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NBA anteprima 2019-2020, Minnesota Timberwolves: il nucleo della squadra resta, il mercato apporta poco

Gli acquisti dei Timberwolves, fino a questo momento, non sono destinati a cambiare le sorti della squadra in blu e bianco, che dovrà affidarsi sul suo nucleo storico e sulle scelte del draft per fare meglio della scorsa stagione.

Basket
Pubblicato il 27 agosto 2019, alle ore 10:00

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NBA anteprima 2019-2020, Minnesota Timberwolves: il nucleo della squadra resta, il mercato apporta poco

I Minnesota Timberwolves cominceranno il 2019-2020 per tentare di migliorare la mediocre annata appena trascorsa. Il punto di forza principale rimane Karl-Anthony Towns, centro e uomo franchigia da doppia doppia quasi assicurata per ogni incontro come punti e rimbalzi, meno come intensità difensiva, più o meno gli stessi difetti che si denotano nell’altra stella, l’ala piccola Andrew Wiggins, dal grande contributo offensivo ma dal modesto supporto alla retroguardia.

A provare a scuotere le sorti dei lupi invernali ci prova la scelta n. 6 del draft 2019, Jarrett Culver, ala piccola appena uscita da Texas Tech, giocatore in grado di diventare il sesto uomo più prezioso a disposizione del nuovo coach, Ryan Saunders (nella foto) oppure per provare a partire da titolare durante il corso dell’anno, ma in un ruolo diverso di quello occupato da Wiggins. Con il n. 43 arriva Jaylen Nowell, guardia che cercherà uno spazio in squadra partendo dal fondo della panchina.

I Timberwolves perdono molte pedine dalla scacchiare, a partire da Derrick Rose, che ha scelto di firmare con i Pistons, un giocatore che avrebbe potuto dare tantissimo nel reparto dei piccoli. Le ali grandi Taj Gibson e Dario Saric faranno mancare le loro prestazioni, come il prezioso uomo panchina Anthony Tolliver, ala piccola. Lascia Minnesota anche il playmaker Tyus Jones, in crescita nell’anno appena passato, e Cameron Reynolds, il cui contratto è stato tagliato.

In condizione di free agent rimangono alcuni giocatori ex-Wolves ancora rifirmabili, il primo dei quali è Jarred Bayless, preziosa guardia tiratrice; gli altri sono Luol Deng, C.J. Williams, Jared Terrell e Mitchell Creek. Dei Timberwolves del 2018-2019 rimane, appunto, il blocco storico, con il playmaker titolare Jeff Teague, l’ormai promossa guardia titolare Josh Okogie  e l’ala grande Keita Bates-Diop, oltre a Towns, Wiggins, a Robert Covington, per ora primo ricambio della panchina, e Gorgui Dieng.

Nei nuovi acquisti si intravedono pochi nomi in grado di fare la differenza: Shabazz Napier è una buona guardia per la panchina, Jake Layman è un opzione come ala grande per la panchina, proprio come Jordan Bell. Gli altri nuovi arrivati, che corrispondono a Noah Vonleh, Tyrone Wallace, Treveon Graham e Naz Reid, saranno i componenti del fondo della panchina.

Lo scenario qui proposto non è dei migliori e nemmeno dei più competitivi sia della Western Conference che di tutta l’NBA; la vera scommessa della squadra di Minneapolis è quella riposta nel suo coach, Ryan Saunders, che dovrà fare maggiormente gruppo rispetto ai suoi predecessori, trovare un gioco difensivo più preciso e puntuale e dare la carica giusta per trovare quelle vittorie che potrebbero fare la differenza per agguantare i playoff.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Tutto fa supporre che la prossima stagione dei Timberwolves sarà più o meno simile a quelle dell'ultimo quinquennio, con una modesta possibilità di trovare un posto ai playoff (nell'ultimo lustro, per l'appunto, una sola volta su cinque). A disposizione di coach Saunders c'è il blocco dell'anno passato, il prospetto del draft, Culver, ed un gruppo in generale da costruire come gioco e mentalità. Il contesto in cui giocheranno i Timberwolves sarà complesso, conoscendo il gruppo nutrito di squadre talentuose, e non resta quindi che affidarsi alla miglior sorte possibile per qualificarsi alla postseason.

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