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NBA, verso la stagione 2018-2019. Oklahoma City Thunder: grandi ambizioni con Russell Westbrook e compagni

Gli Oklahoma City Thunder non hanno i crismi della super favorita, ma con Westbrook, George ed il nuovo acquisto Schroder si può tentare l'assalto alla finale di Conference, in mezzo a tanti avversari e difficoltà.

Basket
Pubblicato il 26 agosto 2018, alle ore 14:10

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NBA, verso la stagione 2018-2019. Oklahoma City Thunder: grandi ambizioni con Russell Westbrook e compagni

Gli Oklahoma City Thunder dispongono di un giocatore fra i migliori al mondo, Russell Westbrook: mai nessuno era riuscito nell’impresa di concliudere due annate consecutive con una tripla doppia di media a fine stagione; Westbrook è un fenomeno in grado di trascinare i suoi durante la regular season, poi nei playoff c’è bisogno di un cast di primo piano per puntare ad obiettivi ambiziosi.

Grazie all’acquisto dello scorso anno di Paul George ed in questa stagione di Dennis Schroder, il playmaker tedesco scambiato con Carmelo Anthony, si può provare in alto: Schroder sarà la riserva di lusso di Westbrook, George agirà da guardia, mentre in ala piccola i Thunder ritroveranno Andre Roberson, probabilmente il miglior difensore in circolazione durante la fase di non possesso (non ha invece buone caratteristiche offensive). Completeranno il quintetto titolare l’ala grande Jerami Grant ed il centro Steven Adams.

I titolari hanno un grande margine di forza offensiva in Westbrook, George ed Adams, difensiva in Roberson e Grant. Tra i nuovi acquisti c’è anche l’ala piccola Timothé Luwawu-Cabarrot, proveniente dai Sixers, Nerlens Noel, dal carattere fumantino e dal rendimento in crollo, centro che cerca un rilancio, e Abdel Nader, ottenuto dai Celtics per completare la panchina. Il draft ha portato tre scelte dal fondo del sistema di ingresso dei giovani: la guardia Hamidou Diallo (n.45), l’altra guardia Devon Hall (n.53) e l’ala piccola Kevin Hervey (n. 57): da questi Oklahoma City spera di trovare almeno una sorpresa positiva.

Tra i giocatori partiti, oltre ad Anthony ed alla bandiera Nick Collison, ritiratasi, c’è Dakari Johnson, scambiato con i Magic, e Rodney Purvis, mandato ai Celtics. Nei free agent che l’anno scorso vestivano la canotta azzurra non ci sono giocatori di spicco, alcuni di essi potrebbero essere riconfermati per completare la panchina: troviamo qui Corey Brewer, PJ Dozier, Daniel Hamilton e John Huestis.

Il roster della franchigia dell’Oklahoma trova tra i suoi elementi della panchina tre giocatori molto interessanti come Raymond Felton, esperto playmaker, di lusso per essere il terzo dopo Westbrook e Schroder; Alex Abrines, guardia con discrete statistiche, la riserva naturale di George, e Patrick Patterson, centro di grande forza. La guardia Terrance Ferguson e l’ala grande Kyle Singler sono gli altri giocatori sotto contratto; il tetto salariale è sceso solo in parte grazie alla cessione di Anthony, permangono però i problemi per le spese eccessive sul bilancio, ma in queste condizioni i Thunder sono disposti a pagare le conseguenze dei propri ingaggi, prima fra tutti la luxury tax.

Con questi titolari e con una panchina di ottimo livello, i Thunder cercheranno di inserirsi nella lotta per rimanere nei primi quattro posti della Western Conference, per evitare le due precoci eliminazioni al primo turno delle scorse due stagioni. La squadra è pronta per essere trascinata come al solito da Westbrook, quello che sarà decisivo ottenere sono quelle sette – dieci vittorie in più che diano modo di avere il fattore campo al primo turno, sorpassarlo e provare ad andare avanti il più possibile, fino al sogno (non troppo concreto) del titolo NBA.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Con Westbrook, dei titolari validi in attacco e difesa e con un'ottima panchina, i Thunder tentano di non deludere come le scorse due stagioni: con un fenomeno con Westbrook da tripla doppia di media stagionale, uscire al primo turno è un autentico disastro; la squadra, quest'anno, proverà ad essere più concreta, con panchinari di valore, come Schroder, play che sarebbe titolare in almeno in metà delle altre franchigie, quindi molto di più di un ricambio del fenomeno in canotta azzurra. Si può pensare in grande in una Western Conference altamente competitiva, dura vincerla ed ancor più centrare il titolo, ma si può migliorare di molto l'esito delle stagioni trascorse.

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