Iscriviti

NBA anteprima 2019-2020, Utah Jazz: Mitchell, Gobert e Conley per osare a sfidare le big

I solidi Jazz degli ultimi anni hanno provato a trovare spazio tra le grandi della lega, senza mai oltrepassare il primo turno. Conley si aggiunge a Mitchell e Gobert per provare a migliorare il risultato finale.

Basket
Pubblicato il 30 agosto 2019, alle ore 10:10

Mi piace
7
0
NBA anteprima 2019-2020, Utah Jazz: Mitchell, Gobert e Conley per osare a sfidare le big

Gli Utah Jazz negli ultimi anni hanno sempre centrato i playoff, senza passare il primo turno. La guardia Donovan Mitchell ed il centro Rudy Gobert sono da due anni i leader ed i giocatori di classe del team dello Utah, ad essi si aggiunge in ingresso dal mercato l’esperto playmaker Mike Conley, dopo aver trascorso tredici anni agli Utah Jazz. Conley può offrire quel gioco che può mettere ancor più in agio le bocche da fuoco dei blu scuro e giallo.

Il grande mercato estivo porta anche Bojan Bogdanovic, ala grande ex Pacers potente, utile in entrambe le fasi ed un giocatore che registra miglioramenti continui. L’ala piccola Jeff Green è un perfetto sesto uomo per questa squadra, mentre il playmaker Emmanuel Mudiay sarà la prima scelta per cambiare Conley. Il centro Ed Davis avrà il compito più duro, sostituire il centro di riserva Derrick Favors, che ha cambiato aria.

In panchina andranno a finire invece gli altri acquisti, un elenco che comprende il playmaker Nigel Williams-Goss e la guardia Trevon Bluiett e le ali William Howard, Stanton Kidd e Juwan Morgan. Il draft porta in ingresso tre nuovi prospetti, tutti di scelte del secondo giro. Con il n. 50 arriva Jarrell Bantley, ala grande del college di Charleston; il n.53 è Justin Wright-Foreman, play ex Hofstra, con il n. 58 si presenta Miye Oni, guardia proveniente da Yale.

Diversi componenti della squadra dello scorso anno lasciano Salt Lake City, come il play Ricky Rubio, che si è accasato ai Phoenix Suns; lascia dopo una lunghissima esperienza ai Jazz Derrick Favors, ora ai Pelicans; l’ala piccola Kyle Korver è stato scambiato ai Memphis Grizzlies, Raul Neto ha scelto Philadelphia come nuovo team, Naz Mitrou-Long si è diretto ad Indianapolis.

In free agent restano tre elementi, due facenti parte delle rotazioni dalla panchina lo scorso anno: Ekpe Udoh, vista la buon presenza di centri, non troverà una riconferma; Thabo Sefolosha, ala piccola, potrebbe essere reintegrato, mentre non ci sarà spazio per l’ala grande Tyler Cavanaugh. Tra coloro che invece sono rimasti, solo in sette, ci sono Mitchell, Gobert e Joe Ingles, ala piccola che sarà titolare e completerà il quintetto con i due nomi precedenti, Conley e Bogdanovic.

Royce O’Neale è ala grande in netta crescita, ottimo elemento che troverà molto spazio nel gioco di coach Quin Snyder, come più o meno Dante Exum nel ruolo di guardia, ottimo elemento in grado di mettere a referto gruzzoletti di punti. Georges Niang spazierà tra ala piccola e ala grande come ulteriore opzione, Tony Bradley sarà il terzo centro della squadra dopo Gobert e Davis.

Il rendimento difensivo ed offensivo dei Jazz è di alto livello, tanto che i bookmakers la inseriscono, anche in questa stagione, tra le prime otto, quindi papabili per superare il primo turno. Qualcuno dei più ottimisti degli scommettitori proverà a puntare addirittura sui Jazz per l’anello, ma l’accresciuto valore di alcune squadre renderà complicata l’impresa. Sicuramente la prima parte della regular season dovrà essere positiva, dopo due anni con la prima parte con un record negativo, un cammino discontinuo e sotto le aspettative, sempre in rincorsa. Iniziare a vincere sin da subito potrà impensierire a quel punto le grandi favorite alla vittoria finale.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Se pensate che i Jazz non possano impensierire le grandi superpotenze della NBA, vi sbagliate, soprattutto perché il quintetto base della squadra blu-gialla è una primizia in tutte le trenta squadre. Conley-Mitchell-Ingles-Bogdanovic-Gobert è una cinquina con pochissimi punti deboli, classe al tiro, sotto canestro ed in difesa, ottimo atletismo e forza fisica. Probabilmente a Utah manca una panchina più di qualità rispetto alle pretendenti per il titolo, i nomi sono buoni, non abbastanza per trovare un sesto - settimo uomo da parificare ai titolari. Utah c'è, ci deve essere, giocare una regular season di alto livello e provare a sconquassare i pronostici per il successo finale.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!