, non sono proprio l’ultimo arrivato. Eh, che ci vogliamo disperare?”.

ITALIA 1990: nell’edizione casalinga non ci furono particolari polemiche; l’unica esclusione, tuttavia da menzionare, fu quella di Luca Fusi, centrocampista del Napoli, scartato per far posto a Carlo Ancelotti in condizioni fisiche non ottimali.

USA 1994: stavolta l’esclusione riguardò i portieri; se le scelte per Gianluca Pagliuca e Luca Marcheggiani erano motivate, quella che stupì fu la decisione del ct Arrigo Sacchi di portare Luca Bucci (prima stagione in Serie A) al posto di Angelo Peruzzi. Neanche Christian Panucci, protagonista nella vittoria della Champions League da parte del Milan, trovò spazio.

FRANCIA 1998: ancora a casa Christian Panucci, dopo aver vinto la Champions League con il Real Madrid (una maledizione?); ma gli assenti di lusso furono Gianfranco Zola (che all’epoca illuminava lo Stamford Bridge con le sue giocate) e l’autore del gol qualificazione nello spareggio contro la Russia, Pierluigi Casiraghi, ignorato anche quando Fabrizio Ravanelli fu costretto a rinunciare per via della rosolia.

GIAPPONE E COREA 2002: la storia dell’esclusione del “Divin codino” Roberto Baggio fu molto simile a quella di “Pepito” Rossi; in un momento di forma straordinario a Brescia, Baggio si ruppe il legamento crociato; dopo un recupero incredibile, il rientro qualche mese prima dell’inizio dei mondiali non convinse Giovanni Trapattoni a portarlo con sè in Asia.

GERMANIA 2006: nella vittoriosa spedizione azzurra, menzoniamo solo il tris di esclusioni che portò Christian Panucci a condividere lo sfortunato primato con Roberto Pruzzo

SUDAFRICA 2010: ancora una volta sono le esclusioni degli attaccanti a suscitare polemiche: non partirono Mario Balotelli (forse all’epoca ancora “acerbo”), Fabrizio Miccoli, Antonio Cassano e, per finire da dove abbiamo cominciato, Giuseppe Rossi, che fu una rivelazione della Confederations Cup del 2009.

A proposito di esclusioni importanti, considerando quelle del Brasile padrone di casa, sarebbe possibile formare una “Seleçao B” che molto probabilmente darebbe del filo da torcere a più della metà delle compagini che prenderanno parte al prossimo Mondiale. Come raffigurata dal sito O Globo con un 4-2-3-1, avremmo una squadra così composta: in porta Rafael (Verona); in difesa Rafinha (Bayern Monaco), Marquinhos (PSG), Miranda (Atl. Madrid), e Felipe Luis (Atl. Madrid); in mediana Fernando (Shakhtar) e Lucas Leiva (Liverpool); sulla trequarti Coutinho (Liverpool), Kakà (Milan) e Lucas Moura (PSG); in attacco Pato (San Paolo). A disposizione: Diego Alves (portiere Valencia), Castán (difensore Roma), Sandro (centrocampita Tottenham) e Ronaldinho (Atl. Mineiro).

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