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NBA, anteprima 2019-2020, Chicago Bulls: nessuno spazio per i sogni, complicato ribaltare i pronostici

Anche quest'anno i Chicago Bulls vivranno presumibilmente una stagione difficile. Le uniche speranze sono legate ad un miglioramento delle prestazioni di Zach LaVine e nel giovane talento di Coby White.

Basket
Pubblicato il 15 agosto 2019, alle ore 13:09

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NBA, anteprima 2019-2020, Chicago Bulls: nessuno spazio per i sogni, complicato ribaltare i pronostici

I Chicago Bulls nella stagione 2019-2020 non partono da favoriti, nemmeno per qualificarsi ai playoff. Premessa doverosa, per una delle franchigie con la gestione peggiore degli ultimi anni, abbinata a risultati molto insoddisfacenti e deficitari. La stella, per il momento, rimane quel Zach LaVine dalle schiacciate straordinarie ma dal rendimento rivedibile, specie per le qualità che il ragazzo possiede che non mette in mostra appieno, specie nei momenti chiave delle partite.

Il draft porta in campo due nuovi giovani: innanzitutto il n. 7, Coby White, un playmaker proveniente da North Carolina su cui puntare molto, ritenuto uno dei migliori prospetti proveniente dalla scorsa stagione di basket universitario; White è un giocatore abile in palleggio, tiro e dotato di ottima visione di gioco, nonché un buon difensore, un prospetto su cui puntare fin da subito. con il n. 38 arriva da Arkansas Daniel Gafford, ala grande potente fisicamente.

La rosa conta oltre che su LaVine su altri ottimi talenti, come l’ala grande Lauri Markkanen, il finlandese con un buon rendimento costante, in cerca dell’esplosione definitiva; Otto Porter Jr. è l’ala piccola e l’innesto di qualità su cui puntare; il centro Wendell Carter Jr. ha grandi doti difensive ed è un discreto realizzatore; Kris Dunn sarà quasi certamente il sesto uomo della squadra, un playmaker in grado di mettere punti importanti dalla panchina. Il quintetto titolare sarà quindi quello composto da White, LaVine, Porter Jr., Markkanen e Carter Jr..

Il resto della rosa può contare sul playmaker Ryan Arcidiacono e sulle guardie Antonio Blakeney e Denzel Valentine, tre giocatori che subentreranno in campo nelle rotazioni di coach Jim Boylen, il quale lo scorso anno ha ricevuto man mano la fiducia del gruppo dopo un inizio a dir poco turbolento. L’ala piccola Chandler Hutchinson partirà dal fondo della panchina, l’ala grande Cristiano Felicio infine deve ancora confermare le sue capacità.

In entrata arriva quasi un giocatore per ruolo, tranne per il posto 1: la guardia Shaquille Harrison è un rimpiazzo per il fondo della panchina o per quando ci saranno infortuni, Tomas Satoransky è un’ottima ala piccola versatile in grado di giocare in posto 1, 2 e 3. Thaddeus Young è l’ala grande versatile, capace di realizzare da due, da tre ed ottimo difensore che molti allenatori desidererebbero, il centro Luke Kornet ha fino ad ora dimostrato poco e dovrà dare di più per trovare un posto sul parquet.

La cessione di Robin Lopez, che ha firmato per i Milwaukee Bucks raggiungendo il gemello Brook, è una delle poche della squadra, che ha tagliato il contratto a Walter Lemon Jr.; liberi da contratto, in free agency, c’è innanzitutto il buon Timothe Luwawu-Cabarrot, giocatore sempre pronto anche a partire da subentrante, e Wayne Selden, possibile innesto per completare la rosa; più difficilmente rientreranno in squadra Rawle Alkins e Brandon Sampson.

E’ inutile nascondere che a questi Chicago Bulls manca almeno una All-Star in grado di sfondare sia in attacco che intervenire con classe in fase difensiva. Quel giocatore che da solo può dare una buona fetta delle vittorie da raggiungere per andare in postseason. I tifosi dei Bulls sono ormai disillusi, ma i più scaramantici potranno pensare che da North Carolina, cioè come Coby White, arrivò un certo Michael Jordan, e quindi qualcuno magari spera che il giovane playmaker diventi l’uomo franchigia di questi Bulls ormai da anni sul fondo della graduatoria.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - La pessima gestione societaria e di mercato dei Chicago Bulls, tra scambi scellerati, contratti pesanti e scommesse sbagliate, ha portato alla situazione attuale. La squadra di quest'anno sembra avere qualche carta in più rispetto alla stagione passata, ma ancora troppo poco per poter agganciare la postseason. Zach LaVine deve diventare il giocatore su cui far ruotare il gioco di coach Boylen, e Coby White deve essere il nuovo talento per formare un backcourt di grande livello. Il verbo "dovere" non è casuale, perché se da questi due giocatori non si riceverà qualità, i Bulls staranno "tranquillamente" in fondo alla classifica, posizione non nuova nel recente passato.

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