Juve, prestito Gotze? No, grazie: la Signora non elemosina attenzioni

Mario Gotze e la Juventus: un matrimonio a tempo determinato da evitare assolutamente. Ecco perché la soluzione del prestito con diritto di riscatto, e controriscatto a favore del Bayern, sarebbe un clamoroso autogoal per i bianconeri.

Juve, prestito Gotze? No, grazie: la Signora non elemosina attenzioni

Dopo la cessione di Vidal, il premiatissimo duo Marotta&Paratici si è letteralmente scatenato sul mercato internazionale, alla ricerca di un trequartista che possa fare la felicità di chi allegro lo è già di suo: nomen omen, almeno da quando il tanto vituperato Max si è seduto sulla panchina della Juventus. Sono oramai lontani, lontanissimi i tempi in cui il tecnico livornese prestava la faccia al Milan, offrendo l’altra guancia alla folla, per fornire un capro espiatorio che potesse giustificare il tragico collasso dei rossoneri; una squadra ed una società oramai straordinariamente distanti dai fasti del 2007.

Ma che le colpe non fossero di Allegri, era intuibile già al tempo. La girandola di allenatori (o presunti tali) avvicendatisi sulla rovente panchina milanista sin dall’esonero del livornese, con risultati sempre più drammatici, ed i trionfi di Max alla guida della Juventus, hanno semplicemente confermato che il tecnico, all’epoca, era l’ultimo dei colpevoli.

Insomma, la Juve ed il trequartista, si diceva. Perché Max, l’ha sempre detto, vuole un 10 vero: un top, un campione, possibilmente un fuoriclasse. Che è poi ciò che chiedono anche i tifosi, specialmente dopo l’addio di un mirabolante Carlos Tevez (buona fortuna in Argentina, Campione). Lo stesso Vidal, sacrificato sull’altare delle necessità, era stato più volte utilizzato in quella posizione nel corso dell’ultima stagione, con risultati però decisamente scarsi.

Re Arturo aveva, ed ha ancora, tutto per essere una mezzala meravigliosa, ma il ruolo del 10 non gli calza meglio di quanto già non fosse accaduto con Boateng al Milan, ai tempi. Parallelismi di natura squisitamente tattica, da leggersi con le dovute proporzioni ovviamente. Fatto sta che Marchisio non si vende, il Principino è l’attuale simulacro della juventinità; più di Chiellini, Bonucci e Buffon. E’ il prodotto-simbolo del vivaio, e chiuderà probabilmente la carriera in bianconero.

Anche il futuro ruolo dirigenziale per lui sembra praticamente scontato. Andando avanti a sfogliare la margherita, anche Pogba è stato considerato incedibile: il destino del francese è congelato in attesa del Barcellona (mercato bloccato fino a Gennaio), senza il quale non è possibile scatenare l’asta vera e propria. E poi Paul, nel caso, vorrebbe solo i blaugrana. Insomma, ad oggi non ci sono i presupposti per la cessione. Rimaneva Vidal, e la strategia era chiara: vendi Re Arturo, che ha giocato spesso come trequartista pur non essendolo nemmeno un poco, incassi una bella somma e prendi un 10 vero.

Contenta la società, contentissimo l’allenatore, per il giudizio dei tifosi c’è invece da attendere: dipenderà dal nome che giungerà alle porte di Vinovo. Nelle ultime settimane, una delle trattative più accese è stata quella per Mario Gotze: Marotta stravede per lui, e ne ha tutte le ragioni. Gotze è un 22enne che ha già saputo conquistarsi un posto nell’Olimpo del calcio, ha addirittura griffato il trionfo della Germania in finale nel corso degli ultimi mondiali, eppure per il Bayern è sacrificabile.

Il perché è presto spiegato: così come Vidal poteva essere ceduto per abbondanza nel ruolo, e perché alla Juve serviva un trequartista vero e non una mezzala adattata, alla stessa maniera il gioco di Guardiola prevede il 4-3-3; Gotze è una splendida seconda, punta ma con il ruolo dell’ala ci azzecca in realtà molto poco. Per questo è stato comprato a suon di milioni Douglas Costa, meno talentuoso ma certo più funzionale al progetto. Sempre per questa ragione, Mario può partire.

Ma attenzione alla formula del trasferimento: è necessario evitare un Morata-bis, alla Juve non servono altre spade di Damocle sulla testa. Specialmente se riguardano i pilastri dai quali ripartire per la costruzione della squadra del futuro. Per questo l’ipotesi del prestito con diritto di riscatto a favore della Juve, e controriscatto per il Bayern, sembra una soluzione tutt’altro che favorevole ai bianconeri.

Ed è necessario che lo stesso giocatore, per l’importanza tecnica, mediatica e concettuale che gli verrebbe attribuita in caso di buona riuscita dell’affare, sia assolutamente convinto della propria scelta: diventare il nuovo numero 10 bianconero è un onere ed un onore, non una soluzione di ripiego. D’altronde, la Signora non ha bisogno di elemosinare le attenzioni di un 22enne, per quanto formidabile sul rettangolo verde.

Pertanto, se Mario Gotze davvero ritiene che i bianconeri possano rappresentare la squadra ideale, dove poter ottenere la definitiva consacrazione, agisca di conseguenza. In caso contrario, esistono altre soluzioni altrettanto appetibili, che possono garantire a Marotta e compagni di poter contare su un giocatore della Juventus, non su un giocatore prestato alla Juventus perché “al momento di meglio non c’era”.

Nessun compromesso quindi: la Signora va corteggiata e conquistata. E chi la tratta alla stregua di una ruota di scorta, in attesa di altre soluzioni considerate più affascinanti, non merita di portare i suoi colori. Né tantomeno-non scherziamo-la sua leggendaria Numero Dieci.

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