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NBA anteprima 2019-2020, Golden State Warriors: Curry & co. si fanno spazio tra le nuove forze per la vittoria

I Warriors senza Durant e Cousins rimangono una delle forze più competitive del panorama NBA. Recuperare l'infortunato Thompson sarà una delle chiavi per puntare di nuovo all'obiettivo massimo.

Basket
Pubblicato il 30 agosto 2019, alle ore 11:58

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NBA anteprima 2019-2020, Golden State Warriors: Curry & co. si fanno spazio tra le nuove forze per la vittoria

I Golden State Warriors si ridimensionano ma rimangono una potenza della NBA: dopo cinque finali consecutive e tre anelli, la squadra di San Francisco tenterà di nuovo a sfondare nel nuovo panorama cestistico americano. Gli uomini franchigia Stephen Curry, Draymond Green e Klay Thompson sono gli stessi che hanno guidato i gialloblu alla vittoria del 2015. Sarà importante recuperare Thompson dal grave infortunio subito nei playoffs per essere competitivi.

I Warriors hanno perso gran parte dei loro uomini e per questo si può asserire che inizi un nuovo ciclo, sempre sotto la guida di coach Steve Kerr. Kevin Durant, fenomeno assoluto, ha firmato per i Brooklyn Nets, DeMarcus Cousins ha scelto i Lakers ed Andre Iguodala è stato scambiato con i Grizzlies: questi campioni, come vedremo in seguito, hanno trovato solo parzialmente sostituti dello stesso livello. Quinn Cook, sorpresa delle ultime stagioni, ha scelto i Lakers, mentre è stato tagliato il contratto di Shaun Livingston.

Jordan Bell, giovane in crescita, ha scelto i Timberwolves, Damian Jones ha firmato per Atlanta e Shabazz Napier ha trovato casan anch’egli ai Timberwolves, quindi Treveon Graham andrà anche lui a Minnesota e Julian Washburn ha visto tagliare il suo contratto. In tutto questo ci sono anche tre giocatori in condizione di free agent ancora da rifirmare, come il centro Andrew Bogut, l’ala grande Jonas Jerebko e l’ala piccola Marcus Derrickson.

I nuovi acquisti vedono in prima fila D’Angelo Russell, playmaker esploso definitivamente lo scorso anno ai Nets, che giocherà con Curry, assumendo il ruolo di posto 2, in attesa del rientro di Thompson. Gli altri ingressi serviranno per lo più a formare la nuova panchina, come il centro Willie Cauley-Stein, la guardia Alec Burks, l’ala piccola Glenn Robinson, l’ala grande Omari Spellman ed il playmaker Ky Bowman.

Sotto contratto rimangono le tre All-Star Curry, Thompson e Green, il centro Kevon Looney, energico baluardo difensivo che sarà il nuovo posto 5 titolare, con l’ala piccola Alfonso McKinnie che potrebbe diventare l’ala piccola di riferimento prima del rientro di Thompson. Jacob Evans e Damion Lee saranno elementi che completeranno la panchina dei Warriors e che troveranno meno spazio di altri.

C’è anche il draft 2019, che porta in casa Warriors tre elementi di prospettiva, in grado di trovare uno spazio sul parquet: il n. 28, Jordan Poole, una guardia dalle buoni doti tecniche e di realizzazione che avrà un posto nella panchina per dare tempo di rifiatare a Russell; il n. 39 dà spazio a Alen Smailagic, cresciuto in G League ed ora, nel ruolo di ala grande, si accomoderà in panchina tra i grandi. Con il n. 41 arriva Eric Paschall, altra ala grande proveniente da Villanova, il quale sarà inserito in G League per crescere.

I Warriors hanno uno schieramento titolare di primo livello con Curry, Russell, Thompson, Green e Looney, ma la panchina ha evidenti mancanze che lo scorso anno non aveva, pensando ad esempio a Iguodala, Livingston, Cook, Jerebko e lo stesso Looney, quando era il primo ricambio di Cousins. I pochi rimpiazzi di valore spingono le quotazioni dei Warriors più in basso del solito, con i guerriere che faranno comunque valere i loro fuoriclasse per sfiancare le prime favorite al titolo.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Il ricambio di oltre la metà della rosa dei Golden State Warriors ha portato alla partenza di tre fuoriclasse come Durant, Cousins e Iguodala e di gran parte degli elementi di livello della panchina, assicurando solamente D'Angelo Russell in soccorso del blocco storico di All-Star Curry, Thompson e Green. Klay Thompson dovrà recuperare dal grave infortunio degli scorsi playoff e il resto della nuova panchina non ha lo stesso valore della precedente. I Warriors non vanno sottovalutati, ad Ovest, dopo le corazzate di Los Angeles, sono i primi a tentare di conquistare la finale NBA nella Western Conference e l'esperienza delle bandiere gialloblu e di coach Kerr possono fare la differenza rispetto alle nuove squadre che si affacciano a ruoli da protagonista.

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