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NBA anteprima 2019-2020, Oklahoma City Thunder: taglio con il passato, risultati ora in bilico

Netto taglio con il passato per i Thunder, con il passaggio di George ai Clippers e di Westbrook ai Rockets. Chris Paul, Danilo Gallinari e Shai Gilgeous-Alexander i nuovi punti forti della squadra per un'annata con tanti punti interrogativi.

Basket
Pubblicato il 27 agosto 2019, alle ore 11:53

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NBA anteprima 2019-2020, Oklahoma City Thunder: taglio con il passato, risultati ora in bilico

Gli Oklahoma City Thunder hanno dato in questa estate un taglio netto con il passato. Con Paul George che ha scelto i Clippers e con Russell Westbrook scambiato ai Rockets con Chris Paul, la squadra ora non conta più sui suoi punti di forza e ne trova dei nuovi, con un destino ancora tutto da scrivere. Chris Paul sarà il nuovo leader dei tuoni, carattere forte ed esperienza da vendere per un playmaker di classe.

Oltre a Westbrook e George, lasciano Oklahoma City altri tre giocatori importanti; Jerami Grant ha trovato una collocazione ai Nuggets, Markieff Morris ha firmato con i Pistons, Patrick Patterson ha scelto anch’egli i Clippers. Nei nuovi acquisti arriva un giocatore di classe come il nostro Danilo Gallinari, ala piccola capace di attaccare e difendere con ottimi numeri; Shai Gilgeous-Alexander è un giovane playmaker che nel suo primo anno ha mostrato qualità che lo possono portare a diventare una star nei prossimi anni.

Gli ingressi dell’ala grande Mike Muscala e del centro Justin Patton sono le altre mosse di mercato che faranno da alternative in partenza dalla panchina. Il draft 2019 porta un nuovo prospetto, la scelta n.23 Darius Bazley, ala grande che troverà spazio in un ruolo, quello di posto 4, in questo momento tra i più scoperti per i Thunder, con solo una-due alternative in totale. Liberi da contratto, senza una nuova firma, restano Raymond Felton e Jawun Evans.

Della rosa che ha chiuso la stagione scorsa spicca Steven Adams, centro neozelandese in grado di attirare rimbalzi in grande quantità e di esprimere buoni numeri offensivi, oltre che giocatore carismatico; Dennis Schroder, playmaker, sarà la prima importante alternativa a Paul nel ruolo di posto 1, con Terrance Ferguson guardia titolare lo scorso anno che cercherà di mantenere il posto, nonostante l’arrembanza di Gilgeous-Alexander.

Hamidou Diallo resta una validissima alternativa nel ruolo di guardia, con il suo atletismo innato che gli ha permesso di vincere la gara delle schiacciate dell’All-Star Game 2019. Andre Roberson rimane uno dei migliori difensori della NBA, ala piccola perseguitata però negli ultimi due anni da gravi infortuni. Nerlens Noel è la prima opzione per sostituire Adams come centro, Abdel Nader coprirà i ruoli di ala piccola e ala grande, mentre Deonte Burton sarà in fondo alla panchina della squadra.

Le sorti della squadra guidata da coach Billy Donovan sono legate soprattutto al tempo nel quale questo gruppo, fortemente rinnovato, troverà un gioco fluido ed un’intesa che in questo momento non può avere; in tutto questo, però, i destini di questi Thunder sembrano destinati ad andare a sbattere contro il muro delle nuove forze della NBA e dell’Ovest, per cui trovare un posto qualificato per i playoff sarà una chimera per la squadra in azzurro-arancio.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Le partenze dei fuoriclasse Westbrook e George hanno di colpo abbassato le possibilità di lottare anche per alti obiettivi dei Thunder, che ora ripartono da Paul, Gallinari ed Adams come punti cardine del team, con Gilgeous-Alexander che avanza come nuova possibile stella. La competitività fortemente mutata in questa estate della Western Conference e della NBA in generale metteranno in seria difficoltà la squadra di coach Donovan che, a mio giudizio, in questo momento non è pronta per trovare una postazione nella prossima postseason.

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