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NBA anteprima 2019-2020, Houston Rockets: con Harden e Westbrook punti a raffica, basteranno per il titolo?

Russell Westbrook riabbraccia James Harden dopo la loro prima parte di carriera nei Thunder. La macchina da punti e la tripla doppia vivente mettono di mira il titolo, ma alcune incognite restano da delucidare.

Basket
Pubblicato il 22 agosto 2019, alle ore 12:00

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NBA anteprima 2019-2020, Houston Rockets: con Harden e Westbrook punti a raffica, basteranno per il titolo?

Gli Houston Rockets saltano subito all’occhio in questo mercato estivo per il fatto che Russell Westbrook, l’ex bandiera degli Oklahoma City Thunder, ha raggiunto James Harden, per formare una coppia statisticamente irraggiungibile con l’uomo delle continue triple doppie ed il “Barba” capace di segnare oltre 30 punti in metà delle partite disputate. Da questo punto di vista la squadra di coach Mike D’Antoni è in cassaforte.

Nonostante tante voci di mercato, l’unica perdita rispetto allo scorso anno è Chris Paul, il playmaker che per diversi anni ha guidato il gioco dei razzi texani ed è giunto ad Oklahoma City nello scambio che ha portato Westbrook in rosso. Tanti i nomi in condizione di free agent, come l’ala grande Kenneth Faried ed il centro Nene, con almeno uno di loro che spera di rientrare nei piani dei Rockets. In tale stato ci sono anche Iman Shumpert, Vince Edwards e Trevon Duval.

Con Westbrook hanno firmato anche altri nomi di spicco, come Tyson Chandler, centro che sarà la prima riserva di Clint Capela, sempre che lo svizzero non cambi casacca. Ben McLemore è una buona guardia da far ritornare ai migliori livelli negli anni iniziali della sua esperienza a Sacramento. La prima scelta del draft 2013, Anthony Bennett, torna in NBA dopo un’esperienza disastrosa; negli ultimi tempi l’ala piccola pare migliorata notevolmente, almeno per cercare di subentrare dalla panchina. Infine è stato messo sotto contratto anche l’ala Deyonta Davis.

Dal draft 2019 non arriva nessun prospetto, mentre in squadra rimane, come già detto, per ora Clint Capela, centro affidabile specie in fase di rimbalzi e stoppate, con Eric Gordon che rimarrà l’ala piccola titolare dei texani. PJ Tucker deve confermare la scorsa super annata come uno dei migliori difensori della lega, mentre l’ala piccola Gerald Green ed il playmaker Austin Rivers saranno tra le prime scelte dalla panchina.

La squadra ha anche tra le pedine a disposizione Chris Chiozza, Michael Frazier, Danuel House Jr. ed Isaiah Hartenstein. Le incognite, come l’anno passato, per coach D’Antoni, sono rappresentate soprattutto dalle prestazioni difensive, a volte troppo lacunose, specie per lo sbilanciamento in attacco di molti elementi, ed anche quella di partire bene, con la squadra che a dicembre si ritrovò penultima ad Ovest con 11 vittorie e 14 sconfitte, prima che Harden iniziasse a martellare prestazioni spaventose: la prima parte di stagione è costato il primo posto nella Western Conference e forse il titolo.

Il potenziale ancora accresciuto in fase di tiro e di realizzazione potrebbe spingere coach D’Antoni, specialista del bel gioco offensivo, a premere ancora di più sull’acceleratore da questo punto di vista: segnare tantissimo subendo però molto. Il fatto funzionerà certamente in regular season, meno nei playoff, dove non basteranno Tucker, Capela e Chandler a difendere. Servirà l’apporto di tutti in copertura e migliorare le trame difensive per riportare a Houston il titolo dopo 25 anni.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - La versione super offensiva dei prossimi Houston Rockets è tutta da godere, dalla televisione, via Internet o dal vivo, rappresenteranno uno spettacolo unico ogni serata, specie per cercare di prevedere quanti punti metteranno a segno insieme ogni partita. Il basket, si sa, non vive solo di segnature, ma anche di marcature e di trame difensive, e questi due protagonisti, assieme al gioco di coach D'Antoni, devono trovare stimoli e certezze anche in copertura, perché sarebbe un peccato sprecare un così interminabile potenziale offensivo senza vincere un titolo nei prossimi anni. Segnare non basta, serve anche difendere, ed i campioni attuali, i Raptors, ne sanno qualcosa.

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