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NBA, verso la stagione 2018-2019. Houston Rockets: Harden, Paul ed Anthony per vincere l’anello

Gli Houston Rockets rappresentano, assieme ai Lakers, l'alternativa ai Warriors per rappresentare la Western Conference nella finale NBA. Carmelo Anthony si unisce al gruppo, con James Harden e Chris Paul che guideranno la squadra con il loro grande talento.

Basket
Pubblicato il 17 agosto 2018, alle ore 13:18

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NBA, verso la stagione 2018-2019. Houston Rockets: Harden, Paul ed Anthony per vincere l’anello

Gli Houston Rockets hanno costruito negli ultimi anni una squadra estremamente competitiva, di primissimo livello, in grado di dominare; l’anno scorso infatti i Rockets hanno ottenuto il miglior record di vittorie in regular season ma, successivamente, sono stati messi fuori dai Warriors nella finale di conference.

Nella nuova stagione Houston ci riprova con Carmelo Anthony, stella di assoluto valore, però in netto calo di rendimento: dopo la complessa annata trascorsa ai Thunder, Melo proverà a rinascere assieme a James Harden, il miglior marcatore della regular season 2017-2018 e fenomeno assoluto dal gioco intelligente, e Chris Paul, il play dei titoli olimpici della nazionale americana e perfetto organizzatore di gioco.

Il draft porta due giovani alla corte di coach D’Antoni: De’Anthony Melton (n.46), guardia difensiva di buona prospettiva, più Vincent Edwards (n.52), ala piccola versatile. I partenti sono invece Trevor Ariza, l’ala piccola titolare della scorsa stagione, che ha firmato per i Suns, Luc Mbah a Moute, che ha scelto i Clippers, e Chinanu Onuaku, che è stato scambiato con i Mavericks.

I free agent, liberi da contratto, sono Markel Brown, Tarik Black (buona stagione dalla panchina) e Joe Johnson, guardia quasi a fine carriera, che potrebbe non essere confermata. I Rockets in questo modo puntano a migliorare il loro bilancio ed il monte ingaggi stagionale, lasciando liberi giocatori che pesano come contratti, aggiungendo il solo Anthony come acquisto di peso sul bilancio. L’altro ingresso è Michael-Carter Williams, giovane guardia in cerca di stabilità, dopo gli ultimi anni poco convincenti.

I Rockets completeranno i loro titolari con Ryan Anderson, ala grande dal tiro da tre eccezionale, e Clint Capela, il centro con una propensione difensiva eccellente. La squadra può contare anche su Eric Gordon, il miglior sesto uomo del 2016-2017, su Gerald Green, ala piccola atletica e completa. Nenè è l’ala grande-centro fisica e stabile in area. PJ Tucker, cambio di buon valore, chiude il cerchio assieme a R.J. Hunter, Aaron Jackson e Zhou Qi.

La squadra di Mike D’Antoni ha, sempre nelle corde dell’allenatore, un gioco spiccatamente offensivo, ma l’anno scorso tutta la rosa si è dimostrata in grado di sacrificarsi alla grande anche in difesa, raggiungendo un grande traguardo in stagione. Quest’anno i rossi del Texas dovranno ripetersi con un avversario in più, i Lakers di LeBron James, in una conference complessa, dove sono tante le squadre, Warriors in testa, che vogliono primeggiare. Houston ci ritenta e vuole rendere al massimo come la scorsa stagione per vincere l’anello che manca dal 1994-1995.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Tra Warriors e Lakers (e forse Thunder), gli Houston Rockets si vogliono inserire per guadagnare la finale NBA nella Western Conference. Non che questa possa rivelarsi una sorpresa, ricordando che la scorsa stagione i i rossi texani hanno ottenuto il miglior punteggio nella stagione regolare, ma la competitività ad Ovest è altissima e questo fattore potrebbe portare anche grosse delusioni. La costanza di rendimento dello scorso anno sarà la chiave per ripetersi, con l trio Harden - Paul - Anthony che dovrà trascinare gli altri. Il gioco dei Rockets è efficace in attacco, la difesa dovrà ripetere il rendimento dell'anno scorso, solitamente il punto debole delle squadre di coach D'Antoni. In ultima analisi, solo ripercorrendo (e migliorando) le orme dell'ultima annata, Houston potrà puntare al titolo.

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