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Evoluzione o involuzione? Il calcio di ieri e di oggi!

Analisi sul calcio, di come la sua evoluzione non abbia apportato effettivamente solo cose positive. Anzi, per tornare ai fasti di un tempo, molti fattori andrebbero completamente restaurati.

Calcio
Pubblicato il 19 dicembre 2015, alle ore 18:03

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Evoluzione o involuzione? Il calcio di ieri e di oggi!

Soffermiamoci un attimo a cosa il calcio fosse in principio. Uno sport capace di donare emozione indescrivibili, nella sua semplicità. Non che il calcio sia uno sport semplice sia chiaro, anzi, comprende regole che tutt’oggi, da appassionato, mi sfuggono. Per semplicità intendo la capacità che ha di entrarti nel cuore e la portata incredibile che riesce a raggiungere nel far parlare di sé. Il problema che grava sempre più su questo fantastico sport, è la scomparsa di quello per cui il calcio è nato.

All’inizio il gioco del pallone, definito così da molti, era una delle cose più affascinanti a cui si potesse assistere. La figura del calciatore, un tempo, era quella di vero è proprio eroe, un beniamino per i grandi e un eroe per i più piccoli. Chi giocava a calcio, lo faceva per la gloria, per la squadra, per i compagni di quella che si può definire una vera e propria avventura. La cosa che più procurava gioia a colui che dava calci al pallone erano i tifosi, che giungevano li per far sentire il proprio supporto. Ora spostiamoci sulla questa figura, il tifoso. Esso era l’essenza del calcio, che grazie al suo spirito e amore per sua squadra, era pronto a supportare i propri idoli. Striscioni, cori e coreografie sempre più colorate e fantasiose, che rendevano lo stadio un posto davvero magico. Si, magia pura, perché nel suo insieme riesce a trasformare il campo di calcio in un posto incantato, da far venire la pelle d’oca per la sua armonia anche a i più grandi detrattori di questo sport.

Come potete notare, nel descrivere queste emozioni, ho parlato al passato. Oggi le cose si sono evolute ma purtroppo il calcio, che al suo principio potevamo definire come un bambino pieno di carica e voglia di divertire, ora dà l’impressione di essere un uomo di mezz’età, stanco e solo attaccato ai soldi. Con questo voglio parlare, secondo il mio punto di vista, di cos’è diventato il calcio nel nuovo millennio. Il calcio che si vede adesso è frutto del business più puro, dove non è più il pallone ad essere il protagonista.

Oggi le la figura del calciatore stesso è cambiata, non più eroe, ma vera e propria star dello spettacolo. La gloria è una cosa passata, quello che davvero conta è il vile denaro e della fama di superuomo. Tutto il contrario di quello che il calcio dovrebbe insegnare. Ormai sono dei mercenari, pronti a servire il miglior offerente. L’attaccamento dei giocatori alla maglia, tempi in cui esistevano giocatori simboli di un club, definiti bandiere. Adesso è solo mitologia. Non voglio addentrarmi nemmeno nel discorso relativo ai vari scandali, provocati per colpa delle scommesse e della corruzione che avviene di continuo solo per coltivare i propri interressi, costruendo una falsa gloria, comprata con i soldi. Queste sono piaghe che contribuiscono solo a far marcire questo sport.

Un altro problema che affligge il calcio odierno è quello dello pseudo tifoso. Prendiamo in esame questa figura, la sua purtroppo non si può definire nemmeno evoluzione, in questo caso dobbiamo parlare di un forte regresso. Gli argomenti sul perché questi individui siano così dediti alla violenza, sono molteplici. Ma non voglio soffermarmi sul perché, ma sul fine. Il perché rendere un luogo, che dovrebbe diffondere felicità in chi va a supportare i propri pupilli, in un posto di terrore? Violenza che non si limita allo stadio, ma anche fuori, costringendo le forze dell’ordine a intervenire in quelle che sono delle vere e proprie risse da strada.

La soluzione, purtroppo, è lontana dal problema.

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Cosa ne pensa l’autore
Cristian Farabella

Cristian Farabella - Come possono queste persone dare un taglio a tutto ciò, se i calciatori sono i primi a dare il cattivo esempio. Alla luce di ciò, mi chiedo, vale ancora la pena seguire il gioco del calcio, anche se rimasto orfano della sua essenza? La mia risposta è si. Paradossale direte, infondo non è da criticare il gioco del calcio in tutto tondo, perché per fortuna non tutto è da buttare. Nonostante tutto, è uno sport che riesce ancora a creare momenti di grande spettacolo, creando aspettative intorno a sé, che riescono ad attirare con il suo magnetismo tutti gli amanti di questo sport. Ritrovarsi tutti insieme e tifare la propria squadra, e per novanta minuti riesce a mettere tutti sullo stesso piano, cancellando anche se solo per la durata della partita qualsiasi distinzione di razza, sesso e ceto sociale. Unendo tutti sotto i colori che amano. Per questo nel bene e nel male, amo il calcio. E ogni volta che la mia squadra del cuore sarà in campo a giocare, sarò li a gridare: “Forza ragazzi”.

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