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NBA The Finals, 13 giugno 2019: Toronto strappa la vittoria in gara 6, i Raptors sono campioni

I Toronto Raptors nel finale di partita strappano il successo in un susseguirsi di emozioni da infarto: i Golden State Warriors sono detronizzati in casa, i Raptors sono campioni NBA per la prima volta.

Basket
Pubblicato il 14 giugno 2019, alle ore 16:03

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NBA The Finals, 13 giugno 2019: Toronto strappa la vittoria in gara 6, i Raptors sono campioni

Nella notte delle NBA The Finals di giovedì 13 giugno 2019 si è disputata gara 6.
I Toronto Raptors riescono a conquistare l’anello NBA 2019 grazie alla vittoria in casa dei Golden State Warriors per 114-110. Nel primo quarto Toronto corre e prende un largo vantaggio in tre minuti; le squadre giocano all’attacco e questo favorisce il ritorno di Golden State, che in men che non si dica va anche in vantaggio, per poi lasciare spazio ad un quarto equilibrato e spettacolare, che si conclude sul 33-32 a favore dei Raptors.

Del tutto simile il quarto successivo, con un po’ più di attenzione difensiva, per la quale Leonard per Toronto ed Iguodala per i Warriors danno un fortissimo apporto; le conclusioni a canestro arrivano comunque a segno, le percentuali calano ma in maniera contenuta e la bilancia non propende per la vittoria di alcuna squadra. All’intervallo le squadre vanno al riposo con ambizioni di vittoria, con Toronto avanti per 60-57.

Nel terzo quarto si scatena Klay Thompson, che marca triple a ripetizione e pure azioni all’interno del pitturato, con i Warriors che ne traggono giovamento, fino a che lo stesso numero 11 va a schiacciare, ma scivola male dal ferro, appoggia su una sola gamba e cade male, dolorante al ginocchio: dopo pochi istanti, stoicamente, Thompson rientra per tirare il libero per il fallo subito in corsa, ma al rientro, dopo gli esami medici, l’esito e chiarissimo; rottura del legamento crociato e la prima parte della prossima stagione è fortemente a rischio. Golden State reagisce bene e si porta avanti, arrivando sul 88-86.

L’ultimo parziale è ancora più incerto, si segna meno e si bada sodo a difendere, per concedere il meno possibile agli avversari; da metà del quarto periodo, i Raptors prendono la leadership, che mantengono fino all’ultimo minuto, da infarto. Pascal Siakam porta avanti di tre i Raptors, quindi Curry firma due liberi e Toronto conduce solo di una lunghezza; nella rimessa successiva i Warriors difendono alla grande e recuperano palla, quindi la tripla di Curry per la vittoria va malamente su ferro. La palla rimbalza come in un flipper, viene recuperata da tre giocatori di Golden State contro il solo Leonard per Toronto.

Però, con i tempi strettissimi, i Warriors commettono un’ingenuità clamorosa: chiamano un timeout pur avendoli esauriti, quindi la palla passa per un fallo tecnico ai Raptors, che marcano il libero con Leonard; con il possesso sempre per Toronto, arriva il fallo su Leonard che centra i due liberi e – con il 114-110 – i Toronto Raptors diventano per la prima volta campioni della NBA, detronizzando i Warriors. E’ anche il primo successo per una squadra canadese nel massimo campionato cestistico mondiale.

Per i Raptors, Kawhi Leonard – nominato MVP delle Finals (il suo secondo premio personale dopo quello di San Antonio nel 2014) – totalizza 22 punti, 6 rimbalzi e 3 assist. Pascal Siakam e Kyle Lowry centrano 26 punti a testa, mentre un fenomenale Fred VanVleet marca dalla panchina 22 punti.
Nei Warriors, l’infortunato Klay Thompson firma un eccezionale tabellino da 30 punti e 5 rimbalzi, per Draymond Green giunge una tripla doppia mostruosa da 11 punti, 19 rimbalzi e 13 assist.

Con il titolo NBA per i Raptors, resterà da vedere se il fuoriclasse Kawhi Leonard rimarrà dopo questo trionfo ancora tra i velociraptor dell’Ontario o cambierà canotta, avendo un contratto free agent, libero da vincoli.
Dall’altra parte, i Warriors giungono sconfitti, forse alla fine di un’era: Kevin Durant, ora fermo per infortunio, per un buon 75% approderà ai New York Knicks, mentre l’altro infortunato eccellente, Klay Thompson, potrebbe firmare per varie franchigie, tra cui i Los Angeles Lakers, i Los Angeles Clippers, gli Atlanta Hawks ed i Brooklyn Nets. Resteranno sicuramente tra le star solo Stephen Curry e Draymond Green, aprendo una nuova fase nella storia dei californiani che, fra l’altro, hanno giocato per l’ultima volta alla Oracle Arena, ad Oakland, per tornare dopo quarant’anni nella vicina San Francisco.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - I Raptors sono campioni NBA abbastanza a sorpresa, erano tra le outsider ad inizio stagione, ma con un Leonard fuoriclasse ed un gruppo molto coeso ben guidato dall'esordiente coach Nick Nurse, ha raggiunto un traguardo storico per la città e per il Canada, diventando la prima squadra di questo Paese detentrice del titolo NBA. L'infortunio di Thompson alla fine del terzo quarto ha tolto ai Warriors le esigue speranze che avevano per trionfare, in questa serie troppo tesi, nervosi e pure disattenti, con la vittoria consegnata su un vassoio d'argento ai Raptors per aver chiamato un timeout quando questi erano finiti. Mentre per Toronto è festa ed al contempo un onere durissimo ripetere la conquista del titolo anche il prossimo anno, per Golden State è giunta la fine di un'era, che coincide con il passaggio della squadra da Oakland a San Francisco.

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Commenti
Emanuele Novizio
Emanuele Novizio

14 giugno 2019 - 19:16:49

Devo ammetterlo: ho goduto.

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Emanuele Novizio
Claudio Bosisio

14 giugno 2019 - 19:21:20

Un nuovo vincitore NBA è sempre bene accolto, specie se non favorito alla vigilia. Più o meno era così alla partenza: 1- Warriors 2- Rockets 3- Celtics 4- Bucks 5- Jazz 6- 76ers 7- Thunder 8- Jazz 9- Lakers 10- Raptors. E, se non sei tra le prime quattro dei pronostici, è difficile vincere. Complimenti.

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Emanuele Novizio
Emanuele Novizio

14 giugno 2019 - 19:47:29

Assolutamente. Ma con un Leonard così, era difficile perdere

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