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Marotta: "La ripresa? Decisione subita più che condivisa". Per Lautaro c’è una clausola. Stop a Chiesa e Zaniolo, Tonali si può fare

Beppe Marotta, AD interista, in una lunga intervista alla Gazzetta parla senza peli sulla lingua. Gli scontri con il Consiglio Federale, il futuro di Lautaro; Chiesa e Zaniolo costano troppo, su Tonali possibilista. E, prima di ritirarsi, vuole vincere con l'Inter.

Calcio
Pubblicato il 11 giugno 2020, alle ore 10:52

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Marotta: "La ripresa? Decisione subita più che condivisa". Per Lautaro c’è una clausola. Stop a Chiesa e Zaniolo, Tonali si può fare

Beppe Marotta, AD sport dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, in occasione del Consiglio Federale della FiGC, in cui Marotta rappresenta la Lega di Serie A. Proprio da qui inizia Beppe Marotta, puntando il dito sulla decisione – maturata nella riunione del Consiglio – in merito all’eventuale stop del campionato, che prevede anche l’utilizzo di un algoritmo per stilare la classifica, una decisione a cui si è opposta la sola Serie A.

“E’ un’ulteriore prova di come non ci sia equilibrio di governance all’interno del sistema calcio – dice Marotta – Va fatto un distinguo chiarissimo tra il professionismo e le restanti componenti”. L’AD nerazzurro sottolinea che, malgrado la Lega garantisca il 90% del fatturato del mondo del calcio, non abbia potere decisionale. Prende ad esempio il modello Premier League, dove appunto la League è una S.p.A. con ampia autonomia gestionale e regolamentare. Marotta critica la mancanza di sensibilità in merito a questo argomento che riguarda tutto il sistema calcio:“Invece qualcuno si è perso in atteggiamenti egocentrici, in esibizioni muscolari”.

L’Inter, durante il periodo di lockdown, ha tenuto un basso profilo. Marotta spiega: “Il silenzio era motivato dal rispetto, per una situazione drammatica e in continua evoluzione” ed ammette che la ripartenza è una decisione più subita che condivisa. Comprimere l’attività agonistica in soli due mesi potrebbe portare a rischi patrimoniali a causa degli infortuni . L’alternativa di Beppe Marotta era quella di “unificare l’anno solare e predisporre un format diverso per il prossimo campionato”.

Parla anche di diritti tv Beppe Marotta, che spera di trovare una soluzione perchè la mancanza di introiti per i club è un grosso guaio come la mancanza di spettatori: “Il calcio senza spettatori è pari allo zero – continua Marotta – Zero emozioni: ve lo dico per certo, anche i calciatori ne sono condizionati”.

Preferisce non pronunciarsi sul futuro di Lautaro Martinez, spiegando che l’Inter non ha intenzione di cedere l’argentino, elemento fondamentale per il mister Antonio Conte. Se il Barcellona pagasse la clausola rescissoria di 111 milioni, Marotta assicura che i nerazzurri acquisteranno un top player. Comunque il calciomercato sarà completamente diverso, le difficoltà saranno per chi deve vendere, non per le società che acquistano: “Operazioni in stile Neymar, in cui una squadra va e porta via un calciatore ad un’altra, non si vedranno più per molti anni”.

Esclude l’arrivo di Chiesa o il ritorno di Zaniolo, Marotta parla di investimenti economici troppo elevati (per Chiesa oltre i 70 milioni), mentre Tonali è considerato più abbordabile, soprattutto perchè in fase di crescita. Soddisfatto invece dell’operazione Icardi (50 milioni più bonu), finalizzata in un periodo molto difficile: “Inutile pensare a ieri, neppure a domani – chiosa Marotta – l’accordo ci soddisfa oggi. Su Nainggolan una volta rientrato dal prestito, si faranno valutazioni senza fretta, l’obiettivo è non svalutarlo”.

L’AD interista affronta l’argomento della ripresa e vorrebbe iniziare vincendo la Coppa Italia, Anche se è consapevole delle difficoltà dopo la sconfitta nella partita di andata nella semifinale con il Napoli. Infine, conclude con un desiderio: “Andare in pensione con qualche altro trofeo vinto. Con l’Inter, ovvio”.

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Cosa ne pensa l’autore
Giuseppe Folchini

Giuseppe Folchini - Un Marotta a tutto campo prende a schiaffi il Consiglio Federale, accusato di visione limitata ed egoistica. Le cervellotiche idee su un algoritmo che dovrà stilare la classifica. Compare finalmente un barlume di buon senso nel management sportivo, sulle perplessità di una ripresa a tutti i costi, ancora troppo rischiosa.

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