Europa League, Siviglia campione, delusione Liverpool. E Klopp allunga il record negativo

Ennesimo exploit della squadra di Emery, che ieri sera ha battuto il Liverpool per 3-1 aggiudicandosi l'Europa League per la terza volta consecutiva. Per Klopp è sindrome da finale.

Europa League, Siviglia campione, delusione Liverpool. E Klopp allunga il record negativo

Il Siviglia ha conquistato la sua terza Europa League consecutiva, battendo ieri sera il Liverpool con il risultato di 3-1. La squadra di Unai Emery si è confermata così padrona assoluta del torneo, ribadendo la sua supremazia ancora una volta ai danni degli inglesi, ora rimasti definitivamente fuori da tutte le competizioni internazionali per l’anno prossimo.

E dire che questa volta, per il Liverpool, sembrava la serata buona: primo tempo condotto alla grandissima, Siviglia schiacciato e tante recriminazioni per un clamoroso fallo di mano in area da parte di Carriço al 12′. L’arbitro non vede, ed incredibilmente l’infrazione non viene ravvisata nemmeno dagli assistenti.

Tutto lo stadio però se ne accorge: boato dei tifosi Reds, mentre i sevillistas tacciono, consapevoli che è andata loro di lusso. La squadra di Jurgen Klopp però c’è, e continua a martellare insistentemente fino al 34′, quando Daniel Sturridge pesca un gioiello di rara bellezza dal limite: tiro d’esterno mancino, e palla che disegna una parabola meravigliosa andando ad insaccarsi a fil di palo.

La superiorità territoriale inglese ora appare evidente, ed i biancorossi sono alle corde: Banega, il grande atteso della partita (nonché promesso sposo dell’Inter di Mancini), stenta a trovare le solite geometrie. Ed a risentire è tutta la squadra. Al 40′ altro fallo di mano netto in area del Siviglia, ma inspiegabilmente anche in questa occasione il direttore di gara non interviene.

Dalle parti di Liverpool, anche i telespettatori – convinti di avere l’Europa League già in tasca, stando al tenore di certi commenti sui forum calcistici – iniziano a sentire il rancido odore della beffa provenire da Basilea. Una precognizione che non tarderà a concretizzarsi: giusto il tempo di un tè caldo. Perché con la riapertura delle ostilità nella ripresa, inizia letteralmente un’altra partita.

Il 3-1 finale è stato infatti figlio di un secondo tempo condotto alla grande da parte degli andalusi, che sono riusciti ad andare subito in goal con il solito purosangue Gameiro dopo soli 20 secondi: fantastica progressione di Mariano (uno dei migliori in campo), Alberto Moreno uccellato senza pietà con un tunnel tragicomico (pessima prestazione per lo spagnolo contro i connazionali) ed assist facile facile al centro per il capocannoniere di casa.

L’1-1 al pronti-via ha per gli inglesi lo stesso effetto di un tuffo nel mar Glaciale Artico subito dopo il cenone di Capodanno: per il Liverpool, è subito sera. Anzi, notte fonda. La squadra di Unai Emery ora sente l’odore del sangue, sa che questa è la “sua” competizione e non tarda a ribadirlo, mordendo le caviglie degli inglesi e tornando a macinare quel bel gioco visto nelle ultime due stagioni. Anche Banega sembra essersi improvvisamente ridestato da un letargo lungo 45′ minuti.

Troppi, per uno della sua classe. Tant’è che decide subito di rimediare, inanellando una serie di giocate d’alta scuola che fanno letteralmente impazzire il centrocampo di Klopp. Al 59′ ancora Gameiro, pescato in area da una sponda del solito N’Zonzi (letteralmente soverchiante sulle palle alte) si libera bene della marcatura e arriva a tu-per-tu con Mignolet. Ma a due metri dalla porta, spara un sinistro centrale addosso all’estremo difensore belga, bravo a deviare in angolo.

E’ solo il preludio del tracollo per il Liverpool, che il sogno di questa Europa League l’aveva accarezzato e cullato a lungo, salvo poi venire a mancare proprio nel momento decisivo. Cinque minuti più tardi, al 64′, Coke esplode un destro terrificante che s’insacca alle spalle di Mignolet, dopo uno scambio confuso con Vitolo.

Al ’70 il centrocampista di Emery si ripete, stavolta approfittando di una serie grottesca di rimpalli favorevoli tra i difensori dei Reds: al termine dell’insensato flipper, il pallone finisce docile docile sui piedi dello spagnolo, che ringrazia ed insacca per la doppietta. Ma questa volta non ci sarà alcun miracolo per gli inglesi, tradizionalmente abituati alle rimonte impossibili.

Il Liverpool appare stanco, demotivato, troppo nervoso. Completamente a secco di energie fisiche e mentali. Ed il suggestivo e meraviglioso “You’ll never walk alone” intonato dai trasfertisti della Kop, rende il boccone ancora più amaro. Il 3-1 finale consegnerà l’Europa League al Siviglia, per la terza volta consecutiva: un record assoluto, mai nessuno come i biancorossi d’Andalusia nella storia del calcio.

Jurgen Klopp invece conferma il suo scarso feeling con le finali: le statistiche aggiornate a ieri sera mostrano un drammatico score di 5 perse su 5. In conferenza stampa, le scarne recriminazioni avanzate dall’allenatore tedesco sono apparse compassate, lucide: “Ci sono stati due falli di mano, l’arbitro non ha dato rigore e ha preso decisioni sbagliate […] Avremmo dovuto essere più fortunati“.

Nessuna polemicha, solamente due appunti. Seguiti da una critica netta alla prestazione dei suoi: “Nel secondo tempo non siamo entrati in campo bene, non abbiamo avuto fiducia, siamo stati imprecisi e disuniti“. Tutto vero: nella seconda frazione, il Liverpool è rimasto negli spogliatoi. Ma la sensazione, piuttosto netta, è che – nonostante le tante occasioni create nella ripresa dal Siviglia – la fortuna e qualche inconcepibile svista arbitrale, abbiano dato una mano determinante ai ragazzi di Emery a conseguire un trionfo che ha riscritto la storia del torneo.

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