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L’Italia del lamento e il fantasma dei campionati passati

In Italia le squadre di calcio sono troppo impegnate a piangersi addosso e non pensano ai giovani e al futuro...

Calcio
Pubblicato il 6 febbraio 2014, alle ore 14:58

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L’Italia del lamento e il fantasma dei campionati passati

In Italia il calcio è fatto di lamenti continui più che di gioco, siamo ultimi in Europa per programmazione del futuro e sprofondiamo sempre di più nelle classifiche UEFA. A tal proposito vorrei raccontarvi una storia:

C’era una volta un vecchio milionario… si chiamava Ebenezer Scrooge e viveva isolato e chiuso in se stesso… pensava che nessuno era migliore di lui, che le sue ricchezze potessero comprare una vecchiaia serena e che chiunque lo avvicinasse volesse rubargli qualcosa…

Mi ricorda molte squadre di calcio italiane che vengono da antichi fasti e si dirigono verso il nulla! Milan, Inter, Napoli e Fiorentina sono reduci dai fasti delle cosiddette “sette sorelle” insieme ad un Parma auto ridimensionatosi negli anni e ad una Juventus che percorre altre vie. Il risultato pedatorio è quello evidente e sotto gli occhi di tutti ma i lamenti sono sempre gli stessi… Poi c’è la Roma. La Roma, dopo un paio di anni di “vorrei ma non posso” ha intrapreso un altro cammino, fatto di un allenatore che ha la cultura del lavoro e del bel gioco e che ha fondato su giovani promettenti (vedi Florenzi e Dodò) un ciclo ed un futuro sicuramente luminoso.

Le altre sono impantanate nei loro continui lamenti. Solo Juve e Roma riescono ad emergere dal pantano di continue lamentele: sugli arbitri, su fuorigioco o rigori dati o non dati e, in generale sulle ingiustizie della vita… Mai una novità, mai un commento nuovo e non serve neppure che un allenatore come Benitez sia venuto in Italia che subito si è adeguato al lamento generale.

La Juve e la Roma, invece, pensano a giocare… il futuro del calcio italiano è nelle loro mani e in quelle dei giovani italiani che non riescono a crescere sotto l’ombra di un mercato sempre aperto ma che è cieco in direzione dei giovani del vivaio e di tanti buoni giocatori italiani che sono costretti ad invecchiare nella Lega Pro, perché i molto snob dirigenti italiani preferiscono comprare per 7-8 milioni un mediocre straniero e non mettere in rosa un giovane o prendere per 2-3 milioni un buon giocatore della serie B, misteri del calcio italiano: sarà forse anche questo colpa della Juventus? O degli arbitri che magari la favoriscono anche sul mercato?

E infine mi chiedo: se non abbiamo i mezzi per eccellere in Champions League, non sarà forse ora di smettere di snobbare l’Europa League, prima di perdere ancora un posto in Europa?

Al fantasma dei campionati passati l’arduo compito di fornire risposte…..

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