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Damiano Tommasi e Vincenzo Spadafora hanno chiesto la sospensione immediata del calcio italiano

Non sembra terminare il caos sul calcio italiano. Damiano Tommasi e il ministro Vincenzo Spadafora, con un comunicato, hanno chiesto la sospensione per combattere il Coronavirus.

Calcio
Pubblicato il 9 marzo 2020, alle ore 10:13

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Damiano Tommasi e Vincenzo Spadafora hanno chiesto la sospensione immediata del calcio italiano

Il calcio italiano, nonostante l’ultimo decreto firmato dal premier Giuseppe Conte che consente i match a porte chiuse, resta ancora nel caos. All’Ennio Tardini di Parma, a cinque minuti dall’inizio della partita, le squadre vengono fermate sotto ai tunnel e chiamate negli spogliatoi.

La partita viene rinviata per mezz’ora, per poi farla giocare alle 13:45 in un clima surreale e scosso da questa decisione avvenuta in maniera totalmente inaspettata. La giornata di calcio quindi è andata avanti a porte chiuse, ma nei prossimi giorni potrebbero cambiare nuovamente gli scenari.

La sospensione del campionato italiano

Oltre al basket e gli sport dilettantistici, anche il calcio professionistico rischia di fermarsi. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’Associazione Italiana Calciatori è stata molto vicina a proclamare lo sciopero prima di Parma-SPAL. In un documento, l’AIC fa sapere di voler tutelare la salute dei propri associati, per questo motivo avevano tutta l’intenzione di non giocare l’8 e 9 marzo. Tuttavia, dopo alcune consultazioni interne tra le parti, le intenzioni dell’AIC sono state fermate.

Una decisione che potrebbe cambiare nei prossimi giorni: infatti, il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi, con un comunicato ha dichiarato: “La situazione è grave e seria, oggi non si può giocare a calcio in Italia. È un’amara constatazione, e gli insulti nei miei confronti lo confermano. Il Paese deve cambiare abitudini. Il messaggio è cambiamo vita: in più posti d’Italia la gente si ritrova a vedere le partite nei locali. Abbiamo già casi di contagio nelle squadre professionistiche, serve più attenzione. Non si può giocare a calcio in questo Paese, i giocatori non si possono toccare”.

A condividere queste dichiarazioni è Vincenzo Spadafora, ministro per le politiche giovanili e lo sport, che va contro il decreto firmato da Giuseppe Conte: “Non ha senso in questo momento mettere a rischio la salute di calciatori, arbitri, tecnici e dei tifosi che sicuramente si raduneranno per vedere le partite, solo per non sospendere temporaneamente il calcio e intaccare gli interessi che ruotano attorno ad esso”.

90° minuto Paolo Dal Pino, presidente della Lega Serie A, ha attaccato duramente Vincenzo Spadafora, rivelando che il ministro sta ignorando le norme firmate dal Premier Conte. Lo invita quindi ad essere coerente con il Governo e di fare un decreto in cui si prende tutte le responsabilità che sta scaricando su altre persone.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Situazione assurda, e nonostante il Premier Conte abbia deciso di far giocare il campionato di calcio a porte chiuse, regna ancora il caos. Lo sport è lo specchio dell'Italia, confusionaria e poco incline a prendersi le responsabilità. Da Vincenzo Spadafora, che invoca tanto la sospensione, ci vorrebbe un atto di coraggio con la firma di un decreto, senza dare la colpa alla Lega oppure a Sky.

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